ATTI DKLLE ADINA^ZE dell' I. R. ISTITIITO lElVETO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI. B' IIW-Jk.. .J- I DELLE ADUI\AWfZE DELL L R. ISTITUTO VEXETO SCIENZE. LETT ERE El) ART!. DAL MAGGIO ALL'oTTOBRE 1850. lE^EZIA, PRESSO LA SEGRETERIA DELL' ISTITUTO NEL PALAZZO nUCAC. E 1850. NB. Per le vicende politiche del biennio 1848-4849 /'/. R. htituto non si aduno dal giorno 30 aprile 1848 fino al giorno 26 maggio 1850. ATT I DELLE mmm dell'i. r. istitijto mm DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI. ADUNANZA DEL GIORNO 2G MAGGIO 1850. II Vice Presidente prof. cav. Santini apre la sessione col comunicare le disposizioni impartite dall' I. R. Governo pel ripristinameuto dell'Istituto Veneto. .1 II M. E. prof. Tnrazza legge una Memoria Sul- r itso del compartimenti diseguali nella ricerca del valor numerico d'un dato integrale. Lo scopo della memoria si e quello di asse- gnar le formule, che risultano pel calcolo del valor numerico di un dato integrale per quadratura, quan- do nel metodo di Gauss dei compartimenti diseguali, — — si tien conto dei valori della funzione, corrispondenti al due limiti dell' integrale. Asseguate le formule generali, che servono alia risoluzione del problema, si dimostra che i comparli- inenti sono sirametrici da una parte e dall' altra del punto di mezzo, e che souo egnali i coefficienli delle ordinate estreme, e di quelle che dalle due estreme egualmente si scostano. Ridotto con cio alia uieta il numero dei valori da calcolarsi, si costruiscono le for- mule che servono alia lore determinazlone , e chiu- desi coll'applicazione a tre, quattro, cinque e sei com- partimenti, e ad nn esempio numerico. In seguito a questa lettura, il M. E. prof. Bella- vitis osserva : che le equazioni, per cui mezzo si risol- ve il problema trattato dal prof. Turazza, sono egual- mente semplici di quelle che risolvono il problema del Gauss. Questi riconobbe , ed il Jacobi giuuse a rigo- rosamente dimostrare, che I'equazione che serve a sta- bilire i compartimenli diseguali per calcolare un inte- grale definito da .r =r — i ad x z:z i, si ottiene egua- gliando a zero la derivata /^*"'"' del prodolto della x per la potenza /j*'""* del binomio xl- i . Ora si ottiene I'equazione del problema risolto dal Turazza prenden- do la successiva derivata del precedente polinomio(i). II prof. Minich soggiunge, che tale osservazione (i) V, Adiinanza del gionin i3 j^iiifjno. s'accorda coi risultati compresi in una Memoria ch'egli si propone di presentare alia Presidenza dell'lstituto, sul modo di calcolare per approssimazione il valore di nu integrale definito, col mezzo delle formule di Cotes. II sunlo delle ricerche analitiche contenute in questa Memoria era gia slato comunicato alf Adunanza per mezzo di letlera diretta daH'aufore al sig. cav. prof. Santini Vicepresidente. Da quesla comunieazione si vieue a rilevare che il prof. Minich. oltre d'aver dedolto, merce le formule che servono alio spezza- mento delle frazioni , il metodo proposto dal celebre Gauss per conseguire dalle formule di Cotes il mas- simo grado di approssimazione, ha pur trattalo e ri- solto la questione generale seguenle: Dato uu nu- mero qualunque di valori della funzione sottoposta al segno d'integrazione, vuoisi determinare gli altri va- lori della funzione medesiina, contenuti nelle formule lineari che portano il nome di Cotes, in maniera da valutare colla maggiore approssimazione 1' integrale defiuito richiesto. II Vice-Presidente prof cav. Santini fece all'I. R. Istituto le comunicazioni seguenti : Scoperta di iin nuovo pianeta^ fatta in Napoli dal sig. Annibale Gasparis nelVaprile 1849. Dopo che 11 celehre nostro Italiano P. Piazzi nel 1801 fece la importanle scoperta della sua Cerere Ferdinandea, — 8 — si dosto Ira gli aslronoini dcil'Europa un generale inle- resse per la ricerca del nuovi pianeli ; ed e a lulti uolo_, come dal iSOl al d807 ne venissero scopeiii allri Ire, le orbite dei quali sembrarono inlcrsecarsi airincirca nelle slesse regioni del firmamento , ed essere disposfe fra quelle di Marie e di Giove con rivoluzioni periodiche non molto fra loro diverse, e di circa qiiattro anni. La loro piccolezza, che non permetle di vederii se non con forti cannocchiali, ed i caraUeri connini, dei quali sembrarono dotali, incilarono gli astronomi a seguirne le osservazioni con somina cura, e sembrarono dare appog- gio air ipolesi Olbersiana di un primitivo pianeta silualo fra Marie e Giove, il quale, comparabile agli altri per la sua massa e pel suo volume , in virlii di una qualche calastrofe, o per urli eslerni, o in forza di inlerne espan- sioni si fosse rollo, ed i suoi franlumi avessero inlrapreso a descrivere nuove orbile inlorno al sole, le quali avreb- bero dovulo inlcrsecarsi nel luogo deH'avvenuta separa- zione, e dalo origine ad una serie di piccoli pianeli, aggi- ranlisi inlorno al cenlro comune in orbile ellilliche piii o nieno eccenlriche, con rivoluzioni presso a poco comuni. Non vi fu per cerlo ipolesi piu forlunata di quella di Gi- bers; inipercioccbe ad essa si doveltero da bel principio le scoperte di Giuuono e di Vesla. II bisogno di lener die- Iro a corpi si piccoli lece sorgerne un altro, di regislrare cioe, e disporre in carle celesti mollo parlicolarizzale lul- le le piccolc stclle, lino all' 11.' e ^2.« grandezza,cbe coi migliori lelescopii si polessero discoprire. Egli e alia co- struzione e verilicazione di queste interessanlissime car- te . che 1" Aslronomia va debilrice nei lempi recenli della scoperla di allri selle piccoli pianeli, dei quali sei furono gia osservali generalmenle nei piii accredilati Os- — 9 — servatorii(l), ed un seltimo recentissimo viene ova annun- ciato dallo stesso sig. Gasparis, clic nell.. scorso anno ci diede la scoperta del sesto, di cm i.itendo oggi brevemcn- le parlarvi. flientre pertanto il sig. Gasparis, iieli^ aprilo dello scorso anno 1849, slava con molla ciira veiilicand., la Ora XII delle carte deH'Accademia reale di Berlino,elal)o- (i) I pianeti scoperii ne-li ulritni aiii)i son., j sequent; : i." Jstrea,scvpen:^ dal sig. Hencke i>. Prusiia^lii 8 .li.en.brc ,M|\,n- iio i845- 2.^ IJebe, bcoperia dallo stesso sig. Hencke nella se.a pr.Mu. iuylio 184-. 3." Inde, scoperta dal sig. Hind in Londra nella sera li a^ostu iS\-j. ' 4." Flora, scoperta dallo stesso insigne astrono.no .siy. Hind nella ser,. 18 ottobre 1847. 5." Metis, scoperto all'Osservalu.io di Maikree in Londia dal siniur Graham ai 26 aprile 1848. ° 6° Igea, scoperta in Napoii dal sig. Gasparis ai n aprile i84 — 10 — rata dnl sig. Slcinlicil
  • . AR. di I-ea Declii) AR. De.l 'Id lend Maggio 8 Hi 20 24 28 Giuguu 1 1) 29't" 4',r. 29 i. i(;,i 2y't. 21,0 2'Ji. 21,8 294. i6,(; 294. 4,8 293. 47,0 -22°.45,4 22. 41,1 22. 37,;') 22. 34,3 22. 32,5 22. 30,8 ''2 29.2 0. 3724 (.). 3(338 0. 3. "if) 3 0. 3439 0. 3388 0. 3309 0. 3234 0. 3 164 0. 3098 La tiiilerenza Ira le posizioni calcolale iiei due siste- mi di eleraenti, aiiibiduc raiiprcseiilanli le osservazioni denlro i liniili ()iobnbi!i degli errori delle osservazioni stesse, diniostra la influenza grandissima, ch' essi e.scrci- tano suUa ricerca degli elementi dell' oibita, e la soiniua importanza di polerlo di nuovo rinveuire per liniarne la teoria, e con nuove e piii lontane osservazioni togliere i dubbii, nci quali tult' ora versiamo intorno alia sua \era orbita. 298" 17',G 298. 37,0 298. !:> 1 ,( ) 298. ^8,7 299. 1,0 298. 57,1 298. 47.5 298. 3(i(i 298. 10,3 —2 .4V,n —2 .38,2 2 .32,0 2 .27,3 21 .23,3 21 . 20,2 21 . 18,1 21 . 16,8 —21 . 16,3 15 O.vseivaziojn del/a Comela recentemente scoperfa dal sig. Petersen di Altona iiella costellazione del Serpenlario. Una circolare a slampa del chiarlssimo sig. ccnsigl. Sclitiniachcr del o mnggio corr.,a noi pervenula net gior- 1)0 10, amiuncio clie il sig. Petersen neila sera [y nia"'- gio aveva scoperlo una debole comela lelescopica, la cui AB era = I9\ 25, e la doclinazione =: 71%10.Fu osser- vala .nnco ne! 2 e o niaggio. nei qiiali giorni pure erano geiiliiiiienle conniriieale Ic posizioni. Per rincosl.iDzn delia slagione non pole essere in Pa- dova ricercala prima della sera 15 maggio. Si rinvenne con niolta facilifa, e lu assidiiamente osservala, lanlo da me, come anclie da! mio collega sig. dott. Tretlenero, e da due abilissimi giovani, professori nelle universila di Spagna (i sigg. Agnilnr c Novella), die da qualclie tempo assidiiamente frecjuentano il nostro Osservalorio colla mira di erigere iin grande Osservalorio in Madrid; essen- do slati incaricali dal loro governo di prendere inlorno a cio le nozioni opportune ncgli altri stahilimenli di simil gcnere della colta Europa. Qiiesta comela e mollo difficile ad osservarsi per la debolezza della sua luce; sembra avere un punlo splcn- denlc verso il cenlro di una nebulosita all'incirca circola- re; il suo moviracnlo e lenlo ed abbastanza regolare, e sembra cbe sara visibile per mollo tempo. IIo lentalJ di calcolarne gli elemenli dell'orbila, riguardala come para- bolica, cd a lale oggello ho assunto le osservazioni del giorno o di Altona e quelle dei giorni lo e 10 da me fatlc — 16 — in Padova, riducendo i tempi osservali al meridiano di Bt'riino, dalle cui cfl'eineridi io ho desuiili i luoghi della Terra. Ho cosi oltonulo i seguenli cleinenli pel calcolo del- r orbita , ridotto aveiido le posizioiii osscrvale sul piano dell'oquatoro al piano dell' eclilliea. 1850 T. medio in 13eilino Long, di Co- nielu :=: I. Lat. di Co- nieta ^ B Longit. di Ter- ra =: A Log. R. Maggio 3,42908 13,42305 19,40570 43". 0'. 0",2 57. y. 5G,5 68.29.17,3 sr 8'. 26' ,3 81 30. 15 ,5 81 52. 4r ,3 2''3" 2'. 35", 5 232. 42. 0,0 238. 27. 41,0 0. 003833 0. 004826 0. 005333 Da qiicste posizioni, medianle il metodo dovulo al sig, OlberSj ottonni : Passaggio al perielio 21,0584 luglio 1850 T. M. Beriino Long, del perielio =27-2'. 31>'. a-',9 del Nodo = D2. 28. 52,0 Inclinnzione zr 67. 40. {7,5 Longit. di St. perielio rz 0. 031G36. i quali, quanlunqne assai lodevolmenle rapprcsentino le osservazioni londamenlali, dalle quali Inrono dedotli^ de- vousi risguardare soltanto come nna prima approssima- zione, da correggcrsi con osservazioni piu remote. Dopo cio, non mi rimane die unirvi il prospetto del- le poche osservazioni, che fin'ora abbiamo potuto otlenere. 17 — 1850 T. medio in AR app. di Padova Cometa Declin. di Cometa Osserv. Maggio 13 lO^.S'. .5",4 14 15 19 20 21 22 10. 26. 57,7 9. 43. 1,9 9. 39. 33,4 9. 8. 10,5 9. 35. 6,0 9. 52. 38,7 Numero dei con- tronti 285». 58'. 29",4 73°. 4'. 43",7 1 Sant. 285 13. 0,+_ 73. 14.18,+^ Tratt. 284. 27. 42,3 73.21. 29,7 Sant. 280. 42. 38,6 73. 50. 12,7 Saut. 279. 36. 46,2 73. 57. 19,6 Tratt. 279. 36. 38,7 73. 58. 53,6 As- 278. 28. 43,8 '4. 2. 11,6 Tratt. II M. E. prof. Poli fa una comunicazione all'Istilu- to intorno ad Jlcuni nuovi metodi di Telegrafia. E^^W ricorda i brevetti d'invenzione conceduti nel 1846 in Inghllterra, e prima in America, aJ prof. Bain pel primo telegrafo elettro-chimico ; la memoria da questo letta nello scorso aprile all'Istituto di Francia in cui descrive il sue apparato telegrafico, e lo afferma supe- riore agli altri per celerita, per esattezza e per azione continua, durevole, sicura e facile 5 ricorda I'annuncio inserito nella Gazzetta Piemontese dell'ingegn. Gonel- la, il quale propone un proprio sisteraa di telegra- fia , che dovrebbe dare in circa gli stessi risultamenti di quello del Bain; ricorda in fine il rapporto che nello scorso maggio fece il prof. Pouliiet all'Istituto Vol. I. Serie IL -, — ^8 — (3i Francia sopra 11 miovo telegrafo del Forment, col quale si Irasnieltono le nolizle immedlatamenle col lapis, capace di 200 niovioienti in un niinuto, e pre- sto di /fooo, so troppo non si presume. Considerate perlanto quesle notizie, die sono ricavate da accredi- tafi giornalij e che dimostrano quali progressi faccia dapertutto I'arte della telegrafia •, considerata la circo- stanza die nel regno Lomb. Ven. si stanno coslruendo grandi linee telegraficlie ^ considerato eziandio il dove- re die ha 1' I. R. Islitulo, di cooperare coi propri fondi e colle proprie esperienze a tutto cio die puo niiglio- rare le condizioni speciali del paese, e promuovere il progresso della civilta, il prof. Poli propone die o da una delle Cornmissioni esistenti, o da una Commissione appositanienle noniinafa, sieno presi in atiento esame i metodi di telegrafia del Bain, del Gonella e del Forment, cosi nella loro parte teorica come nella economica, e sia riconosciuto, se alcuna di quelle invenzioni possa esse- re utilmente appiicabile alia telegrafia del nostro regno, in conironlo di quelle altualmente usate. Fatta quests proposta, il prof, esamina le obbiezioni che potrebbe- ro ad esso opporsi, e adopera a confutarle. Conchiude col diniostrare quanlo importi che 1' I. R. Istituto, e per adeuipierc la sua alta missione, e per diraostrare che vive una vita operosa e feconda, rivolga la sua prestazione e le sue sollecitudini ai nuovi trovati del- la scienza e dell' arte, ed alle pratiche loro applica- /ioni — 19 — Inlesa cjuesla pioposia, I'l. H. Isliliilo delihera che sia passala alia Cominissione di Icninloi^i;! per esanie e per rapporto. II nieinb. off. G. Namias lessc una IMeuiuria hi'- torno ad una .specie di atrojia della midolla spi/iale^ consistente nella mancanza della materia biyia centrale, che da luogo alia fonnazione di una cavita nel cordone midollare, il quale negli adulti e solido. Raffronto le propria colle osservazioni del Morgagui, dell'Andral, del CJruveilliier, nessuno dei quali vide uii canale este- so per lanta lungliezza della uildolla, come quello de- scrillo dal dotl. Namias. Avverti die in alcuui ani- niali la suddetta cavila esiste naturaluiente e per- manenlemente , nel feto umauo Iransitoriameute, e che, arrestandosi lo sviluppo della materia cinerea centrale. in alcuni mostri mnani pno reslare peruKH neute. Da questo caso particulare venue a parJar in ge- nerale delle attinenze fra Tembriologia, la teratologia, r analouiia patologica e I' anatomia comparata. Narro il miglioramento della paralisi che affligge- va la donna inferma per la sopradetta alrofia, con- seguito medianle Teleltricila, e i graudi avvantaggi da lui ottenuli in altre paralisi secondarie collo stesso espediente, dei cui mirabili effefli dovra parlare nello scrilto che leggera all'Istitulo il prossimo agosto. Con- — 20 — chiiise il suo lavoro avvertondo, esser an errore scola- Ntico il dire sinfomi alcune malattie secondarie. Le pa- ralisi per vizii nialeriali immovibili, per esempio la defonnita della spina , devono essere cliiamate se- condarie non sintomatiche. L' espressione di paralisi sintomaliche induce il pensiero di non occuparsi di esse, e I'errore scolastico, raflbrzato dalla inesattez- za del iinguaggio, fa che si abbandonino alia loro im- mobilita anche giovani paralitici che pofrebbero , in tutto () in parte, riacquistarc il movitnento volonta- rio. La inesattezza del Iinguaggio, dannosa in ogni scienza , io e specialmente in quelle che si applicano alle arli. 11 M. E. prof. Zantedeschi legge quindi una Me- moria Sulla elettricita dei vegetabili. — In questa Me- nioria, deslinata a servir di prodromo ad una serie di altre raemorie, in cui saranno riferiti gli sperimenli da farsi su tale argomento, I'Autore accenna da prin- cipio scorgere con soddisfazione riprodursi fra noi la teorica elettro-vegetabile che nel secolo scorso ebbe origine in Italia •, a chiaz'ire la quale egli, negli scorsi tempi, diede opera colle sue osservazioni. Accenna qiiindi ai dubbi che sussistono tuttavia in questa par- te della scienza, e che egli medesimo riconosce sus- sisfere specialmente riguardo alia influenza della elet- tricita sui vefretabili ; dubbi che crii studi di Gardi- — L>1 — ni, di Gallabert, di Nollet, di Bertholon e di Van- Marum non valsero a dissipar interamente *, ma che lungl dallo sgomentare, devono anzi darci stimolo mag- giore a investigare questi misteri della natura. Per- cio il prof. Zantedeschi si propose di fare una serie di ricerche sulla elettricita iuerente alle piante, o fi- siologica, non prefiggendosi alcuno preconcetto siste- ma da rafiermare, ma facendosi semplicemente inda- gatore delle varie manifestazioni della vita e delle ri- poste loro cagioni. Per riuscire al suo fine, il prof. Zantedeschi si servi del moltiplicatore di Gourjon, de- stinato per le correnti idro-elettriche, di cui egli da una descrizione esatlissima, e ne fece uso sopra varii individui vegetabili, piantati in vasi di terra bene inaffiati, e perfettamente isolali. Egli quindi espone il modo de' suoi esperiinenti, in nessuno dei quali dichiaro essergli mancali i fenomeni elettrici, e la ma- nifestazione di una direzione costante, dalla cima, cioe, alia radice della pianta. II massimo effetto die n'ebbe fu di circa 3 a 4 gradi, contati dalla prima esciirsione delfago, e ad indlce fisso piu o meno di un grado. Al distendersi del circolo 1' ago trovossi a zero gradi. Le sperienze furono fatte sopra giunchiglie, ranuncoli, lulipani, anemoni, e saranno continuate ad epoche diverse, e con diverse temperature. Per chiarir qual- che dubbio, lo sperimentatore osservo che, tagliato il fusto dal ceppo, la deviazione galvanometrica di mol- to sceiuo, ed in capo ad im' ora non fu piu sensibile E le slesse pi;uile, die allepuca della iioriliira diedcio una deviazione di Ire o quattio gradi, contali daILt prima escursione delTago, all'epoca dell' avvizziinento delle corolla segnarorio solo la deviazione d'un grado scarso. Falto eloquentissimo, egli dice, che dimostra che la rnaggiore energia della vita si accompagna con un elettricismo dinamico piu vigoroso, o lo si consi- deri ministro della vita, od effetto di chiinismo vitale. L'Autore riferisce eziandio gli sperinietiti da lui i'atti in un' Azalea e in un Amarilli hrasiliense, nei cpiali manifestossi una corrente eleltrica dallo stame a! pi- stilio niaggiore neir Amarilli, minore ncll'Azalea, ma sempre ed in ogni ora costante nella direzione. Egli ritieue die questo falto aprir possa la via alia iulelli- genza de' piii riposti secreli della riproduzione, onde si slancia a considerare I'elettrico coine un agenle uni- versale, che apre colla sua potente virtu gli occidti meati, e imprime i tnovimenti, e stimola la jaculazio- ne, provocatorc ad un tempo e araldo e ministro del- le grandi opere della fecondazione. Questi pensieri sorgevano nella menle del prof. Zantedeschi quando egli viveva in Brescia con Cesare Arici, e Tillustre poeta, forse eccifato dagli esperimenti del nostro tisi- co, aveva intuonalo un carme alia elettricila •, e coi pri- mi versi di questo si conchiude la Memoria, nei quali e gioconda cosa scorger la poesia, che rivela le bellezze della natura , prestare le sue armonic alia scienza che ne rivela gli arcani. — 23 — Dopo cio ristitulo, ridoUosi in adimanza segre- ta, determina che le adunanze del riraanente anno ac- cademico i85o sieno tenute nei giorni seguenti: 22 e 25 giugno 1-4 e d5 luglio 4 c 5 asroslo ADUMNZA DEL GIOKNO 27 MAGCIO 1850. II prof. Minich legge una Memoria Sidle super- Jicie di uniforme Uluminazione. II soggetto di quesfa memoria e la determinazione dell'lntera classe di su- perGcie, i cui elementi sono egualmente illuminati da un centro raggiante. Dopo di aver indicato 1' equazione a derivate parziali di i,°ordine, che rappresenta qiiesta classe di superficie, TAutore espone la storia delle piu impor- tanli ricerche analitiche di Monge , Lagrange , Pfaflf e Jacobi, per cui la teoria dell' integrazione delle equa- zioni a derivate parziali di i.^ordine e stata ridotta al maggior grade di perfezione. Traendo quindi la rego- la onde integrar Tequazione proposta, giunge alia con- clusione che le superficie d' uniforme illuminazione sono le inviluppanti di una data superficie di 4''ordi- ne, nella cui equazione si contengono due paramelri , Vol. I. Serie II. 4 — L>(; — I'uno dei quali e funzione arbitraria dell allro. Facen- do variare per gradi infinitesimi il paramelro iadi- pendente, si la cangiare di posizione e di diniensione la delta superficie inviluppata, e si deterniiua la carat- teristica generatrice delle superficie di uuilorme illu- iiilnazione. L'inviluppo di queste che sarebbe uoa sl'era, soddisfa pure^ come e evidcnte, alia questione, e corrisponde alia soluzione singolare della proposta equazione a derivale parziali. II M. E. ingegn. Casoni la quindi una coinu- nicazionej colla quale rende noli all' I. R. Islituto gli sludii da esso lalti nei decorsi due anni 1848-49 so- pra argoiiienli spettanti alVarte delV ingegnere^ e so- pra allri che si riferiscono ad oggetti (T archeologia. Kiguardo ai primi, ai quali disse aversi special- inente ed a preferenza dedicate, accenna alia osserva- zione da esso fatta per conoscere gli eflfetti pi^ogressi- vi delle correiiti marine, e la lore influenza sulla pre- snmibile condizione avvenlre del porto di Malamocco, dopo die si e getlata la grande Diga di Nord j sul qual proposito trova di peter irancaniente asserire, che le deduzioni espresse a questo I. R. Islituto nella Meraoria sul porto stesso, da lui letta neH'Adunanza 3o gennaio 1848, vanno coniermandosi, e si fa piu manifesto il bisoguo di fondar anco la seconda Diga miuore dal lato di Sud, la coslruzioue della quale, co- sUiiigeiido le acque a scorrcre unite per un relto ca- nale^ e quel sano, qiicirunico parlito die la scienza e la pratica si uniscono a snggerire. E qaeste sue osservazioni sulla condizione del porto gli hanno dalo ropportunlta per tener d'occhio a quella contro-corrente marina, la quale ha prestato tenia ad una sua Memorla, riferita fra quelle del Vol. I, da questo I. R. Istituto edito I'anno i843 •, ed ha os- servato che la interposizione della teste accennata Di- ga fuori del porto stesso di Malamocco, che serve di ostacolo al suo percorriniento, e le accadute variaziooi a quel banco esterno, hanno cagionato grandi varia- zioni, per cui sara d'uopo in seguito di nuovi esanii. Argoniento di curiose e serie considerazioni parve all'Autore essere quel banco , ossia quella lun- ga zona subacquea , denominata banco di Cortelazzo, che si distende a distanze da terra piu o nieno rimar- cabili, dai paraggi di Caorle fino al Sud di Venezia, dalle cui spiaggie e distante quasi 1 1 miglia geografi- clie. Egli ravvisa codesto lungo dorso subacqueo sotto due aspetti j come cioe interessante la navigazione, e come nieritevole di fissar I'attenzione dei geologi. E qui, dopo aver descritto le dimensioni di esso banco, le varie profondita che lo scandaglio vi accusa al di- sopra, e le varie qualita dei terreni di cui e composto, assieme ai segnali die indicano al marinaro la di lui vicinanza, 1' ingegn. Casoni si propone una serie di postulati, i piu dei quali, riferendosi alia navigazione, tendono principalmente ad investigare le catise onde — 28 — quel banco ebbe origine, e per le quali e mantenuto ('(1 aunionfalo; quindi, fatti alcimi riflessi e considera- zioni sulla giacitiira di esso, conclude die le deduzio- ni geologiche potrebbero riiiscirc al doppio efletto di ottenere la spiegazione naturale di quella signifi- canle apparizionc, e di aver percio alcuni dati per preavvisare, su ragionevole ipotesi, la futura condizio' ne del banco medesinio, e dei territorii e paesi lungo queste spiagge situali. Ne ha lasciati da parte quegli studii che risguar- dano la trita questione Sidle i'ariazioni del Iwello del mare^ inforno al quale proposito e di parere che dopo le lucubrazioni di Cuvier, di Deluc, di Doloniieu, e do- po le loro coscienziose deduzioni, diventa quasi super- fluo persistere nelle ricerche delle cause seconde pro- duttrici siffatti fenomeni di vario avvallaniento e di emersion!, ed e vano eziandio I'afFaticarsi in preludere la raisura dei successivi futuri effelti ; per lo che I'in- gegn. Casoni, convinlo pel fatto che qui non si e ancora potuto veramente determinare, se p. e. a Venezia siano essi effetti da ascriversi all'alzamento del mare, oppu- rc ad avvallamenti e a depressioni del suolo, circoscris- se i proprii studii a disporre un quadro grafico o pa- rallelo dei movimenti di tal genere da lui osservali in questa stessa citta e nelle terre ed isole ad essa vici- ne, nel quale comparisca, per cenno, la massima parte degli edifizii di costruzione piu anlica, e de' ruderi di cni sia nola la precisa od ahneno 1' approssimativa 29 — epoca di fondazione ; e si vegga quale fosse il punto rispettivo alia base loro, tocco in origine dalla linea di coinune alta marea. Nella quale investigazione, e per precisare quei primi dati, esso ingegn. Casoni e ricorso alle osservaziorii locali, ha consultato le prati- che dell' arte, non ommlse di far riflesso all' antico modo di costipar i terreni a base di fabbricati, secon- do la maggiore o minore loro importanza e la desti- nazione, prendendo conoscenza dei primi strati sui quali i nostri edifizii s'inoaizano, e valatando appros- simativamente il peso dei materiali, onde averne per risultato il coufronto e la misura dei movimenti avve- nuti ia questo nostro bacino, nel periodo di varii se- coli, e che appunto condurra alia conferma del sopra accenuato principio. Altra conumicazione egli fece d' alcuni zampilli d'acqua salsa, che sovente sboccano dal terreno nel Delta di Po, presso il filo di Corbola, in distanza di circa i8 miglia geografiche dal mare, e che quei pae- sani cercherebbero di convertire in sale, se non vi si opponesse la pubblica vigilanza, che vi tien sopra I'oc- chio, e che procura di possibilraente distrarli. Dopo cio significa all' I. R. Istituto che sta occu- pandosi intorno ad una relazione Sulla Caverna Eo- lica^ o meglio ancora Sid Baratro presso il paese di Trebich, distante circa una lega da Trieste , scoperto e praticato I'anno 1841 dall' intrepido e bravo ingegn. Sforzi di Trieste : di che ha dato un solo cenno al — r>() — quarto Congrosso Italiano il chiariss. (leC. cav. Anloni(; Rossetti pure di Trieste. L' ingegn, Casoni avvisa che il grande spcco tro- vasi alia profondita di piedi di Vienna i i 28 ( nielri 35 y circa), e che vi si discende per un anfratto, o pozzo angusto e rislretto. Aggiunge che coJa giu scorre I'a- cqua purissima d'un fuime, il cui pelo e piu alto di p. i38 ( metri 43 circa ) dal medio livello del raare, e che potrebbe esser parte del vicino Reca, oppure una branca di lontano partitasi del famoso Timavo, la qua- le procura agitaziono e movirnento nell'aria, resa da cio pienamente respirabile. Quclla relazione verra cor- redata di profili , di vedute , e di un disegno delinea- to e colorito appositamcule sul luogo. Passando alia secouda classe degli studii da lui pralicati nel periodo delli due ultimi decorsi anni, e che hanno per iscopo la parte archeologica, T ingegn. Casoni riferi d'aver aggiunlo alle sue raccolte la parte inferiore di una metopa di marmo greco, dissotterra- ta neirantico Torcello, rappresenlante iu alto rilievo un giovane con succinta tunica, inorto sotto ai piedi di uii cavallo. Siffatto frauimento che egli reputa per- veouto dalla Grecia, o qui lavorato da greco scarpello, suppone che anticamente esislesse in Altino, e facesse parte delta trabeazione di un qualche teuipio gentile. Egli vi Irova una riuiarcabile rassomiglianza nella idea del componimento con una metopa del Parteno- ne, ilhislrata dal chiariss. Labus nell' Opera il Miiseo — 31 — Worskjano^che iie da il diseguo alia Tavola XXXIV. Questo disegno , e quello dell' aceenuato fraiumento ringegii. Casonl presenfa agli esami dell'I. R. Istituto. \u seguito accenua al rinvenimeiito fatto iu Al- tino d' una piccola statua equestre di bronzo, alta centiinet. 1 2, perfettainente conservata, e die rappre- senta la figuia d' un uomo avente corona sul capo, colla destra stesa in atto di pacificare, vestito di tuni- ca coperla da clamide, con calzari in forma di sandali o solea. La njanifattura rozza, anzi che no, conduce il Casoni a crederla la'voro al finir del V secolo od al principiar del VI. Soggiunge altresi die nell' isolelta di Sant'Ange- lo di Contorta, owero Sant'Angelo della Polvere, nel gennaio i84g, si riuvenne sotlerra un monumento sepolcrale di pietra Japidica, ornata agli angoli, e con iscrizione de' bei tempi di Roma, che ricorda u'n Cajo Titurnio Grato, liberto di Titurnio Floro altro liberto, monumento che probabilmente esisteva a Sant' Illa- rio, paese ed abbazia le cui rovine appena si vedono nelle fangose solitudini presso il margine della laguna dirimpetto alia stessa isoletta, e che per interessamen- to del nostro cav. Cicogna, e per sua propria cura I'ingegn. Casoni raccolse, ed ha depositate in questo Museo palatino. E qui I'espositor Casoni termina le sue commu- nicazioni, indicando che altri frammenti ha raccolti si d'Allino che d'Eradea, ed embrid colla juarca del — 32 — fisulo, leste rinvenuli nelle vicinanze deiranlichissima Adria, dei quali oggelti dice aver falto menzione in un suo Rapporto, apparecchiato fin dall' anuo 1847, per assoggettarlo alia Comniissione triennale per le Antlchita patrie c la storia. E perche appartenne egli pure come relatore anco all'altra Comniissione SllIIu Descrizione topogra- fica e idrauUca di queste Provincic ^ ricorda che si dara ogni premura per estrarre dalla relazione, di cui ora si e letto il sunto, e di coordinare con esteso det- ta-^lio tutte quelle nolizie ed osservazioni che possono riguardare e rendersi interessanti aU'oggello, *o' Dopo cio r I. R. Istituto si riduce in adunanza segreta. II Segretario annunzia i doni seguenti fatti al- I'l. R. Istituto dopo I'adunanza 3o aprile 1848. 1. Dalla Societa dalle scienze naturali residente in Losanna. / ISiimeri 17, d8, 19^ 20, 21 del Bulletin des sciences da essa pubblicato. 2. Dalla Societa medico-chirurgica di Bologna. // Bullettino delle scienze mediche da essa pubblica- to, dal noveinbre 1847 al diccmbre 1849. — o<> — Le JUemorie iklla Sucietd medico-clnrury ica tli bo- logna. Volume V. fascicolo I. Bologna, 1848. 3. Dalla Presidenza generale del nono Cungresso. Primo e secondo Rapporto sulla pellmjra, pubblicali in Milano negli anni 1845 e 1846 dalla Conimissionc isli- tuila nei Cougrcssi scicnlitici. Milano, 1845 e 1846. Ropitar Barlh,G/«j/o/jffi Clozianiis clc. Un vol. in 4. Findobonae, 1856, con lavole. Kreyer Enrico, Fauna der in Krain bekannten Saiig- tldere etc. ossia Fanna della Carnia ccc. Liibiana, 1842, in-S. 4. Dalla Societa scicntifica di Berlino. Die Fortschritle etc, ossia / Frogressi delta fisica nell'anno 1846, del dolt. Karslcn. Herlino, 1848, in-8. 5. Dal membro effettivo prof. cav. Zantedeschi. La sua RaccoUa fisico-chimica italiana , lasc. 31 al 37. I suoi Jnnali di fisica^ lasc. 1 e 2, Padova. UElenco delle sue operCj pubblicato nel 1849. Ed 1 suoi Cenni di alcuni sludii sperimentuliy lalli nell'agosto e seltenibre 1848 in Firenze. Fireoze, 1848, in-8. 6. Dagli Eredi del defunto M. Eff. prof. Giacomini. II suo libro inlitolalo : // f^ilalismo appiicato alia fi- siologia ed alia paiologiaj acPavla prima. Padova, 1848, Fol. I. Seric II. 5 — 51 — 7- Dal socio corrispoiidenle doH. Carlo Kreil dirello- re deirOsservatorio di Praga. McKjnetlsche etc. , ossi.i Osscrvaziorii murjuetiche e meteorologiche fatte in Praga. Aiinala erlino, passando dalle AR e declinazioni alle longitudi- ni e latiludini, e prendendo i luoghi della terra dalle elTe- meridi di Berlino, mi risullarono i seguenti dati per il calcolo dell'orbita del pianeta: — 4o iiiii|ii J iiMgBlTBgnffr.yjiMsrf^Tr 1850 Tempo nieilin in gkirni alMe- riiliaiio di Berlino Loiiijitiuline osseivala del I'iaiieta zr I- Latitudine Lisservala := Log. di di- -t.iii/a di Terra dal Sole =: R 138,46610 151,38548 165,43920 290''.4'.3cj",0 226. 15.48,4 224. 11.1 S.6 ■7°.33'.2",U 7. 12.24,4 6. 37. 39,4 237''.33'.24",5 249. 57. 10,2 263.23. 33,0 0. 005257 0. 006201 0. 000902 Applicando a quesli dali il metodo del celebre cons. Gauss, ho oUenuto il seguente sistenia di dementi, in cui le longiludini sono contnte dairequinozio apparente. Anomalia Media, o Giugno 1830 0.^ T. Medio in Berlino — 286°. 31'.o7",8 Longitudine del perielio . . . :z: 319. 28.14, 8 Longitudine del Nodo ascendente =i 124. 53. 56, 7 Inclinazione all' ecclittica . . . zzz 4. 38. 1,6 Log. semiasse maggiore . . . =: 0,388657 Log. deU'eccentricita ....=: 8,952266 Log. nioto diurno siderale medio z^ 2,967021 Quindi risullano il semiasse n)aggiore rrr 2,4472; ed il tempo della rivoluzionc siderale =: 1598,23 giorni. Quesli elementi. soddisfacendo alle due osservazioni estreme dalle quali furono dedolli, rappreseulano la os- servazione di mezzo al mode seguente: Longitudine osservata — calcolata ^r j- 2",8 Latitudine osservata — calcolata =r 4- J, 9 Seguono le osservazioni del pianela. AQ Osservazioni del Plancta Parteiiope, falle in ^apnli ed in Padova. 1850 Giorni ilel T. Medio di AR. osserv;ita Declinazione iiiese Napoli osservjU Maggio 11 12> f.r. 53", 1 230.^ 21'. 53",2 — I0".3y.12",9 12 11. 42. 2, 8 230. 8. 28, 6 10. 31- 58, 9 13 12. 6. 35, G 229. 53. 41, 2 10. 28. 35, 5 14 10. 28. 16, 8 229. 40. 36, 10. 25.31, 1 15 9. 52. 50, 5 229. 26. 25, 10. 22. 39, 1 17 10. 59. 36, 228. 57. 7, 10. 16. 42, 18 11. U. 36, 2 228. 42. 41, 8 10. 13.52, 5 19 10. 18. 43, 3 228. 29. 20, 2 10. 11.13, 8 20 10. 0. 37, 3 228. 15. 30, 5 10. 8.33, 1 21 10. 46. 0, 7 228. 1 . 6, 9 10. 6.14, 22 9. 40. 25, 227. 48. 5, 2 10. 3.49, 2 25 10. 22. 31, 8 227. 7. 15, 3 9. 57.30, 26 10. 6. 50, 1 226. 54. 38, 2 9. 55. 24, 7 27 10. 0. 12, 226. 41. 42, 9. 53. 39, 5 29 10. 42. 42, 1 226. 15. 38, 5 9. 50. 46, 30 9. 34. 5, 3 226. 5. 15, 9. 49.14, 8 31 9. 18. 30, 225. 53 22 2 — 9. 48. 8, 7 Tempo Medio in Padova Giugno 9 10.h44'.2l'',9 224.° 21'. 13",4 — 9. 43. 26, 6 10 10. 35. 34, 7 224. 12. 46, 2 9. 43. 46, 7 11 10. 28. 53, 7 224. 4. 47, 8 9. 44. 9, 8 K/r 10. 26. 25, 9 223. 43. 6, 5 9. 46. 1 8, 1 Termincro qucsta breve comunicazione all'Istituto coll'accennare , clie il beneraerito discuoprilore del nuovo pianeta lo annuncia agli astronomi col nonie di Parteno- pe, per secondare il voto del celebre Herschell , il quale porto opiniooe doversi cosi appellare I'altro sue germano pianeta, discoperto nello scorso anno dallo slesso sig. Ga- — 47 — sparis, che venne geueraliucnlc designalo col noiDc di Igea. II M. E. prof. Mlnich legge quindi una Memoria Sui colorl accidentally nella quale, dopo d'aver pre- messo alcune nozioni atte ad agevolar 1" intelligenza delle teorie relative a qiiesti fenomeni, riassume in po- che proposizioni generali I risultati delle niolteplici sperienze istituite dai fisici intorno a queslo argomen- to, distinguendo le svariate apparenze dei coloii acci- dentali in due classi: cioe in quella dei colori succes- sivi, e nell'aitra dei colori simultanei alia contempla- zione di un oggetto j la qual naturale distinzione venne oggimai universalmente adottata. Poscia analizza le teorie proposte dai fisici onde render ragione di so- miglianti fenomeni, alcune delle quali, vale a dire la teoria dell' insensibilita relaliva e quella del contrasto, non sono ancora del tutlo abbandonate, ed accenna le imperfezioni delle niedesime, per cui non polrebbero adattarsi ad una compiuta e soddisfacente spiegazione della totalita dei fenomeni, che si riferiscono ai colori accidentali. Espone in fine la piu recente teoria del Plateau foudata sulla dimostrazione degli stati opposti, a cui viene indotta la retina dall' impressione di un oggetto, secondo il tempo, cioe posteriormeute all' impressio- ne attuale e per quel tratto della retina che era occu- pato dairiinmagine dell' oggetto, ovvero secondo lo — AS — spazio, cioe in qnella parte della retina die e attigua nllo spazio occupato dalP iinma scarso Nel 27 marzo t" scarsi In 12 giorni adunque la perdita fu di . . 2° - ■ ' , Elettromotore di Zantedeschi. - Deviazione delPago reomelrico .... 8*^ Dopo 2 ore Iqo ' Dopo 27 ore go Dopo 30 ore 50 ^^.^^,^- Dopo 96 ore ,'^0 Nel 17 marzo alle ore 11 a. m. . . . 5 ' Nel 24 marzo 50 g^j,,,^; In 12 giorni adunque la perdita fu di . 5 crescenli II fenorneno particolare che lianiio presenlato gli eleltromotori di Eisenlhor e di Zantedeschi si fu, dopo due ore di circoio chiuso, di un aumento di deviazione galvanometrica. II qual fatto comprova, doversi essi preferire anche nel corso delle accademiche lezioni sperimentali. Procuro lo Zantedeschi che i diafragmi porosi di terra non invetriata, che si ritiravanoda Vien- — CO — na e Torino, fosscro fabbrlcati tra nol -, od ora Tope- rosissimo sig. Federico Mazza, nella sua fahbrica (II terraglie, collocafa a S. Girolamo di qnesla Cilta , no fornisce di qualunquc forma e grandezza j e spera chc eli amatori ed i fisici troveranno di che rimanere pienamerile soddisfatti. Delia sistemazione alfahetica. , Morse, nel sue Telegrafo elettro-magaetico scri- vente, propose ad elementi del suo allabeto artificiale 11 punto e lalinea: il prof. Zantedeschi si tenne al raedesi- mo principio ^ ma crede aver reso Talfabeto piu ordi- nato e regolare , per cui viene assistita la stessa rne- nioria nella manipolazione. Eccone il saggio : K , L , M , N , O , P , Q R , S , T , U , V o I a 3 4 5 6 7 A,B,C,D , , E , . F , G , H I qiiallro punti .... sono il segnale che seguono i ^■>; Tiival.i dell it|i|»iiri(lo('|i>Un> iiii»>;iit'li('(i del I'ml- Zaiilcdcsiin (' A \\ riififii-iM/i/a III /j//i' I'., i' / /iil/stl/rn W Zll I'dfj/zarn/ti si/IDI'llii' ll.MN.STI) Irlunr f/N, I, >,..,. Dl'nU.llillJ /, l,>,r-> ///.///// Ini /////,■, .s//i:.uini ^tir.H flu li (leUruJif (i/lriivfr.siH(> ijli dfi/juntii i/l!oj rosso, iiidaco, azzurro, verde. 'j. E che quesla serie si lia non solo coo una luce bianca assai intensa, ma aucora con un colore prisina- lico qualunque assai condeiisato. 8. Clie i colori accidentali e verl si contemperano insieme alia maniera di colori veri. II prof. Zanledesclii lermina acccnnando quanlo iieirargoiHcnlo dei colori sin uiirabile ii magislero del- TAulore della natura, e com'esso con sapienle ecouo- mia abbia provveduto affinche la fibra non si fiacclii di troppo e non perda il suo vigore innanzi tempo j onde allorche la retina passa per quella successione di colori die la loro natura dell' organo senziente ri- cliiede, ne vieuc dilelto nell'aninio, perche per la loro armonia Tuno dei colori e gulda alFallro , e ne viene invece sforzo e moleslia, allorche da un colore deve far passaggio ad un altro non corrispoudente. Cosi piacevole e I'azzurro a lalo dell' arancib , il violello a lato del giallo, il verde a lato del rosso. Daquesti slu- dii, dice I'Autore, grande giovamento Irar possono la industria, e le arti stesse del bello. Conipiuta quesla lettura, il M. E. prof, Minich fassi a cliieder al prof. Zantedeschi se egli creda che nella dottrina del Venturi si contengano i principii — 121 — di cjuella del Plateau. II prof. Zantedeschi risponde che su cio non reputa dl espriniersi ne aflermativa- mente, ne uegativamente, e conchiude che egli ha da- to la sua Memoria scritta, e che, se ad essa si facesse- ro obbiezioni, risponderebbe in iscrltlo. II dott. Namias , premelteiido che egli non ha letto la Meinoria del Veuturi, e che ne parla sul fon- damento della relazione fatta dal prof. Zantedeschi, si fa ad osservare : che il Venturi, riportando i fenomeni dei colori accidentali alia reazioue della fibra, indico giustaraente che essi cadono sotto il dominio generale della fisiologia, che insegna non essere la fibra passiva nelle impressioni esterne, mareagire in tutti i fenomeni organici. II Venturi poi, non volendo vagare nel campo delle ipotesi, avverli che la reazione o il movimento speciale, che si doveva ritenere cagione dei colori acci- dentali, poteva essere nelle fibre del cervello o dei ner- vi, e confesso ignorarsi la natura del movimento, che e quanto dire la intima causa del fenomeno. A queste osservazioni del dott. Namias rispose il prof. Minich: Ne' fenomeni de' colori accideulali la Fisiologia essere stata istruita dalla Fisica , giacche per se stessa, e co'sussidii dell'anatomia non avrebbe potuto dedurre quelle affezioni della retina che dicon- si slati opposli, e che vengono pure riconosciull ed indicati con questa denominazione da uno dei princi- Vol I. Serie II. 16 pali scritlori dl Fisiologin, 11 prof. Miiller. L'esistenza degli stati opposli essere stala comprovala (se non pri- ma) dal Plateau, con una semplico e diretta esperieu- za di Fisica, quclla cioe di flir coiucidere un' imniagl- ne accidenlale con vma iinmagine realc del colore com- plenienlarc, osservando che Ic due Immagini sovrap- poste si distruggono a vicenda, e producono oscurita, cioe resliluiscono la retina nella condizione dell'equili- brio. Esser quindi evidenle che la Fisiologia viene in questo genere di fenomeni istruila dalia Fisica. Quali poi sleno le modificazioni dell'organo della visione, o i moti vibralorii che si eccitano negli stali opposti, il de- siunerlo sara scmpre una conghiellura fondata sul ra- ziocinio anco pe' iuluri progressi della Fisiologia. Dichiai'o in fine il prof. Minich, al termine del suo discorso, che egli a qualunque ulteriore argomen- tazione su tal proposito non crede di dover risponde- re, avendo gia esposto tutte quelle riflessioni che po- tea fare nello stato attuale della scienza, ne piu restan- dogli a dire, se non quello che avea dichiarato sin da' primi passi della discussione, cioe che la questione si riduce ad avvertire Tesistenza dc' iiiovitnenti imper- celtibili dell'organo della visione, essendo poi un arcano impenolrabile come da queste impressioni vengano prodotte le sensazioni corrispondenti. Soggiunse per ultimo il dott. Namias: Circa ai fenomeni della vista, ripeteru egli in generale che la — i2o — fisicn „o„ pu6 sporge,. l„ee se nonche i„(on,o alle P.nSesu„a,.e,i„o,„el,e,ei„.,agi„,-,Uo..Ja;eseI;- saz,oa,, e la parte cl,e prenclono i„ q„ella i „ervi e il cer.ello, spatUno alia fisiologia. C-eder poi ehe „e le coga,z,ooi fisiehe, „i ,e fisiologiohe avrebbe™ fa„„ p.'esem,re , fenomeni del colori aceidenlali, so il caso non I, avesse seoperli, e ci.e dup„ averli osscrva.i si procedette co„ ipolesi per darne ragioe. Dopo do ristilulo si ,id„ce i„ ad„„a„za segrela. Si legge I'Atto verbalc dell'adunanza segrela del aJ giugno, che e approvato. Si annunciaiio i seguenti doni falli all' Llitulo. I. Dall'Accadeniia d'agricollura di Torino. Sa,„t.Cr„,x de TeueriHe, SurVcducatiou ,te „•„ ■ 2Z,l ;^W,«,Es.raU..a,n.„„andi.,He„, ZZ 2. Dal memb. eff. dolt. Giulio Sandri. vivonti. Cennu Verona, 1850, di pag. i>8, in 8. — 124 — 3. Dul lueml). efl'. prof. Calullo. Sopj-a Ic Nnmmnliti dcUe Jlpi Fenctc. Memoria. Padovo, 1850, (li pag. IG, in 8. Quclqiics rcmarqnes siir les vntnmulites, par Jules Ewfild^nrcc unc Note du prof. Jut. Calullo snr I'inadmis- sibililc de la Fanne fossilc, annonccc par M. Ewald com- me caracteristique de la grande formation nnmmulitique da terrain tcrliairc. PaJowi, 1848, cli pag. 24, in 8, /|. Dal sig. Achille de Zigno. Jlli vcrhali della Sezione diGeoloijia e Mineralogia della 8/' Riiinione degli Scienziati italiani in Geneva. Padova, 1849. NoHvelles observations siir les terrains cretaces des Alpes Fenitiennes. Padova, d850, di pag. 16, in 8. II M. E. de Visiani , in noma della Cominissio- ne per le Raccolte naturali a cui appartiene, legge un i^apporto, nel quale, dopo aver riferito tutto cio clie di operare e meslieri per riordinare le Raccolte stesse e coiiservarle, e, per quaulo fia possibile, aunientarle e coinpierle, avanza pel divisato oggelto alcune propo- sizioni, le quali sono ad unanimita approvate dall Isli- luto. L"' I. R. Luogotenenza trasinelte all' Istitulo, per esame e parere, una Memoria prodolla dal nob. Fran- cesco Giustinian Lollin intorno ad un uuovo Odome- — 125 — trografo da lui immaginato. E nominata una Commis- sione coniposfa dai membri effettivi Turazza, Bellavi- tis e Minich, affinche si presti agli studj richiesti. Si trattano alcuni aflari interni, e dopo cio I'adu- nanza si scioglie. ADUNANZA DEL GIORNO A AGOSTO 1850. II M. E. prof. cav. Racchelti, die, rilornato da Vienna, assume in questo giorno I'ufGzio di Presideu- te a cui fu ricbiamato dall' I. R. Governo, apre la ses- sione con un breve discorso, con cui espriine i senti- inenli die prova nelPaccingersi ad esercilare le sue novelle ftinzioni, il suo desiderio di contribuire colle maggiori possibili sollecitudini alia prosperila del Cor- po a cui presiede, e la speranza clie ripone nella coo- perazione zelante e concorde de' suoi collegbi. Si legge quindi il Proccsso verbale della privata adunanza 1 4 luglio, cb'e approvato. 11 M. E.prof. Poli legge una Memorla Salla rela- zione tra le circoju'ohizioni ccrebrali e V intelligenza. Porse occasione a quesla Memoria del Poli I'opera del — 128 — dolt. Leurel di Parlgl, iulilolala : Anatomie comparee da systeine ncrveux considere dans ses rapports avec r inteUia;ence. Paris, iSSg. Essa si divide in Ire par- ti. Ija prima, die e espositiva, compreude il sunlo del- le dottrine analomiclie e fisiologiche del Leuret intor- no alia relazione tra le circonvoluzioni cerebrali e la intelligenza. La seconda, chc e critica, versa suH'analisi comparativa delle dot trine specialmente filosofiche del Leuret e del Poli inlorno a qnesta relazione. La ter- za , che e doltrinale e dogniatica, abbraccia in via di conclusionc tutti i deilali piii veri e piu sodi delia scienza, onde dare una risposta soddisfacente al dif- ficile problema. Nella prima parte, che formo roggello dell'odier- na lellura, il Poli, dopo aver fatto conoscere i fafti e le osservazioni analomiclie a cni il Leuret appoggia la sua teorica delle circonvoluzioni cerebrali, ridotte a sei ibudamentali e ad altre intermedie c trasversali nelle specie piu perfetle de' mammiferi, vi lia contrapposia la serie dei fatti e delle osservazioni psicologiche die mostrano gli istinti e le facolta intelleltive e morali de' mammiferi stcssi divisi in una specie di scala di quattordici gruppi principali, dicliiarando il Poli che, se fin d'ora cgli deve applaudire al lavoro del Leuret consideralo anatomicamente, e massimamente alio sfor- zo che fa in esso I'Autore di stabilire una vera legge tra le circonvoluzioni cerebrali e rintelligenza, non puo cosi di leggieri aderirvi per cio che riguarda alia — 129 — filosoGa, mentre in questa I'opera del Leuret sembra assai manchevole e poco verilicra. II Poli ha rlservata la leltura delle altre due parti della sua Mernoria ad altra seduta dell' I. R. Istituto. lodi il M. E. Bellavitis inlrattiene 1' Istituto con alcuni cenni intoroo ad una Memoria, di cui sta occupandosij e che ha per oggetto la classificazione delle curve del terzo ordine, e particolarmente le cur- ve ins'erse delle sezioni coniche. A questa lettura succede quella del M. E. dott. Fusinieri Sidla influenza dei segni nella formazione delle idee. L'Autore nel Capo I stabillsce i seguenti priucipii : 1 . L' uomo conosce ad ogni istante di essere con- scio a se medesimo di molte sue niodificaziooi. L'at- to di coscienza e proprieta esclusiva di cio che si chia- nia anitna^ spirito^ mente. Non si puo in altre manie- re conoscere lo spirito se non che per mezzo della sua coscienza. Se all'uonio si tolga la coscienza di se stes- so, resta una macchina tulto al piu organizzata, che vi- ve come i vegetabili. I bruti, secondo Cartesio, sareb- bero privi di coscienza : hriita aguiit sicut horologia'.^ ma tale opinione e inverisimile, Irattandosi di esseri orga- nizzati, viventi e semoventi, che hanno piu o meuo di analogia colla organizzazione dell'uomo. a. Essendo la coscienza il caratlere essenziale Vol. I. Serie II. 17 — 150 — dell'anima, nello splrilo iiicule piu esiste di quelle mo- dificazioui ed operazioni, delle quail e conscio a se slesso. Siccome lo spirito senza cosciciiza non sarebbe spirilo, cosi ogni modificazione, di cui non fosse con- scio, a lui non appaitiene. Una modificazione dello spirito senza la sua coscienza sarebbe una contraddi- zione. Malamente si giudica di cio che nell'anima e pas- sato, durante il sonno, dopo essersi svegliati. E nella slessa veglia malamente si giudica di quelle languide affezioni, die non lasciano traccia di memoria quando sono trascorse. Se vi fossero interruzioni nell'atto di coscienza, converrebbe dire clie lo spirito fosse soggetto a peri- re ed a rinascere, il che e assurdo. Essendo lo spirito un soggetto atlivo, permauen- te e modificabile, gli appartiene il vero caraltere di so- stanza. II caraltere essenziale di essere conscio di se stesso conduce alia importante conclusione,che lo spi- rito conosce sd medesinio nclla maniera la piii inime- diata e la piii perfetta delle possihili, Tutto cio die nell'alto di coscienza e compreso, e perfettamente co- gnito alio spirito, e tulto cio die in quell' alto non e compreso, gli e affallo straniero. E pero rimarcabile che Tatto di coscienza e sog- getto ad aumento e diminuzione, secondo il grado di attenzione e di riflessione che lo spirito esercita so- — iol — pra se stesso col concorso anche della volonla. Da cio la differenza fra ruomo selvaggio e I'uonio civilizzato. Da cio la differenza iinraensa fra la menle di Newton e quella di un selvaggio dell'America. Vi sono insie- me gli ajuti dei segni e delle lingue, die estendono la forza dell'inlelletfo, del die I'A. parlera in appresso. II principio, die sia assolulamente perfetta la co- gnizione dell'interno dello spirilo, ci assicura die una attenta considerazione di quanto avvieiie iiella nostra coscienza ci discoprira le vere leggi die eseguisce lo spirito nelle sue operazioni. Provveduto ruomo dei cinque sensi, die gli re- cano le impressioni degli oggelti esteriii, il suo spirito ne riceve cio die si cliiama sensazioni. Per una specie d'istinto invincibile lo spirito riporla fuori di se quel- le die sente, come simile anzl identico alle sue sensa- zioni, Quelloche i sensi ci rappresentano come esistcn- le all'esterno dello spirito, si cliiama yc/zome/zo, Quin- di i corpi, che sono esseri fuori di noi, non si conosco- no die come Jenomeni. L'atto di riferire fuori ^i noi quello die si sente, come simile anzi identico alle no- stre sensazioni, fu considerato dai filosofi un alto ma- raviglioso, del quale nessuno finora lia resa ragione. Quando si riferisce come esistente fuori di se quello die si sente, come simile affatto anzi identico alle nostre sensazioni, si coramelte errore j perclie noii e possiblle senlire le cose esterne in se stesse come sono. Quindi gli errori dei sensi. Per conoscere inti- — 152 — inaninntc una cosa esterna, converrebbe essere la stes- sa cosa, ed averne la coscienza. CI niancauo le vere idee delle ose csternc lanfo quaulo ad iiu iiomo nianca la idea deirinlerno di un allro uoino. Queir/o, per cui ciascuno e conscio di se stesso, e impercetlibile ad un altro. E snllanto per analogia della coscienza die al)bIanio di noi stcssi, clie la supponianio negli aitri uuinini senza esserne a parte. II die iniporia, die un iioino per ua allro iio- nio lion e allro die un ienomeno. Cosi in geiiere, parlando dei sensi, se vediamo un corpo in disfanza e da vicino, le sensazioni son dif- ferenli. Se armiamo Tocchio di microscopio. vediamo in un corpo cio die sfuggiva aH'cccliio nudo. Quanto pill forte e il microscopio, vediamo sempre delle cose nuove, e sempre ne restano di non vedule. Lo stesso si dica delle cose lonlane, col mezzo dei telescopj. Inol- fre, le idee che ci danno i corpi per mezzo delle sen- sazioni sono idee di superficie. Per cpianto si prose- gua a dividerli e suddividerli, le idee nostre sono sem- pre superficiali: niente di cio ch'e veramente interno, ossia dei corpi in se stessi. Per avere idea vera cd e- satla deirinlerno di un corpo, converrebbe essere lo stesso corpo, ed avere la coscienza di se slesso. Ma con tulto questo le leggi dei fenomeni sono lanto analoghe alle Icggi della coscienza, che riescono infaiiibili. D'onde liaiino origine le scienze die versa- no sui lenomoni, come esistenli luori di noi, e die. — 13,1 — Irattate colle regole Jogiche, sono infallibili. Cosi la Fisica, e tutte le verifa che hanno per basi i due principj, di conlraddlzione e di ragione sufficiente, il quale ultimo dal priruo dipende, princlpj appllcabili tanto ai fenomeni ossia alle rappresentazioni dclle co- se e.sterne, cjuanto alle interne uoslre modificazio- ni, sono due geneii di verila analoghe fra di loro; re- stando sempre vero che quelle cire fuoii di iioi non e concepibile iu se stesso. L'uomo poi e talmente composto, che, ollre Tatto di coscienza di se stesso, ha sensazioni delle varie par- ti del suo corpo, le quali sono esterne all'atto di co- scienza, e quindi sono fenomeni. Ciascun meuibro avia anche un intinio senso di se slesso, ma confuso, come nel caso di dolori e di piaceri, ma niente analog© a quel dettaglio di parti organiclie, che ci viene manifc- stalo dalla anatomia col senso della visla. Sono c|ue- sti tutli oggetti slranieri all'atto di coscienza, e sono da riguardarsi come fenomeni. Se dobbiamo riferire la coscienza ad un organo del nostro corpo, allora e nella testa. Ma tanto e differente I'organo dall'atto di coscienza, quanto lo e '\\ Jenomeno dall'atto in se stes- so. Cosi le pretese circonvoluzioni cerebrali sono tan- to differenti dai pensieri e dalla intelligenza, quanto lo sono i movimenti corporei in genere, ossia \ fenome~ ni dall'atto di coscienza di se stesso. Locke nel suo En- tendement haniain, nel capitolo VIII del libro II § i 5, ha preteso distinguere qualita prime dei corpi, di cui — 154 — le sensazioni siano loro similijCome quelle dl estcnsio- iie, soUdita^ figiira^ mobilitcr^ e quolita sccondc, di ciii le sensazioni non lassomigliano loro in nessuna nianie- ra, come le sensazioni di colorij di odori, ecc. !Ma dalle prelese qualila prime bisogna in pri- moluogo cccepirne le figure, di cui le sensazioni sono varie, come una lorrc a dislanza sembra rolonda,meu- tre da vicino c quadrata.In quanto alia solidila, equella un'idea rclativa, non assoluta-, quando non si consider! la impenetrabilila,la quale, in altro suo scritto, TA. ha considerala come causa necessaria di comunicazione di moto da un corpo airaltro. In quanlo alia estensione, in aslratlo non esiste, e non e rappresenlabile dalle no- slre sensazioni, le quali ci rappresentano estensioni in- dividual, dotate di qualila diverse o fra loro dissimlli. Lo stesso dicasi del moto, il quale e varlo secondo i diversi corpi che si movono, e secondo le diverse loro celerita e direzlonl. La estensione cd il moto sono idee astralte, non sensazioni, e non sono rappresentabili die per naezzo di simboli, del quail I'A. dira in appresso. E inolto seducenle la supposizlone di avere idee dello spazio e del tempo. Chi non si lascio sedurre da tale supposizi(5ne ha defiiiito lo spazio I'ordine dei coesistenfi, ed 11 tempo I'ordine dei successivi. Senza cose coesistenii non vi sarebbe spazio, e senza cose successive non vi sarebbe tempo. Lo spazio vuoto non c altro che una idea ncgati- • — do3 — va, lion leale ; e lo stesso che il niente. Cosi h uiente il tempo scijza successivi. Sarebbe annichilato, iucon- cepibile. Cioe nou yi sarebbe ne prima ne dopo, il che e conlraaditorio alia supposizione del tempo. Lo spazio ynoto senza corpi, ed il tempo senza successivi sono cose inconcepibili, assurde: sono idee negative senza realta. Se si considera lo spazio vnoto dei cieh che vada aH'iufinilo, e lo slesso che conside- rare un niente influifo. Sicche le qualita prime dei corpi, delle qnali Lo- cke ha parlato come simili alle nostre sensazioni in laogo di essere qualita sensibili, sono astrazioni senza realta ed impossibili. Alcuni matematici hanno riempito lo spazio infi- nito di un etere sottilissimo, elastico, del quale in al- Iri suoi scrilti I'A. ha dimostrata I'assurdita. Con quel- 1' etere iufinito sono passati dal niente alFassurdo. L'A. nel capo II tratta sulla origine e sulla natura delle idee singolari , e sull'uso dei segni o simboli an- che nella loro formazione. La cognizione di noi medesimi non pu6 essere fondata' come espose 1' A. , se non che sulla nostra coscienza. Per conoscere le leggi dei nostri pensieri conviene confrontare fra di loro molti stati successivi. Lo stato momentaneo dello spirito presenta sem- pre una moltitudine di affezioni fra loro diverse. Qua- lunque sia la moltitudine e la diversita delle modifica- zioni che costituiscono lo stato momentaneo delio spi- — ['{-, — lilo, sono bensi disccrnibili, ina iioii sono i'ra di loro separalc e disgiiinle: cosliluiscono un liilto roalo Tat- to di coscieuza unilo e indiviso. Uio nun e gia diviso in parti; ma lutlo V io e alToUo da cadaiina dclle sue aiodificazioui. Si supponga per eseinpio di vcdere con- lemporaneameiile il sole, sentire un suono, loccarc una pietra, guslare un (Vulto e odorare un fiore. E tullo Vio che vede, tulto Vio die tocca, tulto Via che ascolta, tulto Vio clie gusta, tulto Vio che odora. La coscienza e duncjue unica e semplice ; e sicconie costiluisce I'es- seuza deiraninia, ne segue die I'anima e un soggetto unico, affelto non per parti ina per inliero da cadau- Tia delle sue alluali inodificazionl, Le diverse attuali niodificazioni dello spirito sono divise nei loro oc^etti die rappresentano, non giaesistenti in soggetti diversi. Sono come assieme compenetrate. Se ognuna esistesse fuori delle altre, sarebbero altreltanti spirili, altreltan- te coscienze. lu'io non sarebbe piu uno, ma niolti. L'atto della mente, in quanto rappresenla una cosa esterna si chiama idea. La cosa riferita al di fuo- ri, che si suppone simile all' idea, si chiama oggetto. Percio alia idea si altribuisce una realta oggelliva. E se la idea si riguarda semplicemente come una inodi- ficazione delFanima, se le attribuisce una realta siib- hiettiva. Nell'anirna pcnsante si scoprono due forze: I'una di conoscere, per cui si formano le idee delle cose ; I'al- tra di appetire e di avversarc, per cui lende alio slalo — 157 — Ji 23iacere ed a sfuggire lo stato di dolore. La facollu di appelire e di avversare ci avvicina ai bruti piu di quello die faccia la facolta cognoscitiva. Ognuno esperimenta in se stesso una forza di ri- produrre le iininagini ricevule dalle sensazioni, e que- sla forza si chiama immaginazione. Se vengouo rlpro- dolte anchc le inimagini delle circostanze di luogo e di tempo in cui ebbe luogo la sensazioue, allora la im- maginazione diventa nienioria. Pero la immaginazione e la memoria souo sem- pre pill o meno imperfette, perche lo stato primo della sensazione non puo raai essere esatfamente riprodotto. Alle volte importa alio spirito di supporre la ri- produzione affatto identica, quando cioe gl' importa di conservare la memoria agli usi futuri. Allora v'interviene un atlo della mente di sup- porre quelia identita esalta che manca. In jnezzo alia continua fliittuazione delle sensazioni e delle immagi- nazioni, fluttuazione per cui una immagine non dura identica oltre un istante, lo spirito assume I'ultimo sta- to di sensazione, o d' immaginazione, e, riferendolo al passato, lo ritiene come identico. Vale a dire altribui- sce all^ immagine ultima il valore di rappresentare tutte le altre immagini jiassate che piu non esisfono. Quest'atlo di dare ad una immagine ultima attuale il valore di rappresentare tutte le altre immagini trascor- se, e un atto simbolico, ossia un segno rappresentativo del passato cbe piu non esiste. Vol. I. Serie II. 18 — 158 — Ecco I'arlifizio con cui le ideesingolari, variabill e fluttaanli tliveogono fisse, stabili e ze. Ragionaraento, di pag. 78^ in 8. Catania, 1850. — ^58 — 3. Dal sig. Alcssandro Skopilz, tli Vienna. Programmu per associazione. ad un Giornalc ili bn- tanica (in lingua ledesca). 4- Dal dott. Antonio Maiini, prof, di Fisica a Poilo- gruaro. Sill magnelismo animale. Osscrvazioni, tli pag. oO, in 8. Porlogruaro, 1850. 11 M. E. Jappelli, qual relatore della Comrnissione per la descrizione topografica delic Provincic Venete, presenta un rapporto della Comrnissione stcssa suiror- dinamento delle future operazioni di ossa, o s\ille carle e sugli stronienti di cui e d'uopo die sia fornita. Le conclusioni di queslo rapporto sono ad unaniinita ani- messe dall' Istituto. Pariraenti il M. E. prof. Minich, qual relatore di una Comrnissione composta di lui e dei prof Zante- deschi e Turazza, legge un rapporto sulla proposta di un nuGvo condensatore da applicarsi alia macchina a vapore fatta dall' ing. Angelo Milesi. Questo rappor- to da motivo ad alcune osservazioni del memb. cff Jappelli, e ai relativi schiarimenti soggiunli dal prof Minich 3 dopo di che I'lstituto lo npprova, e dispone die sia assoggettato all' I. R. Governo coUa spccia- le raccomandazione,che siano da quolla Superiore Au- torifa ordinati i proposli esperimenli. — -159 ^ 1] Segrelario presenta, iu uome proprio e di una Commissione dl cui fa parte, un progelto di rapporlo che serve di risposla alio ricerche avaozate dal Gover- no intorno ad una Meaioria di pubblica Economia, prodotta dal perlto agrimensore dotl. Rizzi. Ij' Istitu- to lo appruva pienauiente. Si traltano quindi alcuni afl'ari interni j dopo di che I'adunauza si scioglie. mm DELLE mmm D E L l' A IN X O A C C A D E 91 I C O I >>t)0. JDrjNJNz.4 del 26 3Jafjgio i85(). .... pag. 5 — del 27 JlJaggio 25 — del 22 Giugno » 41 — del 2o Giiigno » 57 — del iA Luglio » 77 — del I ^ Luglio ..115 — del A Jgoslo » 427 — del 5 Agosto ........ 147 f'ol. I. Serie 11. I^DICE ALFABETICO PER MATERIE E PER NOME Aerostalica — Sulla prima ascen- sione aereostalica in Venezia, Memoria di S. E. co. Leonar- do Manin, pag 448. Affari interni — pag. 32, 70, 414, Iam?< S. E. co. Leonardo — Sul- 70, 123, 157. la prima ascensione aereosta- 1(50 liea in Venezin, Ulemoria, p. 148. Membri effettivi defunli — I)is- corso siillci villi e stille opere tiei ineinbii effetlivi Angelo Zendrini, Giuseppe I'liilaiiet- to, CO. Nicolo CniUarini, Giii- toino Andrea Giacomini e Car- lo CoiUi , maiiiali n' vivi iiel biennio 1848-1849, del doU. Girolamo Venanzio, pog. 79. Mem^ prof. al). Lodovico — In- lorno ad alcnne queslioiii re- lative ai monuineiiti deH'Ame- rica ceiurale, Ulemoria, p. 77. MiMCH prof. SeraHiio Hallaeilo — Osservazioni lelalive alia Memoria del prof. DomenJco Tiirazza : SnWuso (lei coni- partimenti disequali, ec.,p. 0. — Siilie siiperficie di unit'orme illuminazioiie, 3Iemoria, p. 25. — Sui colori accidental!, Me- moria, pag. 47. — Disciissio- ne ripigiiata sulla delta Me- moria, p. 66. — [Nuove disciis- sioiii sui colori accidentuii, p. 420,121. Momtmenti dell" America ceii- trale — Intorno ad alcune questioiii relative aiinonumen li deH'America eenlrale, Ule- moria del prof. ab. Lodovico Weniii, pag. 77. TiAMiAsdoit. Giacinto — intorno ad una specie di alrolia della inidolla spinale, Memoria, p. 49. — Discussione intorno alia Memoria del prof. Seraf. Raf- faelo Minich : Sui colori acci- denlali, pag. 49. — Discussio- ne ulleriore sullo slesso argo- mento, pag. 09. — Niiove dis- cussioni sui colori accidenlali, pag. 121, 122. — Discussione sulla influenza del jiesce sa- lato nella generazione della pellagra, pag. 444. — Osser- vazioni Sulla cannahidina^ caniinbiresinci^ ec, rinvenute da Barlolomeo Zanon nella canape coliivala, pag. 131. Nomine — Mozione per la no- miua di alcuni socii corrispon- denli , e pel conferimento di Ire pensioni vac.inti, pag. 72. — Nomina del doll. Paolo Rocchetli a Meccaiiico dell'I. R. Istitulo senza slipendio , pag. 73. — Elezione di due socii corrispondenti nelle Pro- vincic Venele , pag. 414. — Elezione pel conferioienlo del- le tre pensioni rimasle vacan- ti, ivi. Partenope — Osservazione del nuovo pianeta Partenope, sco- [lerto in INapidi dal sig. Ga- sparis agli 11 maggio 1830, comunicazioiie del cav. prof. Giovanni Santini, pag. 45. Pelhujra — Discussione sulla inlluenza del pesce sal.ilo nel- la generazione della pellagra, dei sigg. ing. Jappelli e dolt. Namias, pag. 444. Picnieli (iiuovi) — Scoperta di un nuovo pianeta, fatta in Na- poli dal sig. AnnibaleGasparis nell' aprile 4849 , comunica- zione del cav. prof. Giovan- ni Sanlini, pag. 7. — Osser- \azione did nuovo pianeta Par- tenope, scoperto in iNapolj dal sig. Gasparis agli 11 maggio 1850, comui\icazione del prof. Giovanni S intini, pag. 43. PoLi prof. Baldassare — Alcuni niiovi Mielodi di Telegralia , p. 17.— Sulla relazione tra lo circonvoluzioni cerebral! e I'iu- lelligeuza, Memoria, p. 127. 107 — Racchetti cav. prof. Alessandro — Sua assunzioiie dell'uflicio di PresideiUe deirisliuito Ve- nelo , e breve relativo discor- so, pag. 127. Rapporti — Rapporto del prof, ab. Lod. Meniu sulla Memo- ria presenlata dal dolt. Ant. Zainbaldi al Goveriio, pag. 72. — Rapporto del cav. Agostino Fapanni sulla proposta pre- senlata al Governo dal sig^. Dom. Rizzi, ?V/. — Rapporto del prof. cav. ab. Zanledesehi sullo slato dellaRiblioteca del- i' Istituto , ivi. — Rapporlo deila Comraissione per le Rac- colte nalurali del prof. Rob. de Visiani, pag. 124. — Islru- zione per indicare norme si- cure con cui dislinguere gli zuccheri raftinali dalle farine di zucchero,compilata a nome della Commissione dal cav. prof. ab. Franc. Zantedeschi, pag. 444. — Rapporto conte- nente le notizieed osservazioni chieste dal Governo sulla pel- lagra, dei sigg. dolt. G. Dom. Nardo e prof. Rob. de Visiani, ivi. — Rapporlo dell'ing. Gius. Jappelli a nome della Commis- sione per la descrizione lopo- grafica delle Provincie Yene- te, pag. 458. — Rapporlo del prof. S. R. Minicli sulla pro- posta del nuovo condensatore da applicarsi alia macchina a vapore dell' ing. Aug. Milesi, pag. 458. — Rapporto del se- gretario dott. Girolamo Ve- nanzio intorno alia Memoria dipubblica economia del dott. Dom. Rizzi, pag. 439. RoccHETTi dott. Paolo , norai- nato a Meccanico dell' I. R. Istituto senza slipendin. pag. 73. S\>TiiM cav. prof. Giovanni — Scoperta di un nuovo piauela, fatla in INapoli dal sig. Anni- baleGasparis nell'aprile 4849, pag. 7. — Osservazioni della conieta reeentemente scoper- ta dal sig. Petersen di Altona nellu coslellazione del serpen- tario, p. 45. — Osservaxione del nuovo pianeta Partenope, scoperlo in Napoli dal sig. Ga- sparis agli 41 uiaggio 4830, pag. 43. ScopoLi CO. Gio. Antonio — Sul progresso dell' agricollura , Memoria, pag. 44. Secjni — Sulla influenza dei se- gni nella formazione delle idee del dolt. Ambrogio Fusiuieri, pag. 429. Sistemi a tre dimensioni — Su- gli avvicinanienti di vario or- dine dei sistemi a tre dimen- sion!, Memoria del dolt. Pie- iro Maggi, pag. 54. Superficie di uniforme illumi- nazione — Sulle superficie di uniforme illuminazione , Me- moria del prof. SeraSuo Ral- faello Minich, pag. 25. Tabella delle Adunanze pell'an- no accademico 1830, p. 23. Tclegntjia — Alcuui nuovi me- todi di Telegrafia, comunica- zione del prof. Baldassare Poli, pag. 17. — Sulla Telegrafia eletlro-magnelica, studii del cav. prof. ab. Francesco Zan- tedeschi, pag. 57. Trebich — Sulla Caverna eo- lica fiaratro presso Trebich, ecc, studii dell' iug. Giovanni Casoni, pag. 29. TuRAZZA prof. Uomenico — Sul- - 108 — I'liso (lei cnnip.nlimenli dise- do caiinnbiiiico nella cuiiape jjiiali neila ricorca del vnlor -collivala, Meinoiia, p. 158. niiniericH) dun daio inlegrale, Zantedesoui cav. iirof. al). Fran- Uletnoiiii, pag. 5. cesco — Sulla eleiiricilii dei 'S'ena>zio dotl. Girol.iiiii) — Hi- vegetabili, iMeinoria, paj;. 20. Sforso sulla \ila e sulle opere — Sulla Telegralia elettro- dei nieuibri ellVilivi mancali maguelicu, studii, pag. o7. — a vivi iiel biennio 1848-1849, Sulle douiiiie di Gio. Batl. pag. 79. VeiUuri inlorno ai colori im- ZA^o^ Bailoloiiieo — Sul rin- magiiiaiii od aecidenUili, i\le- venimeiilo della oaunabidina, niuria, pag. 118. della caiiiiabiresina e delPaci- ATTI DELLE ADU^ANZE dell' I. R. ISTITITO VERIETO DI SGIENZE. LETTERE ED ARTI. ATTI DELLE ADUI\iA^ZE DELL L R. ISTITIITO VE[\ETO SCIENZE, LETTERE ED ART!. DAL NOVEMBRE 1850 ALL'uTTOBRE -((SSI. VE^EZIA, PRESSO LA SEGRETERIA DELL' ISTITIITO ^ E [ I' A 1. A Z Z () n II C, A I. K 1851. Co' TIP. Dl GIO. CECCHINI. ':'■■'!"' ■■'■■■ ATT I ' ■■'■■^- -J^ ^.. DELLE ADINANZE DEILM. R. ISTITUTO VEMTO DI SGIENZE, LETTERE ED ARTE '' ' (■ i i; j ADUNANZA DEL GIORNO 24 KOVEMBRE 1850. '.to.'. ' i < ovoj) ■. :i-,f:i 'i ;■:':: i "''';:-m-. •■.:.;■:.•, ,.,.,. :_: -..,,."! -(u II Segretario legge I'atto verbale deiradunanza privata del 4 agosto, che viene approvalo dall'Istiluto e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario mede- simo. -■V.y;i iii!' . v,^:, ,,, ,, ,,,, _ , ; ... , ,;, U M. E. Sandri legge una Memoria sulla que- st ione: Se certi vwenti producano certi mali o ne sia- no prodotti. In natura si trovano de' fenomeni, i quali van si coDgiunti da non lasciarci agevolmente discernere quale sia causa e quale efietto : e di tal genere sono crittogame ed animalucci, che associandosi a infermi- ta di vegetabili od' animali, fan dubitare se le produ- canoijO pur ne vengan prodotti •, il qual dubbio non e dato di sciogliere che mediante un accurato convene- role esanie, che I'Autore qui far si propone rispetto ad alcnni casi, che ponno servire eziandio per altri simili. Si fa da prima ad osservare come tutti i germi per isvllupparsi abbisognino di condizioni od opportuni- ta, non di rado anche lor proprie j e come ad alcuni queste possano pur presentarsi da certe indisposizio- ni o maiatlie, le quali, accompagnandosi da cosi fatto sviluppo, divengono esse la causa occasionale di tali esseri. E raramentasi poi come, venendo ogni vivente da speciale suo germe, ove una malattia od un gua- sto accompagnisi da crittogame od animalucci , fa d' uopo ivi ammettere eziandio i germi loro •, e dove questi esseri nella malattia sieno costanti, vuolsi con- cedere o che I'abbian prodotta, o pure che i gerniii loro sieno sempre e da per tutto presenti per unir tosto il loro sviluppo a quello del male che per tutta allra cagione avveuisse : la qual presenza di tanli ger- mi, sempre e per tutto in attenzione se mai giunga la loro volta di tornar efTettivi, ne dalla osservazioue si approva ne dalla ragione. Da queste generali considerazioni facendosi al- I'assunto, I'Autore comincia dall'acaro della scabbia, considerando prima I'animaletto in se medesimo, po- scia il male ch' egli accompagna, e quinci il raodo con cui esso male risana. E quanto alKanimaletto, viensi ricordando come fin dal 1200 ei si accennasse nel- I'uomo dall'arabo Avenzour •, come poi si paragonasse a quelle del formaggio invecchiatoj come chi lo de- scrisse esattamenle e mostrollo vera cagion della ro- gna fosse in sul finire del secolo XVII il Bonomo as- sistito dal Cestoni ; e come appresso, lasciata dorraire assai tempo la scoperta , ne sorgessero partigiani ed oppositori, finche la diligente osservazione giunse ad escludere ogni ragionevole dubbio. Si rammenla altre- si come V acaro si rinvenisse ultimamente eziandio ne' bruti, e come differisca giusta le varie specie di essi, onde quello dell'una viver non puo sopra Tallra; e si toccano pure, ad esempio, le abitudini di quello della pecora descritte gia pel minuto dal sig. Waltz, il primo che ve I'ebbe ad osservare e a metier altrui de- siderio di rinvenirlo, siccome poi fecesi, ancbe in al- tri animali. La scabbia vien riguardata pe' suoi diversi rispet- ti ; vale a dire e per la forma dell' eruzione , e per la guisa di propagarsi alle parti oui predilige , differeuti neir uomo e negli animali 5 e per gli effetti massime di prudore che si esacerba in certe circostanze j e per la comunicazione a sani individui. Nel che pur si nota e come da una specie di essi non usi passar ad altre , per cui 1' uomo puo trattar tutti gli animali senza pe- ricolo di ricevere la loro infezione o trasmettere ad essi la propria ; e come il mal si comunichi nella me- desima specie solamente col trasportar sopra i sani le femine fecondate degli acari. i;,; ; - , , ,,, Per cio che coacerne alia cura, si osserva basta- re quando il male sia recente, rimedj locali del ge- nere di quelli che operano per I'odore o per un'azion corrosiva, quando invecchiato, esigere spesso anche di quelli che riparlno agli effetti di sua lunga durata ; e potersi guarir eziandio col solo togliere tutti gli acari dallo scabbioso. E venendo quincl piii direttamente alia propo- sta questione, dalle cose allegate, e massimamente dal- le semplicissime prove di fatto, che la scabbia si tras- mette col solo trasportare gli acari sopra sano iadivi- duo, e che guarisce con rimedj atti ad ucciderli, e col solo toglierli dallo scabbioso, credesi appien dimostra- to esser gli animalucci che producou la scabbia, e non la scabbia gli animalucci. E qui breveraente considerato come il ragiona- mento medesimo tenuto per la scabbia possa valer eziandio pe' casi analoghi, cioe per I'animaluccio della lebbra recentemente scoperto, e per altri che in certi morbi massime cronici di causa ancor ignota avessero a discoprirsi •, I'Autore sen passa alle crittogame, fa- cendo comiuciamento da quella del calcino de' filu- gelH. Datane la storia toccando quanto su tal malallia s' e operato in Francia e in Italia, con prove il piu somiglievoli a quelle addotte per la scabbia, dimoslra che anch'essa la bolrite e vera causa e non effetto del male-, ed apphca pur rargomento agU altri casi di morbi appiccaticci negli animali, in cui si riconosces- sero crittogame che sempre gli accompagnassero. ~ 9 -- Riguardo poi alle crittogame parassite che tanto abbondaao sui vegetabili, siccame pensano alcuni che allignino soltanto dove la vita e in decadenza j ed al- tri in vece che sieno vere piante le sole epifUe o sia quelle che si appiccano all'esterno de' vegetabili, e le entofite od intestine, cioe quelle che nascono dall'ia- terno, siaBo turbamenti delle funzioni respiratorie per ristagnamento d'umori e non piante vere; I'Autore si fa prima ad abbattere queste due opinioni, mostrando che vengono di tali parassite anche dove la vita si Irova nel regolar suo vigore, e che le entofite sou vere piante, conciossiache nascano da! seme loro: e poscia ripigliando I'assunto dimostra che, sebbene le epifite possano essere semplici concomitanze che approfittino del male gia preparato, le entofite ragion vuole che lo producano, come VUredo segetum la filiggine delle biade, VU. linearis e VU. rubigo la ruggine : massiraa- mente poi dove trattisi di entofite proprie a qualche specie di piante , come quella delle niacchie del gelso che ne guasta la fogha, quella del sno falchetlo che ne ammorba le radici ; quella della golpe del frumento che prende il posto del grano ec. Nel che pur si conside- ra che quantunque possa la crittogama essere la vera- ce causa del male, anche se non sia dato a noi di far- ne la trasmissione per non conoscer que' mezzi che impiegavi la natura ; la cosa divien piu evidente quan- do col trasporto od innesto de' germi, noi possiamo a piacer uostro coraunicarlo. Vol. IT. Sent II. 2 — 10 — E siccoaie avvi pure chi opiua che, sebbeue col Irasporto del germe il male si comunichi, puo non essere il germe stesso die produca il male, ma cio ch' ei seco reca j I'Autore scioglie ezlandio quesla ob- biezione provando ch'e proprio il germe stesso che forma il contagio. Rispetto al calcino, che vale anche pe' simili casi di crittogame parassite, lo prova mo- strando che la polvere calcinaria non e punto conta- giosa se non contenga le spore della botrite compiute e mature •, sicche propriamente desse , e alio stato di lor perfezione, sono la causa del morbo. Lo prova ri- spetto air acaro della scabbia , perche la sola femina fecondata produce queslo male; perche il male si puo cessare col solo togliere gli acari dallo scabbioso •, per- che guarisce co' soli rimedj atti ad uccidere gli acari •, e perche non si puo comunicare inoculandolo, a rao- tivo che coH'inoculazione non s' introduce I'acaro vi- vo, il quale di leggeri sen rauore tocco dallo stro- mento: il che tutto fa direttamenle vedere che V aca- ro vivo, egli solo in persona, e non allro, genera la scabbia. E raccogliendo il sunto di tutto il ragionamento, vuolsi da esse provato: i." che deesi ben distinguere i parassiti cui diede opportunita di sviluppo il male gia preesisteute,da quelli i quali del male sono la causa; a.° che I'acaro produce la rogna e non la rogna I'acaro ; 3." che lo stesso argomento serve per I'acaro della leb- bra, e puo servire anche per lutti gli altri animaluzzi — ii — ' che in simili casi si discoprissero ; 4-° ^^^^ I'argomea- to stesso pur vale per la botrite del calcino de' filu- gelli, e valer potrebbe per altre crittogame che nelle esterne od interne eruzioni od efflorescenze dell' ani- mate si avessero a rin venire; 5.'' che le uredini e so- miglianti crittogame, che nascono dall' interno de' ve- getabili raaggiori, sono vere piante contro Topinione di qnelli che le vorrebbero produzioni patologiche o sia aUerazione degli organi; 6.° che sono esse la causa efficiente, e non la conseguenza di que' mali con cui si accompagnano costantemente. II chiarire le quali verita puo importar assai per moiti riguardi. -fM Poscia il M. E. prof. Menia legge la continua- zione della sua Memoria Sui monumenti delV Ameri- ca centrale^ nella quale fassi ad investigare se esista una qualche verace analogia tra i medesirai, e quelli dell'antico continente. Siccome I'opinione piii general'- mente ricevuta, tragilta gli abitauti primitivi in Ameri- ca dal settentrione dell'Asia, cosi I'A. prende le mosse da quelle contrade, dove il clima stemperato condan- na la specie umana a viver vita sotterranea, Non ap- parendo ivi vestigio d' arte , passa alle vaste lande, ove s'agglrano le vaganti torme dei Tartari. La vita nomade non consente che un' architettura portatile, dalla quale i Tarlari non si discostarono nemmeno al- lora che la fortuna gli arricchi coUa conquista. Ne dan-^ no prova lo storico Prisco, descriverido la capitale e — 12 — la reggla dl Atlila, non che Marco Polo, ricordando le abitazioiii tartare de' suoi tempi. Dalla Tarlaria TAutore inoltro nell'Impero cele- ste. Qui ebbe a rimarcar^, ad onta della solidita reale e d'un'antica perizia nella statica degli edificj, tale una leggerezza, tale uno studio di grazia che passa aH'affettazione. Cio si vede nel Taa di Nan-King, il quale co' suoi nove piani si alza a duecento piedi, e mentre sembra fabbrica destinata a cadere appena un soffio la tocca, reggesi da cinque secoli e viene repu- tata la piu solida costruzione dell'Oriente. Sono pure meravigliosi i ponti di un solo o di piu archi, con cui gli architettori chinesi, dove accavalciarono braccia di mare, dove cime di monti legarono insieme. Al con- trario i tempii, le case, le reggie ricordano meglio la industria della ricamatrice che 1' opera del muratore. Nulla di cio nei monumenti dell' America centrale. Edificazioni basse che attestano I'imperizia di affra- tellare I'altezza alia solidita. In tutta la contrada non vi e un solo arco, e I'infelice ripiego d' inclinare ne' corridoj I'una delle due pareti, per avvicinarla all'altra eh' e ritta, convince che 1' architettura araericana non oso mai curvare una volta. Non vi ha maggiore analo- gia tra i simboli e le decorazioni di quella che occorre nel sistema di ediGcare, non nei profili o nelle faccie dell'uno e dell'altro sesso*, per la qual cosa e pur forza concludere, che nessun elemento d'analogia puo ricono- scersi tra i monumenti deirAmerica equelli della Cina. — io ~ L'A., dalla Cina trasferitosi alle Indie, s' avvide a prima gliinta die il sistema de' monumenti indiani e inperfetta opposizlone con quello dei monumenti ame- ricani, L'Indiano amo seppellire i tenebrosi suol riti in seno alia terra, I'Amencano costrui la cella e I'alta- re de'suoi numi sovra sublirai elevazioni. Piu: nella grolta detta Elefanta, meritamente creduta antichissi- ma, sostengono o mostrano sostenere il cielo colonne e pilastri, e le colonne sonvi fortemente rastremate, e sulle colonne posa il capitello con sue collarino ed ovo- lo ed abaco, e sal capitello stendesi 1' architrave ; in una parola nella grolta di Elefanta si trova bello ed eseguito I'ordine dorico. Di tal ordine non vi ha bric- ciolo in America. Gl' Indiani scolpirono le roccie di rilievi colossali, e simularono templi e citta sulle schiene dei monti ; in America nessuna rupe merito r onore dello scalpello. Dove T arte nelle Indie pose sua mano non mancano mai simboli di Brahma, di Wisnou, di Siva. In America nulla vi ha che li ricor- di. E vero che gli uomini seduti colle gambe incrocic- chiate sul monumento di Xochicalco presentauo un costume asiatico, ma questo solo indizio non deter- mina un'analogia, molto piu se si badi che tale giaci- tura e tanto naturale che un popolo puo averla usata senza abbisognare degl'insegnamenti di un altro po- polo. Le pagode indiane delle epoche posteriori han- no per carattere distintivo una moltiplicila di piccoli oggetti scolpiti daU'alto al basso, ima trasmodata pro- — ii — fusione di colonne e luoiti esetnpii di voUa acutango- la. Con SI fatto caraltere quauto piu si accostano alio stile golico, tanto piu si diliingano da quello dei tno- numenti aniericani. Paragonate le costriizioni indicate con quelle dell'America centrale, ricercando inutilmente un pun- to, un apice di analogia, I'Autore prende in esame la famigeratissima Babilonia, quale ce la dipinsero Ero- doto, Diodoro di Sicilia, e I medico Ctesia. L^altez- za delle abitazioni e dei templi non edificati sopra elevazioni artifiziali, il complicato e massiccio inge- gno che coronava di verdezza e di fiori la sommita dei palagi, le statue smisuratamente gigantesche sta- biliscono tale differenza tra i monuinenti di Babilonia e quelli di America da non consentire confronto. Per- altro il tempio di Belo ergevasi sublime in Babilonia per otto piani decrescenli, e gli uni agli allri soprap- posli, come le ardue basi dagli antichi Americani fatte sgabello ai loro templi, ai loro palagi. A questo pro- posito I'Autore riflette che il tempio di Belo in Babi- lonia era una di quelle edificazioni che i Romani de- nominavano Septizoniiun ; che e la piu semplice ma- niera di dare ad un edifizio notabile altezza, tanto semplice che T usano senza maestro anche i ragazzi baloccandosi coUa carte da giuoco , che si vede prati- cata dovunque si pose in opera la sesta , e che 1' ana- logia nulla prova in quei ialti che sono proprii di tulti. — 15 — Non credelle I'Aulore dover passare in sllenzio ne il tempio di Salomone ae le I'abbriche etrusche. Ma le colonne e i capitelli del prinio e le soiidissime vol- te delle seconde, gli paivero bastante argomento ad escludere I'idea di qualunque analogia. Aggiunse la differenza dei simboli come prova soprararaercato. Si dispense dal passare in rassegna i nionumen- ti di Persepoli, di Balbek, di Palmira, di Atene, di Roma , soggiuDgendo che nulla piu dei monument! americani si discosta dalla natufp , dal sistema, dalle proporzioui degli ordini greci. Cosi si trasse I'Autore al nodo della queslione, vale a dire al confronto dei monumenti americani con quelli dell'antico Egifto. La forma quasi piramidale deir eminenze artificiali su cui stanno i templi ame- ricani parve al chiarissimo Humboldt stabilire un'evi- dente analogia tra le costruzioni dell' una e dell' altra nazione. Per lui vi ha un naturale passaggio tra le pi- ramidi messicane e quelle di Sacckara, e '1 tempio so- vrapposto alle prime non e che un ornamento acci- dentale. L'Autore, dopo aver rimarcato una essenziale diversita fra i geroglifici egizj e gli americani, oppone all'Humboldt le seguenti ragioni : Le piiamidi egizie sono quadrate , le americane quadriluaghe e rotondate agli spigoli, Le piramidi egizie coi loro corridoi, colle lore stauze raostransi deslinate ad accogliere spoglie di estinti •, le piramidi americane massiccie ed in tutto — -16 — piene convincouo che la magglore elevatezza era Tum- co oggetto di silTalte moli. Le pirainidi egizie, terminando in punta, si ap- palesano per una edificazione completa. Le americane oolla spianata superiore, colle sca- lette onde vi si poggia, persuadouo che il vero ogget- to del loro innalzamento doveva dominare sublime sopra di esse, quindi non puo aversi, come Humboldt pretende, un ornamento accidentale. Per ultimo le pipramidi americane non possono giuslaraente dirsi tali, perche composte di piani d'al- tezza diseguale appartengono soltanto al genere setti- zonio. Corroboro 1' Autore le accennate ragioni con un minuto esame del modo di architettare usato dagli Egi- zj. Questi, sebbene esposti ad annue inondazioni, noa edificarono sopra eminenze artificiali. Adottarono le linee convergent! dal basso all'alto, per lo che rastre- marono le porte, e posero quant'erano le loro decora- zioni in arraonia con siffatto sistema. Si valsero a mo- de della colonna che nessun popolo ne varlo tanto le dimensioni, il gusto, i capitelli, le basi quant'esso ha fatto. Coperse il granite di jeroglifici e simboli iuca- vati. Sfogo in ogui circostanza la sua passione per le dimensioni colossali. Nell'America centrale enormi ed inutili aggregazioni di pietre per alzare gli edifizj. la questi edifizj le linee non convergent! ma parallele in ogni luogo fuorche nei corridoi. Nessuna colonna, sim- — 17 — hoK in rilievo, e M prodotto dell' arte in confronlo pigmeo. Ancorche si volesse ammetlere la comballula analogia delle piramidi, come potrebbe conciliarsi con essa tanta differenza nelle altre edificazioni? i'r ! t^ i Conchiude quindi I'Autore che i raonumenti del- rAmerica centrale presentano una fisonomia originale e tutta propria ; che la nazione cui sono dovuti non ebbe ne maestri , ne imitatori •, eh' essa percorse gli stadii della rozzezza, della civilta, del decadimento ; e che, adempita la gran legge che tuttc uraane cose go- veroa , disparve. Dopo cio I'Istitulo si riduce in adunanza segreta. '^»J Si legge I'Atlo verbale dell' adunanza segreta del 4 agosto, che e approvato e sotloscritto. Si determina che le adunanze ordinarie del nuo- vo anno accademico, oltre la odierna c quella di do- mani 25 novembre, abbiano a tenersi nei giorni 29 e 3o Decembre i85o, .':'■' 19 e 20 Gennaio i85i. 24 e 25 Febbrajo. 16 e 17 Marzo. . 27 e a8 Aprile. , feiv" 18 e r9 Maggio. .i 22 e 28 Giugno. 20 c 21 Luglio. 3 c 4 Agosto. Fol U Sou 11 — 18 — Delermlnati i giorni, ristilulo dispone che sia immedialamenle stampala la relativa Tabella, e dira- mata ai Membii onorarii ed effettivi ed ai Socii corri- spondenti. Vengono quindi invitati i M. E. a significare in qual mese siano disposti a presenlare i loro lavori al- I'lstituto, e si assuraono e si registrano le relative di- chiarazioni. I! M. E. prof. Turazza, in norae della Commis- sione di cui e relatore, presenta un rapporto per la soluzione del qiiesito proposto dalla I. R. Intendenza delle Finanze di Venezia colla sua leltera 2 3 decera- bre decorso. Dopo una breve discussione, a cui da origine una osservazione del M. E. co. Scopoli, il rap- porto viene approvato con alcune lievi modificazioni nella conclusione indicate dall' Istituto e consentite dalla Commissione. Dopo cio I'adunanza si scioglie. ADINANZA DEL GIORNO 25 NOVEBIBRE 1850. ^ bu'EJI^iiV ^i':!,n» :,'■>'"■■> '.Ui'''' ; ■'.-■ I :iii :i;.'-sv^.5' ynOMii. ■:■■?' 1-;', ';'!.■■ .,.;;!.•).'•■; ;■ ■>>,!' . Si legge I'Atto verbale dell'adunanza privata del giorno 5 agosto, ch' e approvalo dall' Istituto e qain- di sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. , ; 11 M. E. prof. Poll legge la sua seconda Memo- ria : Sulla relazione tra le circonvoliizioni cerebrali e la intelligenza. 4 Questa seconda Memoria compreude V analisi delle dottrine anatomiche e filosofiche del sig. Leuret relative all'argomento. Ad intraprendere con raetodo una cosififatta ana- lisi ripiglia I'Aulore i punti e capi sui quali si svolge tutto il probleraa della suddelta relazione, secondo le proposle del Leuret. Questi punti o capi sono tre: i.° come e perche le circouvoluzioni cerebrali a pre- feriraenlo di qualunque altra parte del cervello stiano — 0{) — in una cosi slreHarelazlone colla intelligenza; 2." qua- le sJa la sede o la condizione organica speciale delle circonvoluzioni da tenersi come causa immediata ad una tale relazione ; 3.° se questa relazione sia cosi co- stante ed assolula da coslituire una vera leggc. Le dottrine anatomiche che il Leuret incite in- nanzi alia spiegazione di quesli capi o dimaude sono le seguenti : a) il fatto anatoujico che la inlelligenza non esiste la dove non esislono circonvoluzioni cere- brali ', b) il tipo proprio e speciale delle circonvoluzio- ni cerebrali per ciascheduna serie di aniniali ra])por- tate a quelle dell'uomo come tipo altresi della inlelli- genza j c) la determinazione del numero e della forma delle circonvoluzioni cerebrali, onde rinvenire in que- sle la causa o condizione organica alia inlelligenza ■, d) la mancanza del carattere d'una vera legge in cote- sla relazione per essere sallellante ed interrolta dietro la piii estesa osservazione de' fatli anatomici. >.'- II prof. Poli, mentre non niega Tesistenza delle circonvoluzioni cerebrali in certi animali, sostiene che non le accompagna sempre e di pari passo la inlelli- genza, e che in ogni caso, lale accompagnatura esseu- do un dato soltanlo empirico, non e da tanto da appa- gare ne il Leuret , ne i suoi leggitori. Cosi relativa- menle al numero fisso delle circonvoluzioni cerebrali che il Leuret riduce a sei, le prime quattro esterne, !a quinta sott'orbitale e la sesta interna, egli osserva che nemraeno questo numero e costante, perche nel ~ 21 — tasso, nel furetlo e nella piizzola se ne scorgono sola- • meute cinque , e nel canguro e nell' orcheiterope del Capo, due. Infine la forma ondulala delle circonvo- luzioni cerebrali, die spicca negii animali plu intelli- genti, al dire del Leuret, come I'elefante e la sciraia, manca lotalmeDte negli altri animali, ai quali pure il Leuret concede la intelligenza. Ugualmente 1' Autore non mena buona al Leuret la dottrina del tipo pro- prio o speciale delle circonvoluzioni riproducentisi nel aiedesimo animale, in quanto il Leuret vorrebbe giovarsene all'uopo d'una nuova e piu regolare classi- ficazione a gruppi di tutti i vertebrati con un metodo natitrale ', giacche un tal metodo sarebbe piu presto artificiale che naturale a motivo chc si fonda sui ca- ratteri esterni anziche sugl' interni , ossia sull' iutima struttura dei vertebral i stessi, soggiungendo poi che una tale classificazione risulterebbe anco assurda e stranissima ; imperciocche spartendo tutti i mamraife- ri in qualtordici gruppi, come insinua il Leuret, nel qualtordicesimo che e I'ultimo ed il supremo, biso- gnorebbe mettere insieme I'elefante e la scimia e I'uo- mo, mentre il bimano da Linneo in poi fu sempre collocato in un ordine separato e diverse da quello degli altri animali. II prof. Poli consenle per ultimo al Leuret che non si possa attribuire il caraHere di vera legge alia relazione fia le circonvoluzioni cere- brali e r intelligenza, essendo inlerrotta e disconlinua in molli gruppi raccompagnatura delle une coH'altra, 22 II precipuo merito dfillc dotlrine anatomiche del Leu- ret, a parere del prof. Poll, e die segna senza iper- bole un deciso progresso per la scienza deH'anatoinia comparata, sta nella delerminazione esatta c precisa si del numero e della quanlila, come della forma e cpialita delle circonvoluzioQi cerebral! •, cose tutte, se non ignorate, al cerlo uon dimostrate prima della sua opera : e di queslo merito e progresso gli fa larghis- sima ragione, giacche soltanto per il Leuret puossi ora tenere per certo, ed e incontrastato nella scienza anatomica, che il numero fisso o costante delle cir- convoluzioni cerebrali, almeno in generale, e di sei; che la forma ondiilata di esse circonvoluzioni appar- tiene agli animal! piii capaci od intelligenti ; che I'esi- stenza delle circonvoluzioni trasversali o intcrmedie^ presentita gia dall' illustre italiano prof. Luig! Rolan- do, del quale il Leuret stesso fa onorevole menzione, e un fatto pure recente di anatomia che niuno puo impugnare *, che le circonvoluzioni presentano il loro maggiore sviluppo alia parte posteriore del cervello, fmo al punto di cuoprire tutlo il cervelletto, e non gia all'anteriore o frontale, com' era generale opinione. Che se il prof. Poli di cosi giusta lode retribui- sce il Leuret nella parte anatomica del suo lavoro, non puo consentirgliela nella parte filosofica e psico- logica, per essere le sue dottrine filosofiche diametral- mcnte opposte a quelle del Leuret , ed agl' insegna- menti di una rigorosa analisi filosofica. Le dottrine fi- — 25 — losoficlie e pslcologiche, die toglie a conibaltere il prof. Poli, sono cardinali e decisive per la scieuza della filo- solia, e si compendiauo in queste: a) la definizione della intelligenza litenula ideutica dal Leuret tanto neU'uoniOj quanto negli aniinali j b) la iutelligenza ne- gli animali dedotta da uua serie di feuomeni corri- spondenti alle loro aziooi ; c) la maggior intelligenza dell'elefante e della sciinia a causa della esislenza in lo- ro delle circoDvoluzioni Irasversali o ititerniedie che non si scorgouo iu alciiu altro animale. Ad oppugna- re una ad una cosifratte dottrine il prof. Poli si pro- poue di provare: i." che il Leuret franleude e fal- sifica I'idea della intelligenza , onde non sarebbe piu ne logica , ue ragionevole qualsivoglia illazione del Leuret suUa relazione fra le circonvoluzioni cerebrali e I'intelligenza, a niotivo che mauca un dato di cosif- lalta relazione , quaf e 1' intelligenza; ii.° che tulti i fatti addotti dal Leuret a confernia dell' intelligenza de' mammiferi si spiegano coll' istinto e colle facolta inferiori del sense, della meiuoria e dell' immaginazio- ne, e non dell' intelligenza, della quale difetlano asso- lutamente gli animali. Laonde, lutto concesso al Leu- ret, ei non verrebbe mai a dimostrar che, date anche neir uonio le circonvoluzioni cerebrali identiche a quelle degli animali, siano queste la causa e sede del- la loro relazione colt intelligenza. Dal che il Poli conchiude essere in parte falsa ed in parte manchevo- Ic dal lato filosofico o psicologico la teorica del Leuret — L>4 — sulla rclazione Ira le circouvoluzioni cerebrali e I'in- tolligcii/a. A cosl grave assunto incominciu il Poli a rigetla- re come falsa ed erronea la dcfinizione deiriatelligen- za, riposta dal Leuret in tulte quelle azioni die ven- gono prodotte o raodificate dairesperieoza, colla sola dift'erenza clie il bruto ha la coscienza dei soli oggetti esteriori, menlre Tuomo ha ez^iandio quella degli inte- riori', si perche I'intelligeoza uon ista tulta nella co- scienza-, si perche I'intelligenza va distinta dalle a- zioni die ne derivano come si distingue la causa dal- i'effello j si perche colla semplice coscienza isolata da qualsivoglia lacolta altro non si fa che accorgersi di un che esterno ed interno serapre indetenninalo, ed il conoscere e comprendere e ben diverso dal mero ac- corgimenlo •, si perche, ammessa ne' mammiferi Tintel- Jigeuza,bisogna pure ammettere in loro, siccome fa il Leuret, idee, nienioria, giudizio , linguaggio , affelti e passioni, c persiuo il senso del dovere e del giustoj si perche infine un tal modo di filosofare sull'intelligenza dirillameute conduce o alia superficialita del sensismo o alle assurdila d' una maleriale filosofia. Quindi il Poli, riassumendo difilato tulta la distesa analisi di quanto accade nelle mirabili operazioni dcU'umana in- lelligenza, viene a conchiudere essere dessa la facolta o I'atto onde la nicnte conosce o distingue ua oggelto, determinato o per se stesso, o per le sue qualila e re- lazioni, ordinando ed unificando le idee nel giudizio — 2o — e nel raziocinio. Laoode la intelligenza altra e unnie- diata o inluitiva, altra mediala o rlflessiva, ed ha sejn- pre per suoi essenziali caratteri o fuazloni: i.° il dl- sceniere e dislinguere un oggelto determlnato j 2,.° la forma degli astralti o delle generalita^ onde si difle- renzia dal senso come facoltti dei coiicreti e particola- ri ; 3.° Y ordinamento delle idee o delle nozioni. I pri- mi due formauo la sua funzlone o potenza psicologica o conoscitiva. II terzo la sua funzioiie o polenza logica od ordinatflce, Dal che si conchiude : 1 .° non dare il senso che percezioni, sensazioni o rappresentazioni di oggetli singoli e particolari, e 1' intelligenza di og- getti generali od astralti j li." essere T intelligenza una forza o facolta esclusiva dell' uomo e non del brulo, siccome lo dinola la etimologia delle stesse parole la- tine animal^ bndum^ bellua , e le corrispondenti ita- liane animale^ bestia^ bruto. Non istassi pero contenlo il Poll a questo j che ei procedendo piu innanzi nella sua analisi psicologi- ca passa a dimostrare che gli aniaiali, equiudi i mara- nnferi,altre facolla non posseggono che Vistinto, il seri' it/, la memoria^ V imtnaginazione, V associazione ed il moto spontaneo j le quali suouano tutt'altro che la ve- ra intelligenza di cui si privilegia soUanlo ruomo. E con queste facolla, le sole pertiuenti agli animali, e di ordine inferiore per rispetlo all' intelligenza propria sollanto dell'uomo, ei viene spiegando lutti i latti e le piu stupende operazioni che il Leuret decanta ne^ Vol. II Scric II. 4 — LiO — nianiniifori, per uioslrarli dotali J'intelligeaza. II Poll si dilunga eJ iiisiste in questa spiegazione, e perche la tlotlrina del Leuret e la comune dolfrina degli scrit- lori di Storia naturale piu celebrali e recenti , e per- che, ove il filosofo si lasci impurre dalle appareoze, puo essere agevoluiente indolto a reputar anch' egU simili atti d'intelligenza , inentre in realta nol sono che delle facolta inferior! sovra accennate : un vero, cosi rilevante per la scienza psicologica e per lutte le sue ulteriori applicazioni, pare pin che mffritevole di essere svollo con lunghe parole, per rivendicarlo da- gli errori di che 1' ignoranza ed il pregindizio e 1' in- teresse 1' hanno intenebrato. Perlocche ei, fermo iu questa verita piu lucente del sole, scende a provare contro il Leuret che la volpe ac- covacciata per piu dl innanzi la tana e leuieute delle insidie, vi si traltiene, non per I' idea astratta del peri- colo che le sovrasta, o per far un contrattempo al cac- ciatore, rua per una rappresentazione attuale ed iugra- la del scnso congiunta colla nienioria del passato ; che i liipi escono a irotte ed a compagnie davanti al nemico per gl'istinti della sociabilita, deU'imitazione edellacon- servazionej che i cani niusicanti od istruiti nel calcolo, essendo capaci di ricordarsi e di associare, all'alto del- I'altrui suggeriniento eseguiscono niacchinalmente gli alti corrispondenti ne' quali veunero istruiti j chela fierezza e in un la sociabilita del leone e della tigrc, della jena del Taugnar c del leopardo sono eflelli dei — 27 — " due islinli della fame e della sociabilita, onde, preva- lendo quello a qnesto, essi sbranano indiflerentemente quelli che gli accarezzano ed aniorevoleggiano , come (juelli che gl' insegnono e li feriscono ;, che il martoro e la faina vanno in cerca a notte de' pollaj e delle co- lomhaie, non certo a diseguo, ma perche a quell' ora gli stimola di piii la fame , ed hanno piu acuta la vi- sta ^ che la gazzella e lo scojattolo sono cosi veloci da volare, non per prontezza di mente o di volonta,ma per sola agilita di membra e di strutturaj che il lepre ed il coniglio, die fuggono cosi lesti e tremanti. sono spin- ti e cacciati dall'istinto della conservazione e dall'udi- to finissimoj che il lavorio in comuue cosi stupendo de' castori, ma ad un tempo si uniforme e monotono nella fabbrlcazione delle loro casuccie a pelo dell' a- cqua ed a forma di cupola , dipende non da comune accordo , ma dall' istinto della sociabilita e dell' imita- zione, dall'essere eglino coraeanfibj famigliari all'acqua, dalTandare provvediiti di denti obliquamente acumi- nati e roditori, di dita natatorie e d'una coda pialta e squammosa a foggia di spatola, e dal sentir essi al pari di molti quadrupedi I'impulso a foracchiare nel suolo o col muso o colle zampe, ed a gittare co'piedi ante- riori e deretani tutto 1' ingombro ; che il cane stesso osservato dall'Arago, e i mastini di Lamalle restii a volgere lo spiedo prima che il compagno avesse com- piuto il suo solito giro, non avevano il sentimento del dovere e del giusto, ma soltanto una rilutlanza a ripe- — 28 — tere il lurno nialerialnienle appreso eJ ora iiiteiiolto ; die Cnalmcnle i prodigj dell'elefanto, del niakis o del- la scimia hanno la facile loro splegazione negl' istinti, iiel seuso, nella rnemoria e nell' associazione senza al- cun uopo d' intelligcnza e di raziocinio. Clie se tauti prodigj si vogliono attribuire in loro a vera intelligeu- za, riesce inescogitablle come questa loro inlelligenza sia pol COS! imperfeltibile ne mai progressiva in altre cose, com' e neiruomo ; die non la dimostrino, anzi non la sappiano usare in altre azioni difl'erenti dalle consuetej che siano come furono sempre estrance le bestie all'ordine morale; e che vengano confinate dai codici e dai legislator! non tra le persone,ma tra le co- se. Se non che, a rlnforzare viemmeglio un tale argo- mento, il Poll adduce per caglone della opinione o si- stema contrario dell' intelligenza de' raammiferi o de- glianimali: i/Ma falsita o fallacia delle apparenze ; 2.° 1' inclinazione od abitudine di riferire agli animali o fuori di noi quello che succede dentro noi stessi. La fallacia delle apparenze risulla evidentemente dal- I'analogia fra certe nostre azioni o quelle degli anima- li nella sensazione o percezione degli oggetli esterui, nel moto spontaneo, nella scelta di dali oggetli, nella imitazione e nella previdenza di alcuni atti delle be- stie educate od istruile. L' inclinazione od abitudine a riferire fuori di noi quello che avviene dentro noi stessi e naturale e realissiraa \ e quindi, veggendo noi esternamente gli animali operare con certe guise so- — 29 — miglievoli alle noslre, siamo tratti nostro malgrado a prestare loro i nostrl modi stessi di agire. Peilocche, in veggendo a cagione d'esempio il gatto o il cane slarsi adocchiando la preda, crediamo che il faccia a dise- gno e con maturo proposito. Quando osserviamo il hue od il cavallo prescegliere tra due la miglior qua- lila del fieno, ci pare il facciano con un atto di vero preferimento o giudizio. Ma questa nostra erronea sentenza procede per I'appunto dalla inclinazione e abi- tudine di riferix^e fuori di noi quello che accade sol- tanto dentro noi stessi. E quest' inclinazione e abitu- dine mostrasi tanlo piu facile e piu irresistibile, quan- to e maggiore I'analogla e rassomiglianza degli oggetti riferiti tra loro. A questo modo e con tutti questi ra- gionamenti il Poli crede di avere retlificata e rnessa fuori di contrasto , contro la generalita degli scrittori, una nuova e piu giusta dottrina psicologica: i.° che gli animali non hanno, ne possono avere la vera intel- ligenza, poiche essi mancano d' idee astratte di qua- lunque sorta, e quindi di concetti, di giudizio, di ra- ziocinio, di affelti e di passioui e d'un vero linguaggio, limitandosi le loro facolta, conie si e gia detto, alle inferiori , cioe all' istinto^ al senso^ alia memoria, alia immaginazione ed al moto spontaneo •, 2.° che tutte le loro tendenze, e le loro azioni, anche le piu maravi- gliose, si spiegano colle facolta inferiori, le sole perti- nenti agli animali j 3.° che una diversa psicologia degli animali, mentre conduce apertamente all'errore, all'as- — oO — surdita e alia conlraddizione persino col senso comune, si forida sulla fallacia e sidla grossolanita delle appa- renze piuttoslo die sulla sincera e profooda analisi dei relalivi fenomeni. A corroborarc sempre piu una cosiffatta doltrina, il Poll toglie per ultimo a combatteie una serie di ob- biezioni, parte da Ini stesso ideate meditando sul sog- getto, parte cercate e trovate nelle opere altrui di fi- losofia o di Storia naturale. Tali obbiezioni sono le seguenti: i.^ che gli animali anche col sense distin- guono e quindi conosconoj 2." che, avendo eglino iin apparato cerebro-spinale analogo a quello dell' uomo, debbono pure avere I'analoga intelligenza ; 3.^ che gli animali non essendo piu automali o macchine, come li vollero i Cartesiani, ma enti dotati di anima , deb- bono avere anche 1' intelligenza ripugnando 1' anima senza intelligenza ; 4-^ che I'analogia tra le azioni del- 1' uomo e quelle degli animali e troppo aperta per contrastar loro r intelligenza •, 5.'' che 1' intelligenza del bruto sara inferiore di grado a quella dell' uomo ^ ma sara sempre intelligenza • 6.^ che gli animali avendo coscienza delle esterne impressioni, e segno che han- no intelligenza*, y."" che gli animali, slccome privi di idee astratte, saranno estranei alP ordlnc morale, ma cionnonostante intelligently 8.'' che gli animali, senten- do e ricordando debbono essere anche Intendevoll, es- sendo inseparablli 11 senllre ed il ricordarsi dall' intel- ligenza j c).^ che I'educazlone e I'esperienza migliorano - 31 — i bruli; e cio uoii puo essere seiiza dell' iotelUgeiiza ; 1 o." die e ipotelica, o di parole, la distinzioue tra il senso e rintelligenza; i i.^ clie e una sottilila quella di starsi alle apparenze quelli che attribuiscono Tintel- ligenza agli animali j i a.^ che il senso comune o am- mette anzi gli animali come intelligenti, o non ha des- so alcana autorita in fatlo di scienza, allorche decide il contrarioj i3.^ che, se vi ha contrasto tra il senso comune e la scienza intorno airintelligenza degli ani- mali , questa in ogni modo deve prevalere a quello. L'apparato di quesle obbiezioni e forte ed incantevole •, ma svanisce d'un subito il suo prestigio, allorche si e colto tulto il vero della sopraesposla doltrina. II rispon- dere questa dottrina trionfalmente a tutte le opposi- zioni e segno non lallace che essa si regge e si puntel- la su un appoggio sodissiino com' e quello del vero. Ecco quanfo dimostra il Poli colla risposla a que- sle obbiezioni. Una tale risposta chiude la sua secoii- da Memoria , riservandosi egli nella terza a porre le conclusioni che termiuano la Iraltazione del problema o quesito sulla relazione tra le circonvoluzioni cere- br?Ji e Tintelligenza annunciato dall'opera del Leuref, e ragionalo e discusso cosi a disteso dal nostro pro- fessore. , ■ Poscia il M. E. dolt. Namias presenta una Me- moria intitolata : A'«ow studj sidf applicazione della elettricita alia medicina. — oz — Falli precedere alciini ccnni stoiici concernenti r applicazione dell' elettriclta alia medicina, espose i metodi da kii lenuti nell'usarla e la storia di varj casi felicemente curati con tale espediente. Indl prese a considerare le condizioni nelle quali la eleltricita puo vincere le paralisi, e la mostro efficacissima a combat- tere quelle die procedono da torpore nerveo e da ane- mia, e non sono sostenute da lesione de' centri. Mo- stro die essendo ofTesi anco il cervello o la niidolla spinale, la paralisi puo farsi indipendente dalla primi- tiva lesione , e abbisognare di speciali soccorsi. Pai-16 deH'aziorie dellanoce vomica e della stricnina. in gran parte analoga a quella dell' elettricila , e, raflrontando 1' una con 1' altra, mise in evidenza per quali ragioni quest'ultinia debba assai volte venir preferita. Cogli apparecchi elettrici si porta il riuiedio iinuiedialarnen- te sopra la parte ammalata, e, per raggiunger raeglio il suo scopoj in una paralisi di vescica il nostro Auto- re si giovo di un nuovo uietodo di applicazione, chiudendo con un turacciolo la siringa d'argento, e fa- cendo cosi die I'urina conducesse 1' elettricita su la parete della vescica. — I limili del presente Estratto non concedono di seguire I'Autore nella esposizione dei metodi differenti da lui seguiti nell' elettrizzare la vescica in casi d' iscuria o d' incontinenza c i mem- bri secondo la natura del pi^imilivo malore , e de' motivi che spiegano la buona riuscita in casi die si davano come sfidati. Egli deduce i suoi principj da — o3 — una serie di esperimenti fisiologici da lui intrapresi col prof. Marianini, ancora inediti, del qiiali riferisce i pochi conducenti alle sue illazioni, dalle gnarigioni ot- tenute e dai transltorii buoni effetli della elettricita in persone che, pei guasti incontrati dcgli orgaui, do- vevano necessariamente perlre. Aggiunse ai fatti geneiali stabilili, che spiegano le osservate particolarita, alcune ipotesi che darebbe- ro ragione di altri fenomeni , ma che richieggono di essere confermate da ulteriori osservazloui. Inline il M. E. co. Scopoli comunica all'Istituto le seguenli osservazioni : Salla morkdka annua nella cltta e sobborghi di / erona. jNon vi e ora Governo, che non si occupi di conosce- re quanta sia la popolazione del pacse, di cui regge la po- litica ed ccononiica anuuinistrazione; ma lo studio princi- palc, a mio awiso, sopra i niovimeuti della popolazione dee farsi sull' annuale mortalita e sullc cause di questa, Cosi peiisando, giacche iiel noslro Istituto abbiamo una Comniissione di Statistica, la quale da ogni provincia fra il xtiiiicio e I'lsoazo puo raccogliere ulilissime notizie alia uniana salute, io presenlo a voi^ Egregii Collcghi, per- che ad essa le consegniate, due tabclle della mortalita Ve- ronese, ncll' una delle (piaii souo numerate le morti per I'cta che aveano i Irapassali, e nell'altra le malatlie per le quali cessarono di vivere. Esseudo Verona coi sobborghi popolata da circa SoOOO iudividui , la prima deile tabelle ci ia conoscere, Vol. II. Saic II. 5 — 54 — die sopra 19894 morli in un decciiiiio, dal principio del 1825 a tiiUo il ISoi, perirono, iiiiianzi di giiiiigerc ad un anno di eta, bambini 5957, c, da un anno di cla al comin- ciar del quinlo, mancarono allri 5900, coniplessivamenle 7897; un terzo c mezzo aU'incirca dell'inlera sonuna morluaria, 11 fatto, che credo comunc allc allrc citta del regno, e doloroso ; ma si medito come ovviare a tale im- menso civico danno , che anzi e maggioie , perclie non sono compresi fra quelli estinli innanzi tempo i non fre- quenti aborli, e i cosi dctli falsi concepinienti? Ben so, clic vano e ogni consiglio medico, se i genilori non sono sani per felicc organica costituzionc , o se la poverta li priva di allmenti sufBcienti e salubri, o viver denno in frcdde umide abilazioni, soggette a dannose esalazionl, o se i matrimonii peccano d'imnioralila per colpa d'uno dei conjugi d'entrambi; ma nulla vieta , che alle donzel- le, allorche si maritano, si diano quelle migliori istru- zioni che dar si possono, perche ne' loro vestimenli, nei moti eccessivi dclla persona, nel portar pesi , nell' andar nude i piedi, e nell' uso smoderato dei cibi e delle bevan- de allorche sono incinte, c nelle cure che aver denno nel- la gravidanza e neiraIlattazione,non nuoclano al porlato, e quindi alia prole che allevano. La povertt^ pur troppo esiste come causa di piu morti; ma ho gia altrove dichia- rato, che il vizio nc e (requenlissima origine, c che una piu attenta, assidua c diffusa morale istruzionc va ritcnuta come il piu cfficace rimedio. Spetta poi all' autorita poli- lica il provvedere, perche i miseri abituri che si appigio- nano at povero non siano ad esso funesti , ed ostarc alle inondazioni, ed impedire o scemare i vapori dannosi. II dott. Zeviani , csarainando attentaniente in varii anni la morlalita dei bambini veronesi ^ trovo che la rai- — oi) — nima e in maggio, e la massima in gennaio. Dopo quel niio conciltadino, dalle esperienze di Edwards risulto che la mortaiila dei bambini e come i a 7.81 vivi nei mesi di diccmbre, gennaio e febbraio; in marzo_, aprile, agosto seltembie, oltobre e novembre come 1 a 8.78 e nei mesi di maggio, giugno e luglio come i a 0.75 : la difTerenza fra i due numeri esttemi e di 1.94; e come nell^inverno dal calore nalurale dei bambini a quello dell' aria esterna vi puo esserc un divario mnggiore di 40 gradi Reaumu- riani; cosi serabrerebbe doversi iniilare 1' arcivescovo di Salisburgo, che ordino si battezzassero nei domicilio del- le madri i nati nella rigida stagione. Se in lutte le citta d' Italia accadesse come in Verona, che il mese di maggio fosse quello delle morli meno fre- quenli, mentre il contrario avviene in gennaio , sarebbe da osservorsi da qual causa estranea all'uomo potesse di- pendere il fenoraeno , e la osservazione allora potrebbe fors'anche cadere su cio, che la forza magnetica terrestre, secondo il colonnello Sabina, e maggiore cosi nell'eraisfe- ro Nord che nei Sud dall' oltobre al febbrajo, e minima daH'aprile all'agosto. Coraunque pero la cosa si manifest!, ove si verificasse generalraente , converrebbe illuminare i ciltadiui, perche i matrimonii si facessero tutti in feb- braio, salve le necessarie eccezioni , onde menomare la mortaiila. Dall'anno settimo dell' umana vita in avanti, la mor- taiila va decrescendo; ma come sia minore nei oO."" an- no piu che nei 15."°, ed anche nei 57."° si vegga al di- solto del 12."° e 15."°, cio non saprebbe spiegarsi,e con- verra aspetlare altre labelle e di piu lnogln,onde prende- re una media fra le accidenlali anonialie. ^ Dividendo il numero degli anni die ogni Irapassato — 5(5 — ha vissiili iicllc diverse ela, cioe (>oG2S8 , pel miniero lo- lalc dei inorli ncl deceiinio in Verona c soi)borghi, clie lu di 1089i , al)biamo cssere la vila media in essa cilia di quasi 52 anni, cio che corrisponde all'opinione comune, chc muoia nellc capilali uno ogni venliqualtro individui, nolle citta minor! uno ogni 52, ed uno ogni -40 nolle cam- pagne. Ma supposlo che anche I'agricollore Veronese ar- rivi aU'ela media di -40 anni, come avvienCj che a Mon- Ireuse nella Svizzera lale cla sia di anni S2 ? Diasi pure qualche differenza pel miglior clima, e pero piu probabi- le, che la longovita in quel Comune clvelico dipenda dalla condoUa morale dc' suoi abilanli unita ad una lolice indu- stria. Interessando mono I'incrcmcnto hituro dclla popo- lazionc che il ben essere della esistente, tutto quello che si I'ara per rendere piii robusla la giovenlu, e cio chc piu vale, per educarla ad una operosita virluosa, aggiungera piu anni alia vita, che ora ci e concessa assai scarsamentc. Venendo alio malatlic, che cagionarono le morli de- cennali nella cilia e sobborghi di Verona, io non mi faro ad esaminare, se il seguito sislema nosologic© nolla tabel- la seconda sia il piu scienlifico; basla veramente alia pub- blica amminislrazione, che possa essa conoscere la parte che aver dove in quelle malattie, che hanno derivazione da speciali circostanze, di luogo , p. e., sia paludoso, sia mancante d' acqua , ossia con acqua insalubrc; di sparsi contagi, o altri infortunii, che con politiche cd economiche disposizioni possano togliersi od essere mono funesti. Gosi di lutti i dislrelti della provincia veroneso il piu nu- meroso di morli c quello d'Isola della Scala , indi son quelli di Legnago, Zcvio c Sanguinctto, perche in essi vi sono delle aequo stagnanti ; il piii salutare invcce e quel- lo di Gaprino alia falda orientate e meridionale di Monte- Ol — baklo. Circa ai corUagi, nel dccennio dal 1825 a tiiUo il iSoA, non e nolato alcim caso di Choleia, che comparvc dopo; ma invcce il vaiuoln, del qiiaic ncssun caso morta- le venue indicalo dal 1825 a liitlo il 1829 , coniincia con d5 niorti ncl 1850, con U ncl d85I e con -122 nel 1852. Si pecco di poca diJigenza nella vaccinazione? Fu vera- iiiente obbligatoria ? Penelro il uiorbo i nostri confini con uomini venuti da paesi , ove la vaccina non e inlrodotta, coine sembrano non conosceila abbastanza alcune parli dell'Ungheria? Come difenderci da talc importazione? Nel Veronese e ora universale la credenza doversi rinnovarc . la vaccinazione. '■ . > . Una malaltia, che miele molte vitlime in Verona, e chi sa quanle anche in allre cilia del regno , si e la ra- chitide. Nel sopradeltu dccennio Irovo che la labellp nu- mera 1559 morli di lale infermila , cioe la 19.™ parte cresceiite di liilla la morlalita. Ouanli dunquc superslili difetlosi uell' ossatura del pelto, del dorso, delle anche, e delle estremita! Spiacemi il dover dire, che finora neile provincie venele non si e pensato ad un Istiluto ortope- dico, lanlo in oggi piu vanlaggioso in qnanto che la chi- rurgia fece grandi progress! nella cura dei mali delle os- sa, e che I'esperienza di Parigi, Marsiglia , Firenze e al- Irovc ci convince aperlamente, che 1' orlopedia e necessa- ria in ognuno de' nostri ospitali. Si obbieltera f'orse, che quesli non hanno ora i mezzi opportuni ; ma posso ri- spondere , che e a puhblica fama il nuovo ordinaraento della pubblica beneficenza, niediante il quale, riconiparen- do in ogni capoluogo di provincia le Congregazioni di carita, quali esistevano prima del 1814, vengono concen- trate in una sola le Contabilila e Ic Casse degli Ospitali, Ricovcri, Esposli c d' ogni altra pia londazione. Gio olte- — o8 — nuto osservcro, chc se Verona potra fare I'economia di sole L. 5000 annuc, provcdera con esse a 15 fanciulli ra- chitici in ragione di L. 200 per ciascuno aiiniialinenfe. L'avcr abolita in qiiella citla la delta Gongregazione, dan- do ad ogni benefico slabiliincnlo una separata animini- strazione, Iriplico il numcro degli impiegali , e 1' asse de' poveri venne diniinuilo di annuali L. 20,000. Ove poi venissc inlrodolla 1' ortopedia , cni amorosanientc servi- rebbero mcglio le Suore della Carita, anche le agiale fa- miglie concorrerebbero a sostenerne la spesa. Ospilali per certo non mancano al noslro regno. Vc ne sono 24 , dei quali il luinore conta ^lO inferrai giornalieri, e il maggio- re, quello di Milano, ne accoglie 1800. Esislono poi altri •46 piccoli ospitali che ricevono I'uno per raltro-15 infer- mi ciascuno. Abbiamo veduto pocbi anni sono crescere mirabiimente qucila religiosa picta, che ai miscri soccor- re, e nuovi miracoli di beila fdanlropia ricomparjranno con quella pace, che tutli avidamente bramiaino. Dalle sventure sociaii emerge niaggiore la carita e nel tempo stesso il senno delle nazioni; e qui prima di por line al mio dire, permettetemi , che innanzi a voi io coroni di laudi un nuovo benefattorc dell'umanita. E que- sti il dott. Guggenbiihl nato a Meilen sulla sponda del la- go di Zurigo , fondatore pei Cretini di un ospilale nel 484.0, sulla cima dell' Abendberg, ch' e alto 5000 piedi sopra il livcllo del mare. Molte e felici sono gia le cure da esso intraprese di quella malattia che dcfonna insieme I'uomo fisico e morale in alcune valli della Svizzera, della Svevia e del Piemonte. Ma in queslo si fanno pure assidui studii per conoscere le cause di cosi bruto nialore , che finora si sospetto venisse dall' uso di acquc sorgenti di sotterra fra nocivi minerali. Maggiori iudagini giovcran- — 39 — no senipre piu ai Crelini non solo; ma anche alPaUra de- formila del gozzo, ch' e si Irequente oel temlorio berga- masco e anche altrove. Benedetta la scienza, se al bene e rivoUa de' nostri siniili! Sara di onore a noi Inlli, eve il doll. Guggenbuhl venga nominato socio nell' Istituto. i t, ] » il ( (1 " ' ' ■ ! ^ ■ =- i; ; *> i H Ik ■ ; ! ' 1 ■' '' ■ I t ! ■ \ •■ '; ^'i: '■■■ u ;;:| U-.'t ',.i V '■''''■; '■'■ ] i ; i! : (' 1 ' -' ' ; i_( ■ ; ! I, J 1 ■ ■' ;K ■'■■. ' t- , 1 1 '; . 1 " ,. , x>i- «*." ; ■-'■- [ ;.i i ''j' i > <■» -<, Tj '■J r ,- i-) ! ■ » r; (■ ' i ].; 1'" 1 ' ..•J ; i iS I f ! J ': •! 'I, v. — /lO — TABELLA I. •.,^>V,!, ."I'^xvo- Dei morii in citla e sohhorghi in tin dccennio , cioc da un mcse ad undid, e da un anno a cenlotrr, cominciando dalV anno 1825 a tutto l(S5/i; in totalilii niorli 19894. MORTl AELL'AMO 1825 1 1826 1827 1828 l)i niesi 4 5 6 7 8 D 10 11 Di anni 270! 22 10 17 9 JO )iiiii 1195 1230 9D3 984 1497 1241 4304 4617 1470 4287 12816 46 6 5 10 17 48 9 47 41 41 12 116 47 8 5' 7 6 8 7 19 12 13 11 96 48 lo 16 7 18 45 48 13 9 49 27 155 49 3 10 3 12 14 12 >S 9 3 15 89 50 i6 16 20 21 23 34 37 20 21 24 232 51 9 8' 2 9 7 14 10 14 9 13 92 m 21 44 20 18 17 21 25 24 43 21 191 53 14 9, 4 8 7 8 10 20 43 21 114 64 13 li 19 24 45 8 47 24 47 19 167 55 -10 Hi 15 16 44 44 H 7 10 17 125 56 7 10 44 21 26 43 20 22 10 17 160 57 8 5 19 45 8 46 44 14 19 11 123 58 16 12 12 16 13 19 17 22 19 11 157 69 6 11 6 14 9 41 42 10 10 10 99 60 28 29 29 25 28 29 49 49 37 30 333 61 12 6 10 41 10 11 44 15 21 10 120 62 U 13 16 29 13 49 18 35 16 24 197 63 8 19 43 44 43 20 21 15 18 Is 159 64 1*; 21 46 26 17 24 22 20 22 23 210 65 1/1 14 15 20 ! 25 27 23 23 17 26 204 66 13 11 21 43 i 21 24 22 25 32 21 203 67 16 9 2y 20 23 19 22 22 15 17 192 6S 15 12 25 24 22 22 26 23 18 21 206 69 \A 14 14 41 48 42 14 12 16 21 146 70 33 35 28 32 , S^ 56 4! 44 41 38 401 71 16 44 15 44 ' 24 8 11 43 14 40 139 72 27 16 23 23 23 26 17 20 21 17 215 73 42 49 18 22 47 24 21 22 21 12 188 74 12 12 20 18 20 15 29 25 26 21 198 75 15 21 20 37 i 36 21 18 25 24 21 238 76 17 25 15 i!8 48 49 24 49 20 26 208 77 10 Ii63e 41 49 14 2u 2097 20 18 14 22 16 168 1G74 1499 1577 4838 1938 2250 2058 1887 18456 ri]*. ' AT, — — — * '■£ MORTI NELL ' ANNO 1825 1826 1827 1828 1829 1830 1831 1832 1833 1834 Si rip. 1638 1674 1499 1577 2097 1838 1938 2250 2058 1887 18436 Di anni 78 12 19 8 29 15 17 21 15 51 17 184 79 6 15 11 8 26 22 13 12 10 12 135 80 7! 19 21 19 27 22 29 38 20 23 225 81 2; 13 10 10 7 1 9 7 8 12 79 82 14! 12 17 16 18 16 6 13 20 9 141 83 7| 10 10 8 6 ' 7 9 11 13 10 91 84 5 10 12 14 14 23 12 10 10 13 123 85 7 3 13 6 15 8 12 18 7 12 101 86 12 5 5 9 10 10 5 14 6 7 83 87 3 5 7 7 17 7 6 4 5 61 88 4 1 6 8 5 7 2 3 4 7 47 89 2 1 4 1 4 2 2 6 3 2 27 90 2 5 3 8 8 3 2 4 3 3 41 91 2 2 2 2 1 1 2 12 92 1 2 1 4 2 1 6 5 22 93 3 1 2 1 1 4 4 2 2 3 23 94 1 3 3 2 4 1 14 95 1 1 2 2 2 2 10 96 1 1 3 1 1 1 2 10 97 1 1 1 3 98 1 1 99 1 1 2 iOC 1 1 2 101 — , — .,_ 102 103 1 1 S onl- 1729 1805 1633 1751 2278 1995 2070 2420 2206 2029 ine aunut Soin 1 ma to lule d el dec emiio 19894 6-1 (30 so oo -§ ^3 o o o CO _H 00 ffO I» oo Ci - •! l^ >^ Ol Oi •o c^ i!' ffo ^^ — ffo cc so r^ i« I I I 2 o o © ^© 0^ — — Oi «5 o ns 01 - "^ "S J2 o .£ o C ^ « .g, 6B I*; CO ^a O 00 -r< CO tr^ i-- — C5 l^ CM — ' !.0 CI GO -^ )'^ CO t>. r— « 1 "^ ■<* O 1 ^ «* > 1 ^1 eo oo O o (?i cc o ;'5 — CI or> ^, • « o © C5 ©1 O — ^ ■<-c ^" ©T CO I- - t^ c= or fO ;^ IC y^ lO t- 1^ ©» l^ CO ^H ■^ 'M CO ^-1 o ^m -* ©1 r^ fO "^ ™r< *^ "^ ©1 ^ 1 t- n ^H oc (?T CO Ci -5* o ,^ o CO ©» lO 1 eo t- ■-^ ■rr o «r^ «£> ■>!? t^ oo ^^ ■•^ CO 00 ^ I '^ «* SO ©1 «q 50 _^ iO •^ o 1 ©1 O b- t- ^" o CO "th o to -~ ■S .H «5 S ._ U OJ S ^ 0^ CJ U > -_ — 40 — Intese queste letture I'Istltulo si rldiice in adu- nanza segreta. Si legge I'Atto verbale dell'adunanza segreta del 5 agosto, ch' e approvato e sottoscritto. Si annunziano i seguenti doni fatti ail'Istituto dopo I'adunanza del 5 agosto i85o. 1. Dalla I. R. Liiogotenenza delle Provincie Venete. Bollettino dclle Lecjgi e degli Atli del Governo della Fenezia (in ling. ital. e led.). — Puntata I. II. III. setlem- bre ed oltobrc, 1850, in 4." Jnsweise iiber den Handel von Oestcrrcich im Ver- hehr mit dem Juslandc nnd iiber den Zwischenverkehr von Ungarn und Siebenburgen mil den anderen osterrei- chischen Provinzen im Jahre 1847. — Ziisanimengesteilt von dcr Direclion dor admiiiistraliven Slalislik im k. k. Ministerium fiir Handel, Gewerbe und ofTenlliche Raulen. Achtcr Jahrgang-. Wien, 1850, in fol. idem, idem, im Jahre 1848. Ncunler Jahrgang. Wien, 1850, in fol. a. Dairi. R. Islituto Lombardo. Giornale deW I. R. Istitnto Lombardo e Biblioteca Italiana. — Fascicoli V, VI, VII. Milano, d850. 3. Dalla Direzione dell' 1. R. Istituto geologico centra- le in Vienna. Jahrbuch der kaiserlich-koniglicJien gcologischen _ 47 — Reichsanstalt, 1850. I. Jahrgang. N." I.^JannePj Februar, Marz, Wien, in 4. 4. Dalla I. R. Accademia iJi Agricoltura di Torino. Frorjramma di una esposizione di Orlicoltura. To- rino, d850. 5. Dalla Reaie Accademia medico-chirurgica di Torino. Giornale della stessa Accademia. — Punlate 10 e 50 sellembrCj 1850. 6. Dalla Sociela medico-cbirurgica di Bologna. Bullettino delle Scienze mediclie. — Fascicoli dal gennaio al luglio 4850. 7. Dal Meinbro eif. prof. Bartolammeo Bizio. Dinamica chimica. — Fasc.I. Parle I. VeneziajiSSO, un vol. in 8. 8. Dal Socio corrispondente dott. Cristoforo Negri. - Journal of the Asiatic Societij of Bengal. N.° 207, September 1849. Calcutta, 1849, in 8. 9. Dal Socio corrispondente cav. Emmanuele Cicogna. Slato di Padova e sua territorio negli anni 1552-. 1555, di Domenico dairAbaco, e Relazionedel reggimen- to di Bergamo, snstenuto net 1786-87 da Bartolommeo L. — 48 — jfjora. — Docuraeuli iiiedili piibblicali per le nozze One- sti-Piazzoiii. Venezia, ^850. 10. Dal sig. W. Haidinger cli Vienna. Bcrichte iiher die fllilhdlunrjen von Freundcn der I\'atuni)issenschaftcn in /ricn ; fjcsainmeli und hisransge- fjebcn von Wilheliii Haidinger. Jnli his Dezember ^1847, und Jahrg. 1848, 4840. Wien, 4848-50, in 8. Natnrwissenschaftlichc Jbhandlnrjen^ rjesammelt und durcli subscriplion iterausgegehcn vnn Wilhelm Haidin- ger. II und HI Bande. Wien, 1848-50, in 4. I I. Dal sig. dolt. Gaetano Ragazzoni di Milano. Le Catachjsmc nnivcrsel, par I'ab. Ca'ielan Napoleon Ragazzoni. Milan, 1850, in 8., de 46 pag. 1 2. Dal sig. dolt. Vincenzo Pinali. Sopra la contagiosita della lyiigliare. — Lellera II, di pag. 227, in 8. (F,slralla dal Giornale veneto di Scien- ze mediche), Venezia, 1850. 1 3. Dal Membro eff. dott. Giacinto Namias. Sill morbo migliare primitivo, e le criizioni migliari sintomaliche , o sccondarie. — Lellera 111, di pag. 270^ in 8. (Estralla dal Giornale venelo di Scicnze mediche). Venezia, 1850. Di una specie di atrofia della midolla spinale. — Memoria di pag, 8, in 8, (Estralla dal Giornale veneto di Scienze mediche). Venezia, i850. — 49 — 1 4. Dal Membro eff. sig. Giulio Sandri. Come ridiirre lo studio dei contagi a scienza reale. — Memoria di pag. 50, ia A. Modena, 4848. 1 5. Dal sig. Achille de Zigno. Coup d^oeil sur les terrains stratifies des Alpes Veni- tiennes^ de i6 pag. avec une pi. (aus den uaturwissen- schaftlichen Abhandlungen gesararaelt und durch Subscri- ptioa herausgegeben von W. Haidinger, IV Band, I Abth. 5. \). Wien, 4850, in 4. 1 6. Dal sig, ch. P. M. Koller direttore della Specula di Kremsmiinster. Resultate zeJinjlihrifjer auf der Sternwarte zu Krems- miinster angestellter Beohachtungen iiber die Feuchtig keits-Verhliltnisse unserer JtmosphdrCj von P. M. Koller. Linz, 4843, in 8. (62 S.) 1 7 . Dal sig. dott. Abramo Massalongo. Schizzo geognostico sulla valle del Progno o Torren- te d^Illasi, con un saggio sopra la Flora primordiale del Bolca. Verona, 4850, di pag, 78, in 8. II M. E, prof, de Visiani presenta il dono di una coUezione di conchiglie, che il naturalista Veronese nob. de Campo offre all' I. R. Istituto. Questo accoglie il dono e dispone che la offerta collezioue sia collocata nel sue gabinetto di Storia na= Fol. IL Serie II. 7 — 50 — luiale, f ne siaiio rcndiile Ic ilchilc t^razie al do- nah )rc. II Segrelario, unilorniaiulosi agli ordini derivali dalla I. R. Luogotenenzaj presenla il Conto Preventi- vo compcndlosamcntc compilato delle spesc da incon- Irarsi nell'anno accademico i85()-i85i. L'l. R. Isli- tul(», dopo i conveaicull esami, lo approva c dispone che sia, in via eccezionalc, dalla Presideuza rassegnalo alia prcfata I, R. Luogolenenza e che sia da qucsta invocato I'assegnamento dei fondi, del quali si lia ur- gente bisogno per riordinarc i gabinetli c per conti- nuarc le pubblicazioni colla slanipa. 11 Segrelario, dictro invito del Presidcnte, rcn- de conlo dcllo stale in cui si trovano le pubblicazioni anzideltc, e la conosccre che lurono dalla Segretcria con- dolti a {ermine i lavoii preliminari necessarii per con}- piere le pubblicazioni cosi dclla prima che della secon- da scrie j e conchiude che, ultimata che sia I'opcra nice- canica della stampa, 11. R. Isliluto avra i suoi Atti in- leri ed ordinati dalfepoca della sua fondazione fino al presente, L'Istitulo accoglie questo annunzio colle piti benevole dimostrazioni di aggradimento. In pari tempo il Segrelario propone alcuui provvedimenti che a suo avviso sono necessarii affinche 1' opera divisata proceda con maggior regolarila e soUecitudine: le quali proposle sono ad unnnimita approvate ilall'Istituto — si- ll Segrelario comunica una lellera ricevuta dal sig. Achille Comptc redaltorc dell'Appeiiclice del Gior- nalc di Parigi intitolalo : La Palrie^ con cui domanda la cooperazione dell' I. R. Islituto per uua Rivisfa dei lavori di tulte le societa scientificlie d'Europa, die il Giornale medcsimo intende d'islituire. LI. R. Isti- tuto dispone che innanzi lutto s'interpelli la I. R. Luogotenenza se nel Regno Lornbardo-Veneto la cir- colazione dell'indicato Giornale sia permessa, riservan- dosi di deliberare poscia sul niodo di rispondere e di soddisfarc alia ricerca del sig. Compte. Essendo raancato a' vivi I'lnscrvienle Anlonio Martini, 1' Istituto approva die sia il servigio provvi- soriainenle esercilato dal gia assnnto Domenico Dare, riservando a tempo opportnno Tapertura del regolare concorso. . Si comunica un decreto con cui la I. R. Luogo- teuza, facendo un distinto encomio del lavoro eseguilo dall' Istituto intorno alia pellagra , e riservandosi di comunicare ad esso quelle ultcriori notizie che sopra tale argomento si ottenessero dalle R. Delegazioni Provinciali, eccita 1' Istituto medesimo ad csaminare sc possa esser diffusa una Istruzione popolare, affine di insinuare nei villici lacili principii di polizia sanitaria, acconci a preservaili da morbo si grave. Su cio 1' Isli- tuto delibera che si applichera al proposto esame — S2 — quantlo gli verranno fornite le promessc nlleriori in- formazioni. II Segretario presenta all' Istituto una serie di decreli coi quali: i.° viene annunziata la sostituzione nella dirczione della Luogotenenza del cav. Toggen- burg al sig. bar. Puchncr ; 2,.° vengono comuuicate alcune norme relative aH'assegnamento delle pensioni alle vedove cd orfani d'impiegati ed al pagamento delle tasse pel conferimento degl' impieghi ^ 3." viene significata la ordinata restiluzione all' Istituto del tor- chio idraulico die gli appartiene-, l\P viene approva- ta la nomina dei due S. C. dott. Angelo Minich ed Antonio Galvani 5 5.° vengono finalraente partecipate le disposizioni imparlitc sulle domande avanzate dal- r ingegn, Angelo Milesi ed assoggeltate dall'Istituto alia I. R. Luogotenenza. Si trattano altri aJOfari inlerni, dopo di che I'adu- nanza si sciogKe. ADUNAKZA DEL GIORNO 29 DECEMBRE 1850. Si legge I'Atto verbale dell'adunanza 2,4 novem- bre.^ che viene approvato e soltoscrilto. II M. E. Bizio legge una Memoria : Intorno ad alciini fenomeni manife statist nello studiare la dimor- fia del cloruro rameico cimentato con altri cloriiri. L'Autore raramenta da prima cora^ egli sette an- ni dianzi facesse conoscere a' chimici la dimorfia del predetto sale rameico. Di qua ne venne ch' egli, con- dotto dal nuovo suo modb di vedere la soluzione la quale, secondo lui, si risolve in una svaporazione del corpo che si scioglie deutro un mezzo che e il sol- vente in cui le molecole quinci rendute elastiche si librano, estimo la dimorfia del cloruro rameico venire — 5/1. — Ja una raaggiore o minore comprcssione Jelle luulo- cole del sale, onde lornano in color vcrde se plii com prcsse, in azzurro sc piu dilafalc. Portato in qiiesta opinionc da alcuni latli spcri- mcntali, si diede con ropera ad estenderli per avvalo- rare viemmaggiormenle la ragione di codesta speciale allitudine del sale. Piglio la soluzione diluifa azzurra del cloruro immcico, e scioltovi a saturazione quando il cloruro sodico, quando il cloruro amnionico, e quan- do il cloruro baritico, trovo in ogni cimento apparire il color verde, proprio della soluzione abbastanza sa- tura. Non cosi col cloruro mercurico o sublimato cor- vosivo, con chc la soluzione si mantiene azzurra. Venuto in qucsic sue spcricnzc ad avcrc nel mc- desirao tempo piu cloruri diversi sciolti nello stesso liquido, ando col pensiero alia gagliarda forza solventc del cloruro amnionico, e si fece a credere che a met- tcrvelo per ultimo, col suo lorte puntare e iarsi lar- go , avrcbbe bastato a dargli separate qualcuno dei cloruri sciolti. Come diviso cosi avvenne j c in opera del delto sale ebbe in piu modi separato e cristalliz- '-cato il cloruro rameico ammonico formato. Avendo poi messo inano al cloruro barilicu, e quindi al mercurico, n'cbbe, per solo cftelto diuamico, la precipitazione del cloruro mercurioso. Successo che prosegu) di lal maniera, che a feltrare e a sciogliere ileratamente nuovo cloruro baritico dove era anco- ra un avanzo di cloruro mercurico, ginnse al finale ri- _ 55 — sullamenlo di risolverc tulto il menlovalo cloruro nci cloruro Inferiore. Ora, posciache in quesla sperienza avessc quivi in soluzione un'abbondevole copia di cloruro baritico, inise n)ano al cloruro ammonicOj e, colla sua grande tendenza a sciogliersi, vide obbligato il prinio cloruro a separarsi in forma perfettamente cristallina. Questi ultimi risultamenti gli pajono meri- tevoli di attenzioue e di studio, e principalmenle la trasformazione del cloruro mcrcurico nel cloruro infe- riore per vederne meglio il modo dell' avvenimenlo. Promette inoltre di farsi coll' esperienza a indagare I'azione vicendevole dei sali sciolli spellanti alio stcsso geuere, ma non tanlo agevoli quaato sono i cloruri a coslituirsi in sali doppii. Poscia il S. C. dolt. Zambra leggc un'altra Me- moria intitolata ; Proposta di lui ajuLo alio studio del- le scienze fisiche. L' ordine che e proprio delle cose create e le compone tulte quante ad unita rende possibile in se stessa una scienza generale della natura, ma le uostre c^gnizioni circa la natura, essendo incomplete, non si lasc iano subordinarc ad un solo principio , donde la moltiplicila delle scienze naturali. Se pei limiti della nostra capacita c per le differenze native delle nostrc attitudini giova alio studio che le scienze slano distin- tc Tuna daH'allra, come giova all'iudustria la divisio- ne dei lavori , non e giusto pero che si riducano le — &6 — scienze a vivere alia spartita, rompendo i molli vin- coli die le stringono insieme. Ad impedire i daoni di queslo divorzio, ed a favorire le alleanze a cui le di- verse discipline fisiche sono pure condolte per la for- za della realta dal loro medesimo progresso indivi- duale, I'Autore reputa opportunissirna una catledra apposita nelle universita, la quale, per I'ufficio suo di sintesij e tauto pin a desiderarsl quaute piu sono le cattedre che I'analisi viene divisaudo a pro degli stu- dii. Egli espoue quale potrebbe essere, a suo avviso, il programma di quesla cattedra di filosofia naturale. Nelle scienze naturali e da considerare il meto- do e la materia degli studii : di qui una divisione del lialtalo in due parli. La prima dimostra ed illustra il metodo gene- rale degli studii posilivi, nel quale si distinguono tre stadii : il primo, dei fenomeni e delie loro leggi j il se- condo, delle spiegazioni ossia dellc cause j il terzo, del- ie teorie 5 se non che talvolta il genio trasvola da po- che verita complesse ad ideare teorie e cause e leggi che poi si trovano coniormi al vero. L'AulorCj entrando nel tempio della scienza per seguitarvi il metodo ne' suoi tre stadii, saluta in sul- la soglla il dubbio che di la proclama il dirilto di li- bero esame e insieme il dovere di nulla accogliere senza esame. Quindi procede raccogliendo gli avvisi cardinali del metodo, e studiandosi di comprendere lo spirito dellc sue leggi. — 57 - Nel primo stadio locca le norme della osserva- zione e dello esperimento onde raccogliere ed ordi- nare i fenotneni e scoprirne le leggi. jNel secondo stadio dichiara come si pervenga alle spiegaziorii, e si ferma alquanto a difendere con- tro Je opposizioni di certi empirici il buon uso delle ipolesi anche nella ricerca delle cause. E piu difficile scopr're che verificare, e il grande servigio delle ipo- tesi lic'llo studio della natura e appunto di condurre alle scoperte per la via delle verificazioni. Perche ri- fiulare un tale servigio quando sulla via direlta delle scoperte si e giunti ad un oslacolo insuperabile ? Nel terzo stadio dimostra come una teoria, as- sunte le cause trovate, ne svolga razionalmente le con- seguenze, e connetta per una maniera di creazione mentale tutti i fenoraeni che ci fecero scala a raggiun- gere ii suo principio. E solamente per la via delle conseguenze che ci e possibile di ottenere le dimo- strazioni necessarie, e pero solamente le teorie pos- sono condurci a quella certezza a cui e dato nella fi- losofia naturale di arrivare. E qui TAutore osserva che, se I'uomo raggiunge in qualche parte una certez- za, e sempre per un magistero simile alia creazione, o si tratti di scienze speculative, come le raatemati- che, o si tratti di scienze naturali. Iddio che disse: facciamo V uomo a nostra immagine e somighanza, ha voluto che I'uomo, nell' acquistare una cognizione certa anche di cose esistenti, imiti quell' atto con che Fol. II. Serie U. — 58 — Egli stesso le ("a. Ma I'opera delle teorle iiou coinin- cia die dopo esaminati i lenouieui e definile le loro leggi, e clii vuol desumere la spiegazione della natura imtiiedialaiDente dai principii astratti delta ragione e irragionevole , perche 1' ordine del mondo materiale nella sua posizione rion e una logica necessila. Ecco formata uei tre periodi suddetli la sclenza; xna la scienza e viva e si migliora e cresce di conti- nuo. Gli alii del vivere suo si possono ripartire sotto tre capi, giacche essa o depura e deGnisce ineglio i particolari gia noli, o Irova fenomeni nnovi , o racco- glie i ienonieni soUo vediile teoreliche nuove. Circa i modi svariatissiini die la sdenza liene in quesle tre sorla di alii TAufore si restringe a due nole, I'uua sui I'enomeni nuovi, Taltra sulle vedule teoreliche. La prima dice die se qualche volla i fenomeni nuovi si presenlano come per caso alia osservazione, le molle volte vengono provocali colle esperienze dal filosofo, per verificare una congellura ch" ei fa colla fidanza di colpire uel segno. Le meditazioni lunghe proionde, gli slanci repentini die porlano lo spirito a queste prove non si narrano ; sono i tremili assidui, sono i guizzi della favilla che Dio spiro ndfuomo col suo alilo immortalc. Bensi e lecito cogliere qualche estrinseco niodo che lo spirito mostra in queste ope- re degne della origine sua. Talvolta , per dime uno, si vola dalla considerazione di alcuni fatti reali a im- maginare fatti che sono in certa guisa reciproci di — 39 — quelli. Pare die lo spirifo, come per plalonica remi- niscenza, sia consclo di iina cotal legge che puo chia- marsi della reciprocaaza dei fenomeni. Forse e un senso intimo generate in noi dalla grande legge mec- canica die ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria, il quale senso pero molte Gate tra- scende i limiti di quesia legge. Di cio I'Autore addu- ce diversi esempi tratti dalla sloria delle scienze, Ecco in breve la nota sulle osservazioni teoreti- clie. Quando stanno raccolti dinnanzi alia mente mol- ti falti, die a qualclie segno mostrano di essere in re- lazione tra di loro , il filosofo si assume di formare una (eoria che li comprenda tutti. Allora il genio puo con una sintesi prodigiosa elevarsi a tali concetti die hanno il prezzo di, un pensiero di Dio. L'arte rapita anch'essa nel sublime e falta una lirica ispirazione, e solo dopo compiuta la fervida opra e ricuperata la cal- nia, puo destare la reminiscenza di qualclie suo avvi- so. L'Autore registra uno di questi avvisi a cagion^ di esempio ed e : che i lenomeni reciproci , cioe tali che I'uuo possa proniovere 1' altro e questo dal canto sno possa promovere il primo , quail sono le correnti elettriche e il magnetisnio , si devono attribuire ad uno stesso ageiite •, e lo dimoslia con certe considera- zioni che probabilmente sono quelle che condussero I'Ampere a riferire i fenomeni magnetici ad una ori- gine del tulto eleltrica, immaginando T azione mutua delle correnti, verificata poi dalla esperienza che quel — 60 — . , Genio arditissliiKj si aveva fallii aiicella e si traeva die- !ro a riniorcliio. Nell'insegnajuento clie TAutore propone, ciasche- duna delle operazioni del metodo viiol essere dichia- rata e sancila dagli esempi Irascelli opportunarnente nelle diverse discipline. Cosi le verila di ragione e le verila di fatto si trovcranno inlrecciate uaturalmente insieme, rischiarate di luce scambievole, forli le une delle altre; e le scienze, comunque si vogliano distin- te, saranno collegate e condotle ad agire le une sulle allre la nierce del metodo. Finalmente, a meglio conoscere la natura di tali osservazioni per fame buon uso, giovera meditare un poco sopra le facolta colle quali si compiono. E que- sta meditazione indirizzera alia mela piu elevala della scienza che e hi certezza, giacclie la critica delle facol- la conoscilive e del loro uso e la via che conduce ad una dimoslrazione I'ondamentale della verila. La seconda parte del trattafo riguarda la materia delle diverse scienze natnrali ed e il quadro del Cosmos, dove si vede che le scienze , non solo hanno contigui i loro campi e fecondati dalle medesime ve- ne, ma tengono gia assai campi in comune e fanno a gara per accrescere la polenza delle arti. ]\e qui I'ope- ra sia puramente descrittiva, ma entri col suo spirito conciliatore nella via delle ricerche , avvisi i sussidii pronti che le scienze possono ricambiare per avven- — 61 — tura tra di loro e colle arti, regga ed avvalori gli atti di ciascheduua disciplina con ordine e modo. onde si erei un accordo di tutte a rendere piu eletto e profit- tevole il tesoro della saplenza. Nel quadrd del Cosmos abbiano luogo anche i fasti della industria, la quale, se per un aspetto e una conquista della intelligenza sulla materia, per uu altro e un ossequio che I'uomo rende alia potenze della na- tura. Disegnando sul quadro del Cosmos il regno del- Fart e, ci crescera I'animo a dargli piu ampia distesa, e forse che occorrano alio sguardo certe vicinanze , certe facili vie, certe corrispondenze che facciano in- vito a propagarne i confini. Nella contemplazione di questa triade: natura, scienza ed arte, il nostro pensiero che ama di tutto rannodare interroga: e ella possibile una scienza del- I'arle della natura ? e una notizia dell' arte della natu- ra non sara per giovare all' arte dell'uomo ? Questa non e in sosfanza che T antica queslione delle cause finali. L'Autore dimostra che le cause finali hanno real- ta, s' egli e vero che in questa epopea dell' universe c' e un ordine qualunque siasi, ed a provare che non dobbiamo lasciare la speranza di scoprirle ricorda i passi che diedero gia fehcemente nella nobile carriera Tolomeo, Fermat, Maupertuis, Leibniz, Eulero. InGne accenna le caulele da aversi in questo genere di ri- cerche. L'Autore riassume cosi la sua proposta: « una cat- — 62 — ledra da ciii si dichlari e si amplii il metodo die for- ma la prosperita delle scienze naturali , una calledra da cui si mostrino come in un quadro le conquiste di questo metodo, e la quale diventi Taltare delle conci- liazioni e delle alleanze scientiGche. Da questa catte- dra avremo non solo istruzione dell'iugegno ma edu- cazione dell'animo, ove si rappresentino le scienze insieme unite al pari delle virtu , e le nostre facolta e tutti gli oggetti sotto le forme dell'ordine e della bellezza, della bellezza die, come dice 1' illustre Ve- nanzio, « e pure la potenza da Dio posta nel raondo per governare la umana moralita. ^■> II M. E. prof. Santini previene I'lstituto die nel giorno seguente fara una comunicazione intorno ad un pianeta scoperto recentemente in Napoli dal sig. de Gasparis ed appellalo Egeria, nouche intorno ad alcune osservazioni faftesi nell Osservatorio di Padova rispetto all' altro pianeta Vitloria. Finalmente il M. E. prof. Menin annunzia un'o- pera pubblicata in Napoli dal sig. Antonio Bresciani, nella quale I'Autore riconosce un'analogia tra i Nuru- ghes di Sardegna ed i monumenti deirAmerica Centra- le. II prof. Menin e di avviso pero die il Bresciani, trovando pari analogia anclie con moltiplici altri mo- numenti, nulla stabilisca di probabile intorno a quelli dell'America. — 65 — Dopo cio 1 Istituto si riduce in adunauza segrela. Si legge I'Atto veibale deiradunanza segreta del 2 4 novenibre, che e approvato e solloscritto. II Presidenle legge un dispaccio con cui 1' I. R. Luogotenenza comunica all'Islituto alcune massime ed alcune islruzioni da seguirsi in cio che riguarda alia malatlia del Cholera, e chiede che 1' Istituto uie- desimo diriga in conformita ad esse i propri studj ed eseguisca alcuni relativi lavori. Su questo argomento sorge una discussione, dietro la quale I'l. R. Istituto delibera di nominar una Cominissione che faccia sog- getto de' propri studj le disposizioni e le ricerche con- tenute nel dispaccio indicate. Si eleggono a comporre questa Commissione i M. E, dott. Namias, prof, de Yisiani e dott. Nardo j e si da facolta agli eletti di as- sociarsi alcun altro valente medico. Dopo di che i'adunanza si scioglie. \DUNA1NZA DEL GIORNO oO DECEMBRE 1850. ' t I-!' :■ *• Si legge I'Atto verbale dell'adunanza del aS no- vembre, ch'e approvato e soltoscritto. II M. E. prof. Menia legge il seguito della Me- moria del dott. Fusinieri : Sulla influenza del segni nella Jormazione delle idee , di cui 1' Autore aveva lelto la prima parte nell' adunauza del 4 agosto p„ p. In essa egli avea particolarmente inteso a chiarire il fctto della coscienza, e la intrinseca importanza di essa a sparger luce sulla origine delle sensazioni e sul- la esatta corrispondenza tra questa e gli oggetti este- riori, a determinare la natura delle idee, e sopra tut- to a bene stabilire il fatto da altri prima non osserva- to, che le idee particolari sono idee simbolicbe. Ad esprimere le quali vi sono due specie di simboli: le yol. II. Sene II. 9 — (50 — figure geomefrlche ed i segul arbitrarj. Quesla prima parte si componeva di tre capi •, nella seconda TAuto- re si propose di sviluppare il siio inlcro sislema, espo- nendo le sue dottrine sulle varie maniere dei segni, e sulle loro applicazioni, ed aggiungendo quanto era me- stieri per illusf.rare la condizione propria dell' anima iimana e il processo delle sue operazioni. E cio appun- to egli fece in questa seconda Menioria che e costilui- ta dai Capi IV, V e VI del Trattato. Dei quali nel IV il dott. Fusinieri parla della origioe e della natura dei giudiz] e dei ragiouamenti dell'uomo •, nel V del- I'arte caratteristica e nel VI della immorlalita dell'ani- ma ^ per tal modo estendendo gli esami e gli studj a tutte le parti deli'argomento, e compiendone la trat- tazione. Quindi il Vice-Presidente cav. Santini , secondo il cenno ialto il giorno innanzi, fa la seguente Comii- nicaz-ioiie intorno al pianeta nuovamente scoperto in Napoli, appellato Egeria, seguita dalle osservazio- ni del pianeta Vittoria fatte in Padova. II chiarissimo cd infalicabile aslronoiuo sig:. Aiinibale lie Gasparis, scuoprilorc dei due piccolissimi piaiieli hjea Partenope ne aggiunse un tcrzo alia gia ricca lauiiglia csistente fra Marte e Giove nella sera del 2 novembre trascorso, cni gli Astroiiomi Napoletani opportuiianiente appellarono Egeria. Ycnne annunziato toslo agli astroiio- mi inedianle una circolare a slarapa del giorno 1 i no- --, 07 — \embre tlal sig. del Re, direttore interinale dell' Osserva- lorio Partenopeo, la quale eoiitcneva le prime osserva- zioni fino al giorno 10, e lo aniiunziava splendente come Stella di J), a 10. grandezza. Colla scoita di quesle osservazioni , die ci giunsero un poco lardi, contrariati anche dalla stagione variabile, non giungemmo a riconoscerlo nel nostro Osservatorio; ma avendone ricevulo dalla gentilezza dello slesso scopri- torc, raediante lettera datata da Napoli ai 5 dicembre, le posteriori osservazioni fino al giorno 26 novembre, im- peguai 11 mio collega, sig. Treltenero, calcolatore molto diligente, a dediirne gli dementi col metodo ormai nolis- simo del sig. cons. Gauss. Dalle osservazioni di Napoli, che qui riferiamo, trascelse quelle dei 3, 15, 26 novembre, e riducendole al piano deirecclitlica,lrasportando anche i tempi osservati in Napoli al meridiauo di Berlino, fornio i seguenli dati pel calcolo deH'orbita. 1850 T. medio di Berlino Long, georeiilrica di Egeria Sua Latit. geocenlrica. Novembre 3,30437 30°.57.16",4 — 4°. 3'.40",8 15,31934 28.13.53, — 2.57.25, 7 26,31588 2G. 25. 26, 2 — 1.19.50, 3 Prendendo le posizioni della Terra dalle Effemeridi di Berlino, giunse ai seguenli dementi, che devono pero riguardarsi come una prima approssimazione , non aveu- dosi avuto alcun riguardo ne alia paralasse del pianela, ne all'aberrazione della luce. LoDgltudine del perielio del nodo . Inelinazlone aU'ecclitlica Ansolo di eccentricita . • 9 — Log. seniiasse inaggiore log. a -zz. Moto diurno medio . . . /* n Anom. media, a Novembre ) pel meridiano di Berlino ^ — 68 — . ^ — 413°. 9'.43",0 . « — 43. 40. A\ . i ~ 45. 48. 47, 6 6. 56. 26, 7 0,4139978 849" ,20 ',0) dair Kquin. , 9^ vero. 293».57'.29",0 Questi dementi rappresentano I'osscrvazione di mez- zo al modo segucnte; in longit. Calc. — Oss. =i -»- 0",5 in lalitud = — 9" ,9 Coll'aiuto di una prccola efTcmeride calcolata median- te questi element! , giiingemmo ad osservarlo nelle sere 26 — 27 dicembre, essendo purissimo il ciclo. Esso e diffi- cile a vedersi; per la debolezza della sua luce, non vede- si che ad intervalli. Altualmente e divenuto diretto, di relrogrado che Irovarasi al momento della sua scoperta, e pcriche allontanasi ora sempre piii dalla terra, difficil- menle potra continuarsene le osservazioni, senza I'uso di grandi cannocchiali. Le osservazioni fatte dal sig. Tref- tenero sono le scsfuenti. T. medio in Padova An. _ ,. Numero dei Declmazione confronti 26 Dicembre 27 Dicembre 9>'.48'.21",7 6. 46. 23, 8 23''.28'. 6" 23.31. 10,5 4-ir.32'.21",4 11. 38.22, 1 — 69 — Corjfrontaiido queste osservazioni colla cflemeride sopra citata, si ottengono lo seguonli difTerenze: 26 in AR. Eir. 27 Oss. =: 4- 5',4 in declin. -f- 4','-i + 5,2 . . . +4,0 Donde si fa nianifeslo, che sel^bene siano prossimi al vero, tutlavia abbisognano di una nuova correzione, che puo ora intraprendersi con spcranza di buon succcsso. Terniiniamo qiiesta breve comnnicazione col lifcrire le osservazoni falte in Napoli , delle qnali abbiamo sopra parlato, e quelle del nuovo pianeta Fittoria scoperto in Inghillerra dal sig. Hind nello scorso oltobre fatte dal sig. Treltenero nell'Osservatorio di Padova. Osservazioni dd nuovo pianeta Egeria fattc in Pfapoli all'Osservatorio di Capo di Monte dal sig. Annibale de Gasparis. 1850 T. Medio di AR. apparente Declin. Napoli di Egeria apparente Novembre 2 7> 3'. 6",5 30".31'.49",9 -|-7°.58'.55",0 3 7. 21.41, 4 30.14. 58, 3 8 0. 18, 5 4 7. 37. 4, 29. 58. 20, 5 8. 1. 58, 8 5 7. 21. 6, 6 29. 42. 25, 3 8. 3.33, 8 7 7. 39. 6, 6 29. 9. 38, 2 8. 6. 58, 9 8 8. 5.19, 9 28. 53. 52, 2 8. 8 58, 5 9 10. 30.34, 4 28. 36. 32, 5 8. 10. 51, 7 10 7. 54.56, 28. 22. 54, 5 8. 12. 44, 7 ■ 15 7. 43.15, 9 27.10. 6, 5 8. 2',. '1, 6 1G 8. 7. 18, 3 26. 56. 28, 8. 26. .50, 8 . 21 9. 30. 30, 2 25.52.17, 7 8. 41.13, 1 22 7. 51.10, 6 25.41. 46, 5 8. 43. .n.5, 3 26 7. 38. 16, 5 24. 59. 39, 4-8. 47. 45, 6 — 70 — Ossenmzioni del nnovo pianeta Villoiio falte neirOsser- vatorio di Padova dal sig. Trellcnero, correlle dalla rifrazione e dalla paralasse. :\ 1850 T. tnpilio ill Padova .-VR. .li Viltoria Declinazioiie Numoro dei confront i Dicembre 2 8t.49.22",7 330". 2.-54",3 '. 4-4''.34'.47",2 3 3 8. 52. 37, 4 356. 17. 47, 9 4. 35. 22, 5 3 6 6. 59. 28, 3 357. 2. 50, 4 4. 37. 45, 9 3 8 8. 33. 29, 7 357.36.11, 7 4.40. 16, 4 3 9 9. 38. 41,1 357. 53. 28, 8 4-4. 41.53, 2 2 Essendo poi divenuto sommamcnte debole , non po- terono continuarscne le osservazioni al cannocchiale del- la macchina paralattica, die, coiniinqiie chiarissimo, non comporta che ua piccolo ingrandimento, avendo soltanto oO poUici di distanza focalc. Dopo cio I'Islltuto si riduce in atlunanza se- greta. Si legge I'Alto verbale dell'adiiDanza segreta del giorno 2 5 novembre, ch'e approvato e sotloscritto. Si annunziano i seguenti doni fatli all'Islituto. 1. Dall'I. R. Luogotenenza dclle Provincie Venete. Bnllettino dclle Leggi e degli Jtti del Governo dclln — 71 — fenezia, ( ilal. ted.). — Punlata IV. fiuo al 27 uovembre 1850. ' ; . ,;^,;_ . 2. Dall' I. R. Accademia tli Belle Arti in Venezia. Jtli deW I. R. Jccadamia di Belle Arti per I' anno J 850. — Eseniplari n. 24, 3. Dal Socio corrispondenfe cav. Emmanuele Cicogna. Di alcuni Scritli pnhhlicati da Emmanuele Antonio Cicogna veneziano dalV anno 1808 al 1850. Venezia 1850, di pag-. 48, in 8. 3. Dal sig. cav. Oreste Brizzi di Arezzo. Le Bande Garibaldiane a S. Marino. — Racconto slorico. Arezzo 1850, di pag. 40, in 8. 4- Dal sig. CO. Girolamo Dandolo. / Alcune parole al IJoijd di Vienna ed ai snoi corrispon- dentij inserite nei n. 08, G9, 70 del Giornale Lomhardo- Feneto. Venezia, 1850. 5. Dal sig. prof. Pietro Magrini. La Geometria delta Riga , owero snlle proprieta ed applicazioni delle traversali rettilinee. — Trallato ele- inentare, di pag. iiO J in 8., con una tavola. Venezia, 1851. , - Mediante schede segrete si nominano i Coramis- sarj cbe esarainar devono le Memorie presentale il giorno inuanzi dal M. E. Fusinieri o dal Socio corri- spondcnte Zanibra. II M. E. prof. Zantedeschi, qual relatore della Comniissioire per la BIblioteca deH'Islituto, legge un rapporto con cui indica e duinnnda alcuni provvedi- raenti die si reputano necessarii per riordinare in ogni sua parte la Biblioteca medesima. L'Istituto ammette in niassima le proposte ed incarica della esecaz;ione la Presidenza, la quale si riserva di fare alcune ricerche su tal materia. II Presidente rappresenfa la opportunita di proce- dere alle proposizioni per le nomine stabili agli uffizj vacant! dell'lstitulo, e pone la questione se convenga o no interpellare previamente 1' I. R. Luogotenenza; e per meglio chiarire i dubbj egli legge il decreto con cui nel maggio i85o venne ripristinato I'lstituto. Na- sce dopo cio una discussione, ed infine la questione e posla ai voti, e la pluralita decide die la accennata interpellazione non sia necessaria. In conseguenza di cio si delibera die, uelle let- tere d' invito da diraraarsi ai M. E. per le adunanze del vegnente gennajo, fra gli aflari da trattarsi sia pure annunziata la nomina di tutla la Presidenza , sebbene da taluno si faccia la osservazione die dalle caridie vacanti si deve escludere quella di Presidente, coperta
  • so- speso, la ccssazionc dclle fuDzioni del Pjcsidonlc nel — 80 - prefato cav. Racchetti iiori potrebbe proveiiiie die da un ordine espresso di S. M. dalla quale provenae la noraina di lui ; che in consegiienza di tultocio nella sisteuiazione degli ufficii die si sta operando egli non fa die passare dall'esercizio provvisorio delle funzioni di Presidente all' esercizio ordinario j considerando, si disse, tultocio, I'Istituto concluse die non si possa al presente procedere alia nomina del Presidente. Presa la quale deliberazione, si passo prima per ischede e poscia per volazione alia formazione delle Terne per la nomina del Vice-Presidente, del Segretario e del Vice-Segretario. Le quali Terne dispose poi 1' Istituto che fossero rassegnate aH'Autorita superiore e che fos- sero sopra di esse invocate le Sovrane Risoluzioni. Dopo cio I'adunanza si scioglie. Adumnza del giorno 20 geinivaio 1851. Si legge I'Atto veibale dell'adunanza del 3o di- cembre t85o, ch'e approvato e soltoscrilto. II M. E. ingegn. Casoni legge una Memoria: 60- pra itn singolare apparecchio di fondazione scoperto nella occasione die fit disfatla uii' antica Torre in Venczia. L' ingegn. Casoni s' apre slrada alia trattazione dell'assunto argomento, invocando a proprio sostegno una esortazione dell' illustre Cassiodoro che riguarda la convenienza di non lasciar cadere nell'obblio i pri- schi monumenti, le antiche costruzioni, quando il ri- levarli puo tornare a pubblico decoro ed a coraune utilita, 6 coll' appoggio di quel voto vuole giustiBcare Vol. II. Scrie 11. 11 lo scopo della Memoria, mercecclie egli aj)puulo la credo atta per servire ad istruzione ed a norma dcgli odierni edificatori. Tocca dapprima delle vicende avvenute durante il teste decorso periodo di 5o anni a raoltissimi anli- chi ediGzli in Venezia , alcuni de' quali furono denio- liti altri ridotti perche servano ad usi afTatto contra- rii alia primiera loro destinazione, ed altri ancora ia- nalzati al vecchio sito dei primi, ciocche gli ha fornilo le occasioni di vedere e di esaniinare gli apparati sol- terrauei che qui usavansl dagli anlichi nostri costrut- tori per dar base a que' fabbricati. Soggiunge che la base fondamenlale della torre o campanile che appar- teneva alia chiesa di S. Agnese ha piu di tutte fissala la sua attenzione, per cui quel congegno e quel solter- raneo apparato imprendeva a descrivere. E dapprima porge alcune notizie storiche di quel- la Chiesa che venne la prima volta fondaia nel XI se- colo'j dice che un grande incendio avvenuto nel i io5 a danno di gran parte della citla, comprese nella di- struzione anco la chiesa stessa di sant' Agnese •, con- tinua ad accenuare come, poco dopo V accadulo disa- stro, venne ricdiGcata, e piu lardi cioe nel iSai con- sacrata coll' intervento di tre vescovi delegati da Ja- copo Alberlini vescovo Castellano, e si conduce cosi a determinare la eta della torre, che venne innalzala contemporaneamente alia chiesa, cioe al principiare del XII secolo, alia quale eta la dicevano apparlcnere anco — Ho- le Ibrme sue, le secche decorazioni, la doppia curva delle armille appuntite alia cella delle catnpane, e quel- le ahre tracciecaratteristiche di cui si ha qualche esem- pio nell' antica Torre di S. Angelo, delineata suUa Pianla cosaioramica di Venezia attribtiita ad Alberto Durero, e nell'altra torre a saiito Barnaba che ancora sussiste. , I/Autore ricorda che la demolizione della torre avvenne negli anni decorsi , ma che lo scoprimeiito della base si e operato nel dicembre i838 a cura di due nostri intelligenti artieri. E qui I'ingegn. Casoni si fa a descrivere per detta- glio quanto ha sul luogo rilevato; dice che alia profon- dita di iiietri 4, centinietri 30, sotto il selciato atluale della strada corrispondentemente a metri 3 centime- Iri 1 o sotto airorizzontale di comune alta marea, esi- steva un telajo composto di 8 legni di querela rovere, grossi cadauno 26 centimetri, disposti in maniera che mentre quattro di essi legni costituivano un grande quadrato di metri 8 e centimetri 5o di lato, gli altri quattro legni lo dividevano in nove minori quadrati ; le incrociature erano fra loi^o combinate , come suol dirsi in arte, a mezza morsa, e Ctte con grossi chiodi di ferro a testa quadrata. Di queste nove parti, una, cioe quella del centro, era inofficiosa ; le altre otto, che sostener dovevano il peso della torre, erano stipate di piccoli pali di legno dolce abete e salice, conficcati nel lango, niente piu lunghi di un njetro e grossi da 8 a — 84 — I o cenlimetri, Ic cui teslate si Irovaiono a perft'Ho livello colla superficie del ripetulo telaio. A queslo prirao apparato era soprapposto un suolo di madrieri o grossi tavoloni od ascie di rove- re, larghi da 35 a 4© centiinelri, i quali toccavano il telaio interno egualmente che 1' esterno, e quindi con tutla la loro lunghezza di metri a cenliixjetri 85 si di- slendevano e riposavano esattaniente fanto sui fdari dell'intelajatura, quanto sulle testate dei piccoli pali, che , come accennavasi , erano con quello alio stes- so livello: anclie questo suolo trovavasi conficcato ai telai con grossi chiodi di ferro. Stava al dlsopra del suolo di madrieri uno strato conlinuo di legni rovere, grossi centimetri 26, posti fra loro a perfetto conlatto, colle teste unite e reciproca- mente combaciate sulla direzione delle diagonali della base ovvero del soltoposto telaio. A questo punto co- minciava la massa murale, costituita di grossi sassi re- golari paralellopipedi di pietra d'Istria, cementati con malta. Quesla muralura coodotta con scarpata interna ed estei'na innalzavasi lino a metri 3.i5 dal telaio, al qual punto succedevano due regoloni o filari egual- mente di pietra d'Istria, alti insieme metri i centime- tri 1 o ,• il cui lembo superiore stava in linea col laslri- cato della pubblica strada. Continuava poscia e s'innal- zava la canna della Torre con niuraglie di mattoni cotti. E qui TAutorc espone che gli accennati rilievi e quelle alfre indicazioni le quali andra in seguito ricor- — So — * (lando, meritino dl essere considerati in quanlo pos- sano interessare direttamente la scienza ed in quanlo valgano a fornire istruzione ed avvediraenli all' uomo dell' arte, al pratico archilettore. In quauto al prime assunlo , 1' ingegn. Casoni trae argomento a nuove ponderazioni sul tante volte osservato fenomeno del progressivo apparente innal- zamento del mare in alcune regioni del globo e sul- Tapparenfe abbassamenio in alcune altre, e dopo aver esposto il proprio parere rigiiardo alle cause di tali fenomeni, fra cui annovera la rolazione del globo, la evaporazione cli' e massima all' equatore , e che va mano a mauo decrescendo quasi in ragione inversa delle latitudini, entrambi cause efGcaci e che forse contribuir possono a giustlficare le emersioni de'con- tinenti verso i poli, e le contrarie depression! verso le zone equatoriali , osserva che tali vicende di alza- menti od abbassamenti nel livello del mare, o di eraer- sione ed avvallamento de' continenti, siccome sem- brano rispettivamente progressive, anco le cause effi- cienti bisognerebbe progredissero colle stesse misure, ciocche loccando alia velocita di rotazione aumentata per r accrescere della forza centrifuga, andrebbe per conseguenza ad accelerare il moto diurno e quindi in- sorge il bisogno di ammettere un principio di regola- re e sistematica compensazione, che forse esiste nel complesso delle stesse cause efficienti. In quanto poi alia costante osservazione che in — 80 — Venezia il mare s' innalzi, o s' abbassl il suolo delLi citta , o enlrambi succedano e si alternino qaesli mo- vimenli , 1' ingegn, Casoni cita V autorita del nostro collega Angelo Zendrini, e viene a dedurre 1' antico livello del mare ai principj del XII secolo, e lo spes- sore degl' imbonimenti operativi da quell' epoca ai giorui nostri, riferendosi alle misure di profondita ed alle condizioni de' terreni su' quali era basata la ripe- tuta torre di sant' Agnese. Esposte queste cose, I'Autore passa a svolgere le proprie sue idee sulle ragioni artistico-pratiche che possono aver indotto 1' anlico artefice di quella torre a scegliere quel modo di solterraneo apparato, che per molti riguardi si discosla da'raetodi ordinarii ed anco dai sistemi che si viddero sotto altre torri, a quella di sant'Agnese conteuiporanei •, il perche egli lo trova un apparato curioso, e per di piu lo trova condotto con tania franchezza e dircbbe quasi con tanta disinvol- tura da non poter a prima vista determinarsi a cre- derlo se suggerlto da grande pratica ed esperienza nel- r arte del fabbricare o non piuttosto dedotto da studj e da' maturi riflessi. Dietro a tali principii, passa in rivista parte a parte quell' antico apparato e cerca indagare le ragio- ni di quella disposizione. Trova da notare che gli olto legni dell' intelajatura riposavano siil nudo terreno fangoso, quando iavece avrebbe senibrato che per ren- derli atfi a resistere alio pressioni dcllo muraglie rd — 87 — ' alia insisteoza delle scarpatejavrebbero auclie essi do- vulo essere dislesi sopra le testate de'piccoli pali onde aveasi costipato tulto il restante dell'area, affine di cosi ottenere ovunque ua effetto eguale e costaote. Gli sembrapure osservabile ]a sovrapposizionedel secondo siiolo di Iravi colle testate unite e reciproca- nienle combaciate sulla direzione delle diagonali del lelaio sottoposto, ciocche a primo vedere gli sembra non bene giustificatoj poiche cola appunto, al silo del- le congiunzioni vi concorrono le spinte, cola maggiore e il peso dei materiali da sostenersi e piu facile il caso di nil distacco o scoscendimento delle muraglie, il per- che e bisogno della massima solidita nelfapparato sot- terraneo che certamente non pu6 risullare dalla de- scritta disposizione, la quale, secondo TAutore, per es- sere completaraente adalfata , avrebbe ricbieslo un terzo suolo di raadiieri disteso in senso opposto, cioe ortogonalmente alia diagonale, limilando pero questo provvedimento alii soli angoli esterni del piii detto lelaio. Siccome pero codesti supposti difetti vennero suienlili dal fatto, perche quella torre si e conservata senza traccia alcuna di niovimenlo pel lungo corso di quasi 700 anni devono diinque esservi state delle ra- gioni positive e sufiicienti che persuasero queH'antico edificatoie a cosi operare. Fra queste ragioni sembra all'Autore doversi am- Hielleie il riflesso, che al buou effetto dell' opera lor- — 88 — nava indiffereiile situare quella Iravala colle uuioui sulle diagonal! od altrimenti, in quanto gia i tavoloni del priino suolo aveansi disposti con direziooe alter- nata , vale a dire in modo che quelli di un quadrato dell' area si trovassero distesi in senso conlrario a quelli dei quadrati vicini j oltre di che, i legnami stessi del secondo suolo offrivano una progressiva maggiore lunghezza quanto piu si allontanavano dal telaio inte- riore e si avvicinavano alia periferia del sistema ; laon- de abbracciando cosi ed allungandosi sopra una mag- gior eslensione, portavano di conseguenza I'effetto di tutt' assieme legare il sistema col mettere ad egual condizione ogni parte dell'area di base^ e rendere piu solida e piia resistenfe la porzione della base slessa ap- punto in corrispondenza agli angoii esteriori, ciocche aver doveasi a precipuo scopo e che pare fosse la rai- ra e 1' avvedimenlo contemplati da quell' antico co- struttore. Prosegue quindi ad esaminareseun qualche mo- tive possa giustificare il non aver messi piccoli pali anco sotto ai legni del telaio, e gli pare ritrovarlo quando si consideri che se altrlmenti si fosse disposto, altra era allora la resistenza del terrenocostipato a pa- licelli, altra e maggiore quella de' terreni sottoposti al telaio medesimo, ne si avrebbe conseguita quella equa- bilita di costipamento quale al bisogno occorreva, e forse ne avrebbe sofferlo la estremita deile scarpate esteriori. — 89 — A queslo puutu I'Autore nota quali dlsordini e qiiali sconci provengano alia solidita dei moderni iab- hricati pel falso principio di consolidarue i terreni alia base coir iinpiego di grossi e lungbi pali, ecccdenli ogni misura ed ogni proporzioue, cacciati per forza di pesantissime berte fino al rifiuto e lalvolta fino a ri- duri'e elaslica 1' inliera area destinafa per base ; rac- comanda in cio la inaggiore moderazione ; vorrebbe che alFuopo e per quatito fosse possibile fossero im- piegali de' piccoli e sotlili pali, e che la direzione di cosi importante lavoro preparatorio, dal quale dipende ia sussistenza e I'appariscenza de' fabbricati, fosse affi- data ad esperimentati ingegneri, non iiiai a gente in- esperta, materiale, niancante deile necessarie istituzioni. ■^■1 Per ultimo tema al proprio studio I'Autore ri- servavasi a dimostrare il perche aveva del to parergli quel lavoro essere stato condotto con franchezza , coa un certo aspetto di bonarieta e per cosi espri- raersi con dis'invollura : intorno al quale proposito ri- ferisce che nello escavo dei terreni aveasi risparmiato il quadrato del centro, linjitando la escavazione agli al- tri otto quadrati, cioe dove aver dovevano base le muraglie, e ne presenta un disegno in piano ed in profile da lui rilevato. Da questo si conosce che le va- rie stratificazioni dei terreni del quadrato o nucleo centrale corrispondono per ordiue di soprapposizione e pello spessore alle stratificazioni dei terreni auco a no- tevole distanza, ciocche iudica aversi a tulto premesse Foi. H.seric n. i:i — 90 — \c plu accurule indagini del terreno valevoli a pcrsua- (lore clio loinava supeilluc) mcUorc queH'area di mezzo alia stessa condizione degli altii otto quadrati, il quale pailito difficilmente si adotterebbe a' glorni nostri quando si traltasse di erigere tali specie di fabbricati. Per queste avvertenze e per le altre deduzioni fatte nel corso della memoria, di cui si da era restratto, r autore niedesimo non potrebbe negare airarchitet- to della torre di S. Agnese il uicrilo di esatto crilerio e di aver sapufo,con ben coiisigliala applicazione, va- lersi de' piu sodi principii dell' arte e de' suggerimen- ti di una pralica inveterata. Quel Campo dove tultora sussiste la Chiesa, ed jl sito dove s'innalzava quel campanile ricordano al- I'Aulore due aneddoti che cola v' ebbero scena, e che interessano la nostra storia municipale. Indica per primo I'apparizione della peste in luglio i63o, im- portala dall'Isola allora contumaciale di S. Clemeote, colpa la sbadataggine di un Giovanni Maria Tirinello ialegname che abitava una casa vicina alia lorre stessa, del qual flagello, che rapi a quesla citta e laguue 811175 vittifiie, egli ne ha pubbHcata la storia nell'an- no secolare i83o. L' altro aneddolo, che egli trova registrato nei | diarii del Cronisla Marino Sanudo al giorno 8 luglio 1 I 533 e quello di una trivellazione, che ora si direb- | be arlcsiana , cfletluata in quel Campo di S. Agnese | collo scopo di Irovar acqua polabile sotlo alia (Jaoray — 91 — cioe sollo il lerreno torboso. Di tale tenlativo, iini- tato forse dalle perforazioni da secoli usate nel Moda- nese, aveasene qui veduto altro esempio iiell' anno 1496, anco allora con effetto soddisfarente, clie pcro non si e potuto mantenere, perche Tacqua rinvenuta era acqua superficiale momentanea e perche in quelle eta non si avevano le cognizioni opportune , ne si co- noscevano quei mezzi e quegli avvedimenti come a noslri giorni s' adopra. L'ingegn. Casoni termina la lettura col dichia- rare die I'esame da lui fatto e un esame tutto pratico, quale appunto sembravagli adatto al carattere di quel sotterraneo manufatto , alia condizione de' tempi iu cui venne condotto, e piu di tutto ad appagaie la sua intenzione , che cioe dalle fatte considerazioni possano trarre qualche profitto gli odierni prafici operatori. Quindi il M. E. prof. Zantedeschi legge una No- la SLilla forza repuhiva che ritiene i corpi alio stafo sferoidale al di la del raggio della loro sjera di atti- vitd fisica c chimica. Egli espone le esperienze che furono fatte dal Boutigny per dimostrare che la sospenslone dei corpi alio stato sfei'oidale, al di la del raggio di altivila fisica e chimica, non deriva da uno strato di vapore iuter- posto alia capsula ed alia sferoide, ma da una locza repulsiva ; le quali sperienze furono esaminate da una Coimiiissione di fisici Ibrmala iiel seno (lell'Islilufo di Francia. Ma esperienze aflaHo simill, die lo Zantedc- schi riferiscc, lurono da Iiii fatte sin dall' anno i845, eseguite alia presenza dell'Ateneo di Treviso, e pub- blicale uel suo Trallato del Calorico, e negli Annali di Fisica per I'anno i 849-1 85<). Quindi il cav. Zan- tedescbi non esilo a dimostrarc alF Islitulo di Francia che i suoi esperiiuenti erano anlerioii a quclli del Boutigny ; e non solo I'Istitulo amniise il richianio e ordino che fosse inserilo ncl suo Reso-conto, ma lo stesso Bouligny dichiaroUo giuslo, e promise che, in una nuova edizione delle sue opere, avrebbe renduto piena giustizia alio Zantedeschi, e si cbiamo fortunato di essersi trovato in accordo con lui sopra questioni di fisica cosi ardue. Non dissimula il prof. Zantedeschi la sua compiacenza perche le proprie vedute sieno state approvate dai giudici piu compefenli, e per aver cooperato alio sviluppo di una dottrina che e italiana, e che si avrebbe volulo che fosse franccse od inglese. Sull'argomento di quesia Memoria il M. E. prof Maggi volse al prof Zantedeschi una infcipellazione, poiche gli parve che non fosse inlieramente abbaftuta la sentenza di coloro che vogiiono lo sferoide sia so- steuuto a distanza della superficie della capsula dal vapore svolgentesi ; perche anche in quesia capsula havvi vapore che batle conlro dei fill costituenti il nuo- vo cribro di Bouligny. Al che il prof Zantedeschi ri- — U5 — s{)o.se, clie a sostegno delle immaginate difficolta con- veriebbe piovare die Ira la capsula pertugiata e la capsula comune vi sia diflerenza di risultamenti j cioe variazione nella lunghezza dei coni infiamniati ascen- dent! e discendenti, e variazione di dislanza, che do- vrebbe essere proporzionata alia quanlita del vapore die liberamenle sfugge dalle maglie circolari. E 1' op- ponente soggiurige che in questo non aveva egli espe- rimenti di soifa a sostegno dell'avanzata opposizione. Dopo la leftura del cav. Zantedeschi, e dopo la successiva discnssione , il prof. Bellavitis soggiunge oil' egli non saprebbe scurgere alcuna analogia, o sol- tanto nn'analogia ben loutana, ira i fenoraeni di ripul- sione dei corpi fortemenle riscaldati , e la teoria della espansione della materia attenuata. . — II cav. Zantede- schi risponde che sostanzialmente e la medesima co- sa, e che il calorico non fa che anmentare I'euergia. II M. E. Prof. Maggi comunica all'Istituto le se- gnenti : Osservazioni sidle stelle cadenti fatte nelle iiotti vicine ol lo agosto i85o. Sngg-etto di osservazione e di sludiose indagini s' e fatto da non molti anni ai meleorologi quel fenomeno lu- minoso che soglianio chiamare delle stelle cadenti; feno- meno non isfiiggito pero di vista agli antichi, ne da loro lascialo pure senza alcuna spiegazione. Del che ci sono volgari testinionii, quando altri ce ne niancassero, que' poeti che cantando, come Arato e Maronc, le nieteore e — 94 — gli aspclli del ciclo, o solo czlaiwlio per Irarne a' loro versi adoriiamciilo e vagliczza d'iinagini, ce !o dcscrisse- ro; e ne rccarono la cagionc sia ad iin vcro niovcrsi de- gli aslri, sia all'accendersi e Irascorrere di qualche foco nell'aere. E son pur qiieste uella soslanza le spiegazioni stes- se die la scienza propone oggidi ; ancorche con scnsi meglio delerminali e dielro la scoria di parccchie analo- gic ad allri fcnonieni, dc' quali pole oltencrc ccrla cono- scenza, Non e del niio divisamento lo sporre a minuto, avvegnacchc diviilgalissime, quelle due ipolesi, ne, pesa- lonc il valore, dare fra esse due quella ricisa senlcnza che per piii rispelti (e da me singolarmenle) iion polrcb- be venir malura. Ben soiio forse per conferire di qual- che guisa a quesrullinio inleulo della scienza con quello che oggi (se lanlo mi onorale) vi meltero innauzi; ed e quanlo lo scorso anno accadde a nie slesso di nolare os- servando il cielo in un tempo, al quale i mcteorologi hannn gia posto somnia nltenzione per una co|)ia slraor- dinaria di slelle cadenli usata allora a vedersi : vo' dire nelle nolli prossime al dOdi agoslo. lo tocchero appresso d'alcunc piii immediate conseguenze che me ne sembra- no derivare: ma il lutlo, com' e il mio debilo, slringero jjure iii breve. E innanzi trallo un cenno degli apparecchi pe^ quali mi parve di poter meglio couseguire il mio fine. lo presi posla in sul dosso ad una delle Iroppo fa- mose coUinetle di Santa Giuslina, donde I'occhio signo- reggia un piltoresco e slesissimo orizzonte, e tutta sco- pre la volla del cielo, se non in ([uanto a tramontana e a levante se ne asconde qualche grado dietro le acute vette del Baldo, e deirnllre mmilagno che. ullime tra la gran- ~ 95 — de latniglia dell'Alpi, stanno a guardia del bel pacse. Di- segnalo ivi in terra iin otlagono regolare, io feci in sui verlici degli angoli saldamcnlc piantarvi altrcltanle aste ben rilte a piombo; e qucste, alTallczza angolare di gra- di quarantacinque rispelto cbi sedesse sul ccntro, ricin- gere da un giro di fune; poi le paja opposte per altre quatlro luni orizzoutali congiiingere, le quali sopra il delto ceulro corresscro ad incrociarsi. Per tal guisa tullo remisfero celeste ne rinianeva parlito in otto semi-qiia- dranti, c ciascheduno di quesli in due porzioui ; Puna in- leriore e qnadrilatera, la sovrapposta triangolare. Un osservatore assegnai a ciascun quadrante , i cui qiialtro spazj assai agevolnienle egli potea tener d'oc- chio; e sapeva eziandio indicarii pel propcio lor numero ordinale con che innanzi io gli ebbi tutti contrassegnali dislinli. Poche sillabe gli bastavano ad annunziare di ogni apparenza luminosa, che se gli ofTerisse, illuogOjla direzione, la lunghezza del Iratto percorso, e qualchc piii riaiarchevole forma od accidente. Con pari semplicita e prestezza io potea cio tulto segnare in carta su d' un re- gistro a sedici colonne, facendo uso d'una scrittiira tigu- rata insieme a qualche cifra, e di quarto in quarto d' ora notandovi il tempo. E facile mi tornava, sia guardando allora Irallo tralto le costcllazioni rispondenii ai sedici spazj , sia appresso riconoscendone le posizioni oraric coU'aiuto d"un planisfero o d'un globo celeste artificiale, il rapportare le faite osservazioni alle diverse regioni delta volta stellata. Cio preordinato, la sera degli otto agosto io fui co' miei compagni alle ore dieci sulla coUina in alto di osser- vare allentaraente il cielo, e notarvi Ic stclle cadenti fino ad un'ora del scguentc mattino : Io che feranio ancora — 00 — nolle tic ;illrc tioUi alia fila. Sopraggiunlo poi la scia del dodici un denso nuvolalo ad ingombrarci la vista, Ic no- stre osservazioni non andarono piu iniianzi. Pure nc rac- cogliemmo quanto, secondo io avviso, piio bastare all'iio- po di farci conoscere randamcnto c Ic piu notevoli con- dizioni del fenomeno da noi tolto a sludiarc. Per ciuque rispelti divisero le cose osservale. E primieramcnte diro del numcro delle slellc cadcnti. Com' e gia conosciulo , non v' ha nottc fra I' anno senza parecchie di tali stelle: scnibra anzi che, compen- sato il piu col raeno , ve nc abbia scmpre da sei in selte per era ; ma queste senza certo luogo e direzionc, onde prcsero il nomc di sporadiche. La nolle invcce dall' otto al nove d'agosto cc ne dicde per quelle Ire ore d'osserva- zione ben 458, ossia poco nieno che 58 per ora : otto volte piu che agli altri tempi dell' anno, Lc Ire segiienli notti n'ebbirao, entro lo stesso intcrvallo di tempo, ri- spettivamente 151, 542, 200: il primo dc'quali numeri io tengo esserci riuscito inferiore al vcro per eflello d'uu vaporc torbidiccio che (juella nolte prendeva Tacro, e dovette avcrci tolto di vcduta ie meno lucide, e le scor- renti piu presso I'orizzonte. II pcrche 6 da credersi che la frequenza delle stelle cadenli venissc invero crescendo fino alia notte Ira il dieci e I'undici, c scemasse dappoi : il piu numeroso passaggio cadendo il giorno stesso del- I'undici, come mi fece pensare il rapportatomi da uno fra i miei compagni, che diraoralo cola in veglia Tintcra not- te, vidde quc^fenomeni tarsi lino all' alba piii spessi e vi- stosi. Iq secondo luogo ; la varia direzionc delle stelle ca- denli mi dicde di poterle sccverare in tre classi. Nell'una (|uclle (ed eran le piii) che mostravano partirsi dalla co- — 07 — slellazione tlella Giraffa presso i piedi di Perseo ; nell' al- tra quelle die pareano movere da Gefeo; riella terza, uri po' men iiunierosa, le uscenti dalla porzione nord-ovesl di Pegaso. Finalmente alcune pochissinie ( le quali nella sera dal dieci all'undici montarono a sole 16) non pare- vano nel lor corso governale da alcuna legge, ma, come vaganli o sporadiche attraversavano il cielo per ogni ver- so. Non csseudomi riuscito di bene accerlare per alcuno dei delli tre gruppi, e sovrattulto pel primo, im punto parlicolare ove porne I'origine; io lengo da tutta la re- gione fra le accennale costellazioni essersi infallo mosse le delle stelle cadenti; benche da alcune parti di quelle spazio alquanto piu spesse. Nel che le niie osservazioni si dipartirebbono da quelle di non pocbi meteorologi, che le stelle periodiche d' agosto fannn tutte provenire da presso j3 della Giraffa, Contuttocio r eccesso del primo gruppo sugli altri due faceasi maggiore come, aU'avvicinarsi del giorno un- did , le stelle moltiplicavano. Infatlo le provenienti dal corrispondente tratto del cielo erano , sopra cento delle osservate , nclle quatlro nolti rispetlivaraente o^, 58, 74, 70. Terzo. Non ad ogni parte della volta celeste appari- vano esse con eguale frequenza : ma dove poche , dove molle si noveravano. Secondo a noi cadde vedere, esse di rado correano la regione del Serpentario, e quella del Cocchiere e dell'Ariete; sovenli invece comparivano alia Balena e ali'Acquario da un lalo; all' Orsa maggiore , a Boole, ai Levrieri dall'altro. E poche sempre, benche di piii vivo spIendorCj erano quelle che ci passavano al zenith. Ond' e palese I'errore di chi, tenuto rocchio ad una ristretta porzione del cielo , dal numero delle stelle Fol. U. Seric I J n — 08 — cadenli cola osservale pensa colla ragioiie degli spazj ar- goraentare quello delle coniparse per tulto 1' emisfero celeste. Quarto. Anco nel tempo del succedersi esse non si tenevano dietro egualmente conipartite; che talvolta po- che ed a lungo intervallo, talvolta venivauo molte inbre- vissimo ed eziandio parecchie nello stesso istante; loc- che era sovrattuttOjC quasi ad un tempo, a nolarsi in am- bedue le regioni del maggior passaggio teste accennate; e quando cosi spesscggiavano , presso che lulte correva- no direzioni appartenenti al primo e maggiore degli ac- cennali Ire gruppi. iNoo mi venae pero fatlo di riconosce- re quel costante periodo di circa venti minuti che il P. Secchi pote notare : a me riusci anzi vario fra i quindici ed i quaranta. In quinto luogo; per cio che ha riguardo alle appa- renze di vivacita di lume, ampiezza dell' arco percorso, lunghezza e colore del tratto lurainoso lasciatosi talvolta addietro dalle stelle cadenti ; buon numero non avanzava in isplendore le fisse di terza grandezza. Pur molte erano sopra quelle di seconda; no poche ve n'ebbero piu sl'ol- gorate e graudi che il Sirio e Venere. E furou queste (la nolte dal dieci airundici) Ira 542, ben diciassette. Le hmghezze delle lor corse presero tal fiata , e so- vrattutto quella notte, angolo grandissimo, cioe sino d'ol- tre a cento gradi; lo che era piu sovente il caso di quel- le [)rossimc alio zenith. Sei pure ne contammo che nel punto stesso di lor comparsa, ivi senza mutar luogo co- me piccoli larapeggiamcuti si spensero: e pole csscrc o da semplicc eflfctlo di prospettiva, od anco dal subito consu- niarsi del corpo lucentc. Parecchie lasciavano eziandio segnate lo traccie di — 99 — lor caramiiio per liinghe lisle risplendenli le quali noa dileguavano losto, ma permanevano alcun tempo visibili ; cioe dai tre, ai dieci, ai venti, ai quaranta, e fiuo ai set- tanta second!. La quale maggior durata non occorse inve- ro piu che una volla; e fu al lanciarsi , quasi magnifico razzo, una splendidissima di tali stelle per altraverso le costellazioDi di Cassiopea e del Cigno sortemi allora sul capo; dove la Iraccia di ben gradi quaranta ne stette cosi a lungo campeggiando vivace e bella sul cupo azzurro del cielo. Svani poi lenta, e quasi consumandosi. Ma quel- le che fermo allora maggiormente la mia attenzione si (u la figura per me tulta nuova (ma che poi vidi altra volta la stessa notte) di quella striscia, la quale nou istesa ad arco sulla sfera celeste, ma vi correa sensibilmente torta e serpeggiante. Nei colori avvisai pure qualche variela. Piu di spes- so apparve il giallo-rossastro ; ma si alcuna volta 11 rosso granato, alcun' altra 1' azzurrigno, tre sole o qualtro il verde; nel quale si coloro una Stella che la notte dal die- ci all' undici gitto vivida e grande fra la testa del Serpen- te e Boote , e parve inoltre accompagnata da un romore simile a scoppio. Eccovi quanto potei dalle mie osservazioni raccoglie- rp. Ora accennero brevemente a quelle piu vicine conse- guenze che io stimo discenderne. E notero prima come ne riceva certa conferma il rilorno periodico delle stelle cadenti verso il dieci di ago- sto; presso il qual giorno potemmo noi riconoscerne la quantila d'almeno venliquatlro tanti la solita a vedersi neiraltre notli deiranuo. II qual lallo , meutre toglie il soslegno d'ogni probabilila all'ipolesi che di quci feno- — Kit) — mcni fa semplici mcleore , validamcnlc sorreggo (luolla chc nc nicllc I'origine noiriiiconlro dclla leira a gruppi (li piccoli corpi circolanli d'inlorno al sole, Dall" essere allora il niolo di Iraslazione della lerra dircllo inverse la costellazionc del Toro, la cui distanza angolare dalle Ire della GiralTa , di Cefeo e di Pegaso c minore di gradi novanla, conscgiic die nel piu gran nu- mero delle slelle da me osservalc la coniponcnlo dclla ve- locila parallela all'ecclillica si rivolgeva conlraria a rjuella della terra ; c polea pcro, conic eflTello di senijilicc appa- renza ascriversi bene al raolo di quesla nello spazio.Nuovo e potentc argomento a vantaggio della seconda ipolesi, die diro cosmiea, posta eziandio a confronlo di quella volula di fresco niettere in vigore dal sig. Hopkins, la quale (lencndo quasi il mezzo fra le due acceunale) fa di quei piccoli corpi allrellanti satellili del nostro piane- la: conciossiacclie quella direzione del loro moto appa- rente die nella anzidetta ipotesi cosmiea Irova facile spie- gazione, in quella mantenuta dal sig. Hopkins debba in- vece riceversi come semplice dato. Le lalitudini boreali in che sono collocali Celeo, la Giraffa e Pegaso nienano inoltrc a conchiudere che i nodi dellc orbile descrille dai piccioli asleroidi e incontrale dalla terra doveano essere 1 discendenti. Chi tenesse quel- la grande lor moltiludine essere da principio slata mossa per direzioni giustamente tra loro parallele polrebbe, s'io mal non ni' appongo, nella perturbazionc operala dalhi niassa terrestre, cui tanto s'accostano, trovare agevolinen- te la causa di quelle sviarsi e spargersi per lullo il Iral- to fra le coslellazioni mentovale. II comparire poi gli osscrvali feuonunii piu freqiienli nelle due plaghe per poco opposle del cielo , occupalc — 101 -- Tuna dairAcqnario e dalla Balena, I' altra da Boole, dalla Maggior Orsa c dai Levrieri, ci fa argoraenlarc nella mol- tiludine dellc piccole masse circolanli, delle quali parlia- mo, un pill slretto raccoslamento liingo piani le cui scam- bievoli intersezioni non Iroppo s' allonlanano da una di- rezione parallela alia linea degli equinozi. Ma per avven- lura qui puo essere nuovo acquisto di probabilita alia stessa ipotesi deirincontro colla terra. Imperocche su quella direzione appunto che prende la risultante della sua velocita, pigliata in opposto sense , e di quella de' corpicelli incontrati, debbano questi succedersi in egual lenipo pill spessi. Le osservale interinillenze pel ci dicono aperto e fuor di dubbio Tineguale distribuzione lore suUe lunghezze delle orbile che descrivono. Come dello splendore onde sono visibili moltissimi di que' corpi cosi eziandio delle slriscie lucide che lalora li seguono rende buona ragione il riscaldamento che. Ira per I'altrilo e la compressione dell' aria nel rapidissimo lor tragilto per ralmosfera, essi devono provarne fino a combinarsi coU'ossigeno. Gonciossiache dove torna assai viva la conibustione (cio che debbe intervenire ne'piiive- loci e in quelli che scorrono gli strati piu densi dell' at- mosfera) parte di loro puo dissolversi in vapore ardente, il quale, per la sua tenuita impedito di scguitare quel re- slo tullavia solido che passa innanzi, rimane a fare di se per alcun tempo risplendeute la traccia della lor via. L'udirsi di qualche scoppio, divisalamente da quelle stelle che non trascorrenti, ma come immobili , in uno stesso luogo hriliano repente e s'eslinguono, e fallo che le cose esposte non lasciano senza acceltabile spiegazio- ne: la quale non fallircbbe pure aU'altro della figura ser- — i02 — peggiantc della Iratla Iticlda: awegiiacche un corpo di forma iiolcvolnienle diversa dalla rolonda possa , per la ineguale resislenza deH'aria oiide Irapassa c pel inolo ro- latorio chc viene a prenderne, com' eziandio per la forza elaslica del vapore clie se ne svolge bruciando, essere pill meno sviato dal sue cammino rcltilineo. La variela dci colorl nolle stelle cadenli da me osser- vale non fu lanla che iion polesse bene recarsi a quegli dementi de' qiiali vediamo composli gli aerolili , cui le delte stelle e da credere che per nalura slrellamenle si allengano; ed ai diversi gradi di loro combiislione. E non mi si moslro pure alcuna legge che rendesse neccssario il ricorrere (siccome piacque al sig. Heiss di Colonia) a due correnli, I'una di materia ferrosa, 1' altra di zolfo che fra loro incotilrandosi e coll' aria dell' atmosfera ter- restre, dcssero occasione a speciali chimiche combinazio- ni svolgenli luce or gialla, or rossigna. Che poi presso al zenith le stelle cadcnti comparis- sero piu cospicue insiemc e piu rade e manifesto onde do- vesse provcnire; ed era senza piu dalla posizione eccen- Irica del luogo di osservazione. Perocche egli e appunto sulla linea zenitale che il limite superiore dell' atmosfera piu ci si accosla, e I'ampiezza angolare, sotto cui ne ve- diamo una porzione determinata qualsivoglia, vi si fa piu grande che verso ogni altra direzione; e con essa piu grande eziandio il diradamento di ogni mollitudine di corpijChe si ponesse unifornieniente sparsa nell'atmosfera. Pertanlo, senza ncgare possibili de' fuochi schietta- mentc mcleoiici i quali di se diano alcuna vista ed effelto simile agli osservali, noi ci piegheremo piii facili a quel- la ipolesi che mettc invece moltissimi corpicelli avvol- ociilisi iiilornn al sole, o dalla terra nel suo cammino in- — 105 — conlrali. JNel piii folto tli qiielli enlra essa appunlo verso il dieci di agoslo, onde pel tragitto loro nell'aria lutte le notate apparenze luniinose. Parecchi sopra 1' aluiosfcra o nelle parti sue lenuissinie passano oscuri e non veduli il coDo deH'ombra teirestre. E i piii lontani che gli corroa da fuori possono pure (se ad altre osservazioni del P. Sec- chi voglianio dar fede) pel loro sterniinato Dumero col ri- flcsso del raggio solare lemperarci di qualche sensibil chiarore I'oscurila della nolle. Locche hen s' accordereb- be all'avviso di coloro che la luce zodiacale pcnsauo Irar- re da soniiglianle cagione, alia quale aiico le recenli rile- vantissime considerazioni del sig. Leverrler inlorno al lallentalo movinienlo del pianela Mercurio sembrano con- suonare. < ■ ■ > Laonde al vedeici tra I'aono comparirc qualche nolle piu spessi e vivaci quei getli luminosi e lrascorrenti,come fulgidi razzi, la volta del cielo; meglio che averli per in- dizj di vicine mulazioni nieteoriche , vorremo noi lenerli sicconie saggi di cio che nel suo grembo nasconde la profondila immensa del firmamenlo, e quasi avanzi e me- raorie di quel gran giorno,'nel quale una mano Onnipos- senle Mosse dapprima quelle cose belle. Per ultimo il M. E. prof. Uellavilis ricorda di avere neU'anno scorso presenlala all'Islituto una Me- nioria di oggetlo geometrico, nella quale, mediante considerazioni sinteliche , trovo qnal superficie di ugualo illuniinazione quella che e generala dalla rota- zione di una lemniscata intorno al suo asse longitudi- — 104 — nale ; il tjual problenia era gia slato risollo dal prof. Minich mediaiite il calcolo a difTerenzlali parziali : ora 11 Beliavilis dichiara di aver posteriormente vlcono- sciato che la soluzione da lui Judicata non era che un caso particolare di quella piu generale superficie che e 1' inviluppo della predetta superficie rotonda, qiian- d'essa si muova con qualsiasi leggc intorno al suo centre. Dopo cio ristituto si riduce in adunanza segreta. Si legge I'Alto verbale dell'adunanza segreta del giorno 3o dicembre i85o, che, dopo due modifica- zioni desiderate dal Presidente ed eseguite sul mo- mento dal Segretario, e approvato e sottoscritto. Si annunziano i seguenti doni falli all' Istituto. 1. Dair I. R. Islituto Lombardo. Giornale dell' I. R. Istitnlo Lombardo e Biblioieca italiana. — Nuova Serie. — Fascicolo 8.°, pubblicato in decembre 1850. a,. Dall'I. R. Luogotenenza. Bollettino delle Leggi e degli Alii del Govcrno della Venezia. (ital. ted.) — Punlata V, decembre, 1850. Prospetto degli studii e delVorario presso la IJniver- sila di Padova pel 1851, in 4. — 103 — 3, Dal tiijf. RaiVtiole Moliii, I. R. Assisleale all' IsliUi- lo fisiologioo in Vioima. Sugli sloinaclii (k'(jli uccdli. — Slutiii aiialotnico- morlologici. Vienna, 1850, cli pasf. 2-4, iti fbglio, con 4 lavolo. /|, Dalla Societa Medico-Chirurgica di Bologna. BolktUno delle Scienze mediche dellu Socielii medi- co-chirurgica di Bologna. — Fascicolo di oUobrc, 1850. Bologna, in 8. II Segretario la conoscere il progiesso della stam- pa degli Alii e dlmoslra che si polra in segnito pub- hlicare regolaniiente e scnza inteiriizione il Rendi- eonlo dei lavori dell' Istituto. Si legge il dispaccio con cui viene annuuziala air [sliluto la nomina definiliva del cav. di Toggen- burg all' ulBzIo di Luogotenenle nelle Provincie Ve- uete. Volendo I'l. R. Istilulo, dietro le pieliminari ri- soluzioni prese nelle anlecedenti adunanze, delernii- naie i modi di porsi in corrispondenza col Giornale di Parigi inlilolato La Patrie, delibera che, per cono- scere la forma con cui nella progellala Rivisla sono €stese le relazioni delle Sociela scienlifiche, sia pre- rol. II. Serie II. i4 — 106 -^ gala la Direzione di quel Giornale di Irasmellere al- cuni nuuieri, nei quali si contenga qualclie brano della Kivisla medesima. Dopo cio I'adunanza si scioglie. NB. Per alcunc parlkolavi circoiianze VI. H. hiliiiio Feiieio non leniic le sue ordinarie adunanze nei mesi di febbraio c rnarzo i85j. ADUNAWZA DEL GIORNO 27 APRILE dSSi. Si legge I'Atto verbale dell'adunanza privata del glorno 1 9 gennaio decorso, cli' e approvato e sotto- scrilto. II M. E. e Presidente cav. Racchetti annunzia la gravissima perdita fatta dall'Istituto del proprio M, O. Eminentiss. card. Jacopo Moulco Patriarca di Ve- nezia, mancalo a' vivi il giorno a5 corrente in quest a cJ.Ua. Qulndi il M, E. prof. Poli legge la prima parte di una Menioria iutitolata : Teoria dei principil della piibblica istriizione. L'Autore dopo aver indicato che i principii nel- le cose praliclie sono quelle norme o regole generali - 108 — tlieli'O cui si tlel8 aprile de- corso n. 268, la I, R. Luogotenetiza dicliiara die nulla osta perche nei tempi consueti sia ripristinata la di- stribuzione dei Preuiii d'industria e del Premio sclen- tifico, ed annunzia che provvedera opportunamente all' occorrente dispendio. In conseguenza di cio 1' I. R. Istituto determlna che nelle adunanze del p, v. giu- gno abbiasi a trattare di questo argomento, ed a pren- dere su di esso le necessarie deliberazioni prelimina- ri ; e dispone che di cio sia dato avviso ai M. E. ed Onorarii nelle Circolari d'invito. Dope cio 1' adunanza si scioglie. rol. 11. Serie. 11. 18 AdUNANZA del GIORNO 19 BIAGGIO 4851. Si legge I'Alto verbale dell'adunanza privata del :2,8 aprile decorso, che e approvato e firmato. II M. E. cav. prof. Zantedesclii espone verbal- mente Alcune sue esperienze ed ossen'azioni pella condacihillta elettrica dei muscoli e dei nervi. L' Autore, indicala I'importanza dell' argomento, arreca la sentenza del Matteucci e gli sperimenti clie addusse per diniostrarc die una corrente elettrica non abl)aDdoiia la via delle fibre muscolari per proieltarsi sui filamenti nervosi, e le conclusioni alle quali per- venne inlorno alle conlrazioni e sensazioui prodolle dalle correnti d' induziorie o d' influenza, Contrappose gli esperimenti del sig. Rad'aele Molin, assistente all' I. R. Istituto fisiologico di Vien- na, il quale con numerosi fatti coraprovo V erroneita — \M) — dclla iloltiina del Matfencci ed i proprii esperimcnti con vario modo lipeluti, coi qiiali vennc in rliiaro : (;lic non si puo aniniettcre clie la currenle elettrica non devii dalla via delle fibre muscolari, e die la nuo- va teoria eleltro-fisiologica e destituita di ogni fonda- mento. II prof. Bellavitis espone pure verbalmente J(l- cune Jiotizie ed osseivazioni die fanno segnito alia Nota per esso letta nella precedente sessione rela- twamente ad Tin modo di render palese la rota- zione della terra. Da prima e'j;Ii dicliiara che neW Institut. n. 897, il Poinsot si era di gia servito di quello stesso princi- pio meccanicOj da cui egli pure aveva tratta la pro- pria idea-, se non che il Poinsot proponeva di dedur- iie un nioto relativo piu lenlo della rolazione terre- stre^ mentre egli propose al contrario il modo di ot- tenerne uno molto piu rapido. Profittando di alcuni suggcrioieuli datigli da! prof. Belli, e dalF ing. macchinisla dott. Kocchetti, egli propone di ridurre 1' istrumento da lui proget- talo a piccole dimensioni in guisa che, ricoperto con una campana di velro, potrcbhe lacihneule ado- perarsi anche in pnbblico insegnauicnto. Ecco a che si riduce V esperinicnio iiiodifica- lo : due verghette di ottonc sono unif(; a cerniera poco luugi dal loro mezzo ; il perno della cerniera e — lil — orizzonlale, eti e sospeso a sollilissi'mo filo verlicale. Le veighe sono quasi addussale I'una aH'altra in posi- zione orizzontale e sono tenule in peifetta quiete apparente (cioe relaliva alia terra) da due aslicelle verlicali, die sostengono nei due estrenii le parti piij lunglie delle verghe predetle. Dopo cio, senza pro- durre alcuno scuotimento, e con niolta delicatezza, si abbassano insieme quelle due asticelie, sicche le ver- ghe, rimaste libere, girino inforno alia cerniera pren- dendo la posizione verticale; in guisa clie le parti piii lunghe e piu pesanti delle verghe slaranuo crniai pendenti dal perno in giu, menire le parli piu corle si toccheranno esse pure al disopra del perno ( la- sciando per altro Ira loro una scanalatura cui ri- manga libero il filo di sospensione ). Per tal manie- ra il moniento d' inerzia ( iutorno ad asse verti- cale) delle due verghe, prima aperte orizzonlalmente, poscia chiuse verticalmente, si sara di molto diminui- to, e di altretlanto dovra accrescersi quelia velocita di rotazione che le verghe avevano insieme colla terra quando sembravano in quiete. Percio le verghe dopo chiuse ruoteranno niollo piii rapidaniente della terra, e visibilissimo ne sara il movimento. Per ultimo il M. E. prof. Maggi preseula una sua xSola: Suiruso della luce polarizzata nelle coi-riipon- denze telegrajiche. L Autore, dopo brevi ceinii inlorno ad altre iiia- — l/i2 — nlcre gia proposfe di adoperare la luce a queslo effet- toj avvisa die nello stesso piano di joolarizzazionc, senza pin, potrebbe essere un elemento dal quale trar- rc un pcrfetto linguaggio. Un appareccbio polarizzatore i'alto di piu laslre di velro sovrappostc, e girevole intorno ad un asse orizzontale, dovrc])be stare dinanzi la f'ontc luminosa da quel suo lato onde se ne aspettano i scgnaii. La lu- ce ne uscirc'bbe allora plii o nicno pienaniente pola- ilzzafa in un piano, la cui direziouc potrebbe a talento mularsi e farsi lispondere a ciascuna delle ventiquat- tro eguali divisioni di un seniicerchio veiticale segna- te delle altreltante lettere dell' alfabeto. Ad una delie quali divisioni, e alia lettera che raccompagna vorreb- be sempre assegnarsi un medesimo luogo j esempli- grazia il piano verticale pel centro. 11 lonlano osservatore dovrebbe armarsi la vista di un eannoccliiale affidato a stabile sostegno, e I'orni- to (dopo il sistenia de' suoi vetri oculari) di un tube contcnente un prisma di Nicol, od altro piu delicato polariscopio. II quale, volgcndosi con dolce sfregamen- to intorno 1' asse del eannoccliiale, farebbe discernere il piano in cbe giunge polarizzato il raggio luminoso. Ne altro farebbe niestieri ad accertare la lettera accen- nata dalP apparecchio polarizzatore, sc non un giro si- inilmente posto delle venliquattro lettere scolpite sul tubo del eannoccliiale, ed un indice portato dal pola- riscopio. II prof, Maggi tiene che eziandio sotto altre — 145 — e iniglioii i'oriuc polrebbe trarsi all' atto quesla sua idea, al cui riusciniento fauno, per suo avviso. bene augurare le taute utili applicazioni alia scienza e aU'iii- duslria onde fu trovata feconda la polarizzazione della luce. * , Alia lettura di questa Nota segue una breve di- scussione, in cui prendono parte i M. E. Minicli c Bellavitis, cav. Sanlini e cav. Zantedeschi. Dopo cio r I. R. Islituto si riduce in adunanza segreta. Si legge 1' Atlo verbale delP adunanza segreta del 19 raaggio decorso, ch' e approvato e firaialo. Si annunziano i seguenti doni fatti all' I. R. Isli- tuto : I. Dalla I. R. Luogotenenza delle Proviucie Veuete. Bullettino delle Leggi e degli Atti del Governo della ^etiezia. — Dalla Puntata XI alia XIII inclusive, cioe a tutlo 8 maggio d85i (ital.-led.). Venezia, in A. pice. 3. Dai sig. Compilatori del Giornale Fisico-cliimico italiano. Giornale fisico-chimico italiano. Puntata II. in 8. — U4 — ?>. Dill socio conisnondente dolt. G. I3att. Mu"-na. I D Cotnmcntario dcUe O/x-re di Gio. Andrea Giacominl ecc. (Estr. dal Giornale veil, di Scionzc nicdiclic). Sulla dottrina ddle f:bbri in gcncre del prof. cav. Bafalini^ c su quclla in parlicolare delle febbri ed ajjfezio- ni pcriodichc non fcbbrill del caiK prof. Tommasini., Con- sidcrazioni. Padova, IS 49, in 8. 4. Dal sig. O. G. Cosla di iNapoli. Scopo e risullamenii di una rjita a Pietrarosa. Nota (estr. dal Filiatro-Sebezio, Giornale di scienze mediche. Gcnnaio i85I) di pag. 8, in 8. 5. Dalla Redazioue del Giornale 1' I ncoraggiamento di Ferrara. L'lncoragrjiamenlo N.'' IG c 17 del i." c 8 maggio 1851. 6. Dal sig. (jriovanni Vein do. DelV ingefjno e degli scritti di Luigi Carrer^ Discor- S3. Vcnezia, 1851, in 8, di pag. 52. J. Dalla Societa d'lncoraggiamento di Scienze, Lette" re ed Arti in Milano. Programma di Concorso per la soluzionc del qncsito .• Sidle condizioni economiche c morali delle popolazioni - lio — ctfjricole in LomhunUa cc, cni vlene asscfjiinlo nn jirctnio di lilt- 900. 8. DaJIa R. Accademia dei Georgufiii dl Fircnze. Rendiconti delle adunaiize dclla U. Accademia "cnn I85I. 9. Dal M. E. cav. prof. ah. Z;.nledeschl. Dcirorigine e progresso dclla fisica tcorica speri- mcntale mW Jrchiijinnusio Padovauo, Prelezione^ lelta nel .J oUob.c 1850. Veuezia I80I, in 8. gr. di pag.'/ii. I o. Dal sig. aw. G. Tornmasoni di Venezia. Rapporlo letto all' Jtenco Fencto ndla toniala 8. maygio a. c. mile Memorie presentale par la solazione di tin quesito: Intoriio ai leslameiiti, proposto dal benemerito Jacob Fano. Venezia, 4831, in 4. di pag. 8, n." ^9 esem- plari. II M. E. prof, de Visiaai in nome della Commis- sione per la lingua, a cui appartiene, presenta un Rapporto air Istitulo in cui rende conto dei lavori eseguiti dalla Conimissione raedesiraa, dei metodi se- guiti, delle massime adottate e dei risultamenti ottenu- ti, non senza indicare la utilita che da questi risulta- menti polra ritrarne la lingua nostra. L' Istituto, ap- provando quanto fu dalla Gommissione operato, di- spone che le giunte e correzioni da esso proposte, e da introdursi nel Vocabolario della lingua, sieno falle dl pubblica ragione colle slanipe. f 'ol. II. Serie II. , '9 — |/|.G — l)o\en(losi (juindi procedere alia rinnovuziouc della Coiiimissioiic aozidelta, la quale continuo nel- 1' esercizio delle sue funzioni per oltre un Iriennio, il Vice-Presidente, in luogo del Presldcnle per indispo- sizione non intervcnuto, considerata V ulilila die si ritrasse dai lavoii di quelli die finora fecero parte della Commissione medesima, e preniesse eziandio al- Ire considerazioiii, propone die nclla specialita del ca- so, ed in via di eccezione, sieno conl'ermali i sette MeniJjri cffcltivi die tuUavia la compongono ; e che siano noniinati due altri M. E. a fame parte in so- slit uzione del defunti M. E, ab. Furlanetto e prof. Carrer. Procedendosi quindi per isdiede a siffatla iiomiua, rcstano con iiiaggioranza di voli elelti i M. E. prof. Maggi e Giulio Sandri. Doj»o cio 1 adunanza si scioglie. ADUNAISZA del GIORNO 22 OIUGNO ibiijl. Si legge I'AUo verbalc (lelFadunanza privata del gioroo 1 8 maggio, ch' e approvato e sottoscritto, II Membro eff. e Segretario provvisorio dott. Gi- rolamo Venauzio legge un Commentario sulla vita e sidle opere dl Lidgi Carrer. L' A u tore, dopo aver desci'itto i fatti principali della vita del Carrer, esamino e dimostro le facolta di cui fa privilegialo, gli stiidj che fece, gli scopi che si propose, e le opere clie produsse nel daplice arriiigo della poesia e della filologia. II M, E. prof. Menin legge 1' ultima parte della sua Memoria : Sid moniimenti delt America centrale^ nella quale ricerca anzi a tutto qual grado d' iucivili- mento possa ragionevolmeute attribuirsi alia uazione che li edifico. Le sue investigazioiii lo inducono a sta- - I'aS - Mlirc clic iieir Aintnica centrale al)bia stanzialo una volla numeroslssiina popolazione govcrnata da ris tret- la ina potenlo aiistticrazia, (Vi cui sfavasi a capo un re sacerdole. Siffalla popolazione eras! sollevata a tal qrado d' incivilimenlo, da esserle non solo familiari le arli di necessila, ma quelle ancora dlpiacere e di lus- so, siccome evidenlciiienle lo appalesano le decorazio- ni arcliitettonlche, i bassi-rilievi, le statue, le stoviglie, i granili e le agate tagliate, ripulite e sculte con dili- genlissima industria. A questo proposito TAutorc pose la questione^ se "li abllanti doll' America centrale usassero il ferro ,• e quaatunque uon abbia osato c^priuiere giudizio a(Ter- mativo, tultavolla niuslrossi incliuato a credere clie vcramente I'avessero, e ne usassero nell esercizio del- le arti. Kgli leggeva, prima che gli fosse giunto alle niani il fascicolo della Rivistn Briianmca del maggio I 85 I. II primo estratto die in quel fascicolo occorre, versa sulle antichila americane, elra leallre niollevo- glionvisi notare le seguenti parole: On rencnnlrc aiissi des ^'ases en argent , des fleches^ des brace I eh., des colliers^ des pipes en cidvre^ et des oidih de fer. La questione sarebbe duiic[ue risolta. Concluse, scnza entrare in confronti con allre nazioni del vecchio con- tineate, che anche gli abitatori delT America cenlrale erano saliti, ncgli auliclii Icmpi, ad un grado elevato d'incivilimento. Continue poscia sulP eta di colale incivilimenlo. — t/i9 — affermanclola antichissima. DI cio desunse le prove da quei segni che furono creduti e delti ieroglificl. In tutta r America centrale essi sono gli stessi. Duu- que v' ebbe un tempo in ciii una sola nazione di linguaggio, di rili, di consueludini uniforme popolo la contrada, Ora nella mcdesima suonano piu di ven- ti lin^ue, e le grammaticlie, i diziouarii che abbiamo di ben quattordici di quelle dimostrano che dialelti non sono di una slessa liogua, ma lingue fra loro es- senzialmente diverse. I Toltechi, i Cicimechij gli Aco- lui, i Tlascaltechi, gli Aztechi, la cui invasione nel cen- tro delFAmerica appartiene al settimo secolo della no- stra Era, parlavano tutti la znedesima lingua j dunque sono anteriori al settimo secolo tutte le rivoluzioni che ben dicianove lingue imporfarono nell' America centrale. La nessuna tradizione rimasta di tali rivolu- zioni basterebbe essa sola a convincerci di loro remo- lissima antichifa. A cio vuolsi aggiungere che le fisio- nomie scolpite sui ruinosi avanzi di Paleuque non so- migliano alia Bsiononiia di alcune fra le nazioni che era parlano le venti lingue mentovate; dunque la na- zione ch' edifice* i monumenti di Palenque scomparve anteriormente alle rivoluzioni che tante e tante diver- se lingue introdussero nell' America centrale. Siccome poi nulla di somigliante ai tipi dei bassi-rilievi di Pa- lenque si e finora scoperto, ne nelTantico, ne nel n no- vo continente, cosi I'Autore conchiude che la nazione edificatrice ando interamenle dislrulla. Efili non crede — ino — possibile cho hi complela eslinzioiie di nn popolo pos- sa eftettuarsi per umana ferocia, ne die il tipo delle fisonoinie possa inodificarsi a segno per iiiiscuglio di nazioni che piii non si abbia a riconoscere. Doversi per tale effetto ammettere una causa subilanea , una di quelle spaventose catastrofi che ripetulamento tra- sformarono qua e cola la superficie del noslro globo; molto pill die di lale catastroie Plalone conserve ai po- steri la ricordanza. Qui r Autore riferiva cio die si legge nel Tinieo di Platone^ della grand' isola allantica popolosissima e riccliissiina, inabissala per gagliardissinio tremuoto, e siinultauea innondazione. Poscia soslenne non potersi ragionevolniente sta- bilire che la narrazionc di Plalone sia una mera in- venzione del filosofo, o del sacerdote egizio che I'espo- se, o di Solone che la porlo in Grecia ; per ultimo confuto, col testo delio stesso Platone, T ipotesi di quelli che la grande isola atlantica coUocarono dentro il bacino del Mediterraneo, o veraniente nel Baltico. Preniesse le quali cose, decise che I'isola atlantica esi- steva neir Oceano atlautico, e proprianiente dirimpet- to alle colonne di Ercole, ov'essa al di d'oggi piu non esiste. Sogglunse che i naturalisti, indotti dalle preci- pitose correnti che radono le coste orienlali deH'Anie- rica, non credono poteilc aUrinienti spiegare che am- raettendo profundi anfralli e scoscendiaienti subac- quei, indizio d' una rivoluzione che deve aver soni- — 151 - uiei'so un vasto continente, del quale sarebbero avan- zi, dalla parte dell'antico mondo, le isole di Capo-Ver- de e delle Azore ; dalla parte dell' America, l' isola di Terranuova e le Lucaye *, considerevole estensione in vero, raa niente minore di quelia clie il greco filosofo concede all' isola Atlantica. Applicaudo queste riflessioni ai inonumenti del- I'America centrale, I'A. tutto il gia detto riassunse nelle seguentiproposizioni : 1 . I monumenti dell' America centrale non aveu- do veruna analogia con quelli dell' antico continente, si appalesano prodotto di una civilta non derivata raa nata e cresciuta ove gli slessi monumenti tuttora ri- mangono. 2. Di siffatta civilta gli Europei non udirono tra- dizioni indigene, ma le scopersero a caso avviluppate da densissima e distrultrice vegelazione ; essa fu dun- que anteriore alia memoria degli uomini di quelia contrada. 3. II tipo umano, scolpito sni monumenti dell'A- raerica centrale, non soniiglia a veruno di quelli die nell' America stessa si vedono oggidi* dunque la na- zione edificatrice di que' monumenti piu non esiste. 4. L'intera dislruzione di un popolo non puo at- tribuirsi ad umana forza, sibbene a quelle subitanee ed elficacissime della turbata natura. 5. La memoria di codesto naturale turbaniento giunsc per mezzo i secoli flno a noi consegnato agli — 152 — sciilli; dunquc uon sara I'uor di ragione affermare che i iiionumeuti di Palenque, di Chiapas, d' Uxinal sus- sistono porzione estrcma di un conlinente che ando sommerso, inentre le acque, sollevandosi perquella ca- lastrole, cagionarono neUe adiacenti regioni repeutiuo parziale dihivio, in cui perl aflogala la specie umana ivi vivente. Ritiraronsi leacque dal conlinente somaier- so, lasciandolo gieniito di rovine, e gli al>i(aLorI delle contrade boreali senza conlraslo innollrandoneldeser- lo meriggio, vi portarono diverse liugue e difforme barbaiie. Ivi a lento passo avanzarono riel sentiero della ci villa, privi d' istoria propria, ignari della sto- ria di quelle genti che avevatio seiulnato I'Anierica centrale delle loro gloriose faliche, onde avvenae che Cortez, ginnto a Messico, si abbattesse in una civilta che allora allora usciva d' infanzia, II M. E. dolt. iNaunas legge una Memoria: Sopra alciuii effetli dell alropina e del soljato di veratrhia. L' Autore speriinento 1' atropina nelle epilessie, e non ne vedette buon elfetto in due casi che pareva- no d'antiche nialeriali lesioni dell'encefalo. Sotto que- sto riniedio pero scomparvero le accessioui epiletliche in un caso nel quale il uiorbo non sembrava nianlenu- to da strumentali offese di quell'organo. Egli diniostra non esser possibile che uno stesso riuiedio vinca tutte le epilessie, le quali, per osservazioni cliniche ed aua- toniiche, Iraggono origine da diderenti condizioni di — i^o malaHia. Puo peraltro in ogni caso correggere la ner- vea suscettivita che ha molta parte nelle produzioni tlella forma epllettica, o mutare questa in ultra forma pin rnite di niorbo, anche sussistendo irreparabili le- sioni strumentali. Le attinenze fra i singoli rimedii e le nervee suscettivita, uon sono determinate e cosfan- ti, per cui bisogna ad uno ad uno sperimentare quel- li che operano specialaiente sui nervi o i loro centri, finche si trova il piu acconcio al singolo caso. L' a- tropina fornita di assai energica azione, che rappre- scDta concentratissima quella deW atropa hella donna da cui vicne estratta, puo molto giovare al predetto sco- po, purche si usi con la circospezione che richiede la sua energia, e si applichi sulla cute coperta dall' epi- dermide, in pomata. Con questa V autore riusci a se- darc qualche nevralgia, e quei dolori che vengono del- ti reumatici. Ma contro tali raorbi egli oppose princi- palraente I'uso interno del solfalo di veratrina che gli porto notevoli guarigioni anche in un caso di nevral- gia, nel quale la disperazione aveva falto ricorrere Tin- ferma alle ridicole consultazioui di un operatore di magnetismo onimale. Riconosciuta rcfticacia del due predetti rimedii, il dolt. Namias giovandosi del primo esternamente, e dell'uso interno del sccondo, che produce notevole ef- fetto alia superficie del corpo, ottenne varie impor- tanti guarigioni di nevralgie e di dolori reumatici. Finalmente il M. E. e Vicc-Presidenle cav, San- Fol. II. Si-rie II. io — 454 — lini coiminica verl)almcntc alPI. R. Islilalo alcune no- tizie Sopra il \ir nuovo plaiieta scoperto a Loiidra il gionio I (J moa;i:;io i 8 5 i . L'autore dojx) avor csposto come sia avvenuta la scopei'ta dl queslo pianela contemporaneamente iu Londra e in Napoli, per opera degli aslronomi Hind e Gasparis, e quail osservazioni sierio state fatte in quelle citla e a Padova, prcsenta gli elcmeuti pel cal- colo della orbita otteuuti dal suo Acr^iiunto sis. Trat- no D tenero, e conchiude con offrire il quadro compiuto delle osservazioni concernenti il novello astro, fatte cosi nelle due mentovate citta di Londra e di Napoli, come in quella di Padova. Dopo cio ristituto si riduce in adunanza segrela. Si legge il processo verbale dell'adunanza segre- ta del giorno 1 8 maggio decorso, ch'e approvato e sot- loscritto. Per soddisfare ad una ricerca falta dall' I. R. Am- ministrazione superiore delle Finanze rislituto nomi- na una Conimissione coniposta dei M. E. cav. prof. ab. Zantedeschi, prof. S. R. Minicli, e prof. Turazza. Dovendo quiudi provvedcre al ripristinamento dei premii d'industria, e del prcniio scientifico, i pri- rai dei quali esser devono conferili jiell' anuo j85ii, — 453 - ed il secondo lo deve essere nel susseguente anno 1 853, I'l. R. Istitulo, riservandosi di eseguire a tem- po deblto cio che i Regolamenti prescrivouo iotoruo al concorso ai premii d' industria, procede intauto a deliberare da qual parte dello scibile debba trarsi il quesito scientiGco da proporsi al concorso per 1' anno 1 85 3, ed a tal fine, fatte le conveuienti discussioni, e raccolti i voti dei singoli M. E., risulto essere statode- ciso dalla maggioranza che il quesito anzidetto sla trat- to dalle scienze fisiclie. In conseguenza di cio I'lstitu- to dispone die siano invitati i M.. E. e i S. C. a pro- porre programmi tolti dalle scienze indicate, e che questi esser debbano dai proponent! presentati alia Segreteria nel termine di un mese. Dopo cio Tadunanza si scioglie. Adu.\a:vza del ciori>o 2-1 Giugno iSol. Si legge I'Atto verbale cleH'adunanza prlvata del 19 maggio decorso, die eapprovato e sottoscritto. II M. E. cav. pror. Zantedesclii preseiita all' Isti- tuto la Meinoria : Sulla conducibillla elellrica del mii- scoli e dei nervi^ di cui espose il tenore ed i relativi esperimenti a voce nell' adunanza antecedente, e la I\Ieinoria : Sid colori accidentall di G. A. Venturis di- chiarando di presentarle in adempimeoto dell' art. 11 del Regolamento organico II M. E. dott. Nardo legge : Alcune osservazioni chimico-geologiche sid polere aggregatore del ferro. e sidla formazione del cosi detto caranto nel hacino Adnatico. In questa Memoria 1' Autore dopo aver — 158 — Irollalo e specie di Felci. Premessi alcunl cenni sulla geografica distribuzlo- ne delle piante di questa classe, discute da prima sul valore del caratfere dell' anello, relativaineute al margi- ne dello sporangio, eccentrico o centrale, obLliquo o rettoj caiattere sul quale il Bernhardi aveva si felice- mente fondata la distinzione delle sue Elicogirate e Catetogirate, ed il Kaulfuss quella delle sue Ciateacee 6 Polipodiacee. E diraostra die, se i botanici sono ca- dufi si presto e si unanimemente d'accordo nel rico- noscere I'importanza superiore de' caratteri desunti dal fruUo ed in ispecie dal seme delle piante fenoga- me j e se 1' organo analogo al germe fecondato delle piante seminifere. la spora, presenta talune diversita d'intima organizzazione. coiraiuto delle quali i gruppi di specie, che ne risultauo, pella concordaaza od affi- nita graudissima d'ogni altro piu importante carattere loro, vestouo evideutemente Timpronta di naturali coDsociaziouij e per certo iusostenibile affatto T opi- nione di Sir Guglielino Hooker relativamente al secon- dario valore del carattere delfanello stesso. Passa poscia ad esarae i gruppi ammessi dal Presl a parita di valore d'ordine, nella recentissima pubbli- cazione Die Gefiissbundel im Stipes der Farm; per cui crederebbe che le Ligodiacee sieno ad aversi quale semplice tribu delle Schizeacee ; le Matoniacee, le Al- Fol. II. Serie II. ' ... ' — 4G2 — sofilacee e le Tirsopteridcc siccoine altreltanfe Irihii delle Ciateacee. Osservr. clie le differenze, pellc qiiali le une di esse distlnguonsi dalle altre, non sono se non quelle medesiiiie che difl'erenzlano vicendevolmente le varie tribu di Polipodiacee. Cosi nelle Matoniacee, con indusio superiore al soro e peltato, rapprcsentansi le Aspldiee, nelle Alsofilacee a sori nudi le Polipodlee, le Woodsiee nelle Tirsopteridee e nelle Ciateacee di Presi, con sori peduncolati o sessili, e con indusio in- feriore involncnforme. Per la qual cosa dimostra che se questi quattro gruppi fossero ammessi con pari va- lore di ordine, converrebbe fare altrettanto colle Aspi- diee, Woodsiee, Dicksoniee, Polipodiee, Vitfariee, in- somma con ogni altra tribu indistintamente di Polipo- diacee, nelle quali tutte I'anello dello sporangio e cen- Irale e retto, e la deiscenza laterale. Propone percio la primaria divisione delle antiche Ciateacee in due sottordini, delle Jmenofore e delle Gi/iiiosore, analo- glii a quelli di egual nome e valorc generalmente am- messi tra le Polipodiacee stesse. A proposito di Aspi- diee, nota le difl'erenze tra le varie forme d' indusio-, rimarca che, mentre non e noto alcun passaggio di for- ma tra un indusio supero e verun' altra maniera d'in- dusio, sono abbastanza numerose e graduali le transi- zioni d'indusii concentrici inferi in indusii lateral! j propcnde quindi a considerare T indusio concentrico, supero e peltate sul riceltacolo, siccome un orgauo di maggiorc clcvalezza clic non 1' indusio conceulrico — 1G3 — inferoj nel quale, in ultima analisi, il ricettacolo e la parte centrale dell' indusio stesso, o, in altri termini, I'indusio e una porzione del ricettacolo. Cosi la seric delle tribu di Polipodiacee Imenofore principierebbe dalle Aspidiee, alle quali terrebbero dietro le Wood- siee, ed a queste le Dicksoniee, le Davalliee, le Lind. sa) ee, le Aspleniee e le Adiantee. In seguito propone i nuovi generi e le nuove spe- cie seguenti, di cui espone i caratteri diflerenziali (i; e le aiTinifa; presentando gli esemplari originali, dietro ai quali souo fondati i geaeri e le specie stesse. I. Neuromanes affme Trevis. -- Raccolto dall'IIost- mann al Surinam {Collect. Plant, exsicc. Suri- nam. Filic. n. 75). a. Trichomanes formosiimTre\is.~ Co\l^ne\\eioves\.Q delle montagne azzurre della Giamaica, a 4 5 00 piedi d^ elevazione sopra il livello del mare. E il uumero 1676 della collezione divulgata dal Linden. 3. Trichomanes FnediichstJialiilLveyis. ~ Dell'isola Ometyne sulla costa di Guatimala, riportata dal Friedrichsthal {Collect. Plant, guatemal. exsicc. n. 10,40). A prima vista si preuderebbe pelle fo- (1) Pelle descrizioni di qiiesle specie, ed i caratteri dci nuovi ge- "eri qui proposti, sara a vedersi il catalogo lagionalo delle ditto- game deposle neirerbaiio dell' autorc, da pubLlicaisi soUo il titolo. Herbarium cryplogamicum Treinsanianum. -^ 404 — i^lie di un' ombrellifera, e.d in ispccio di im DaucHs. /|. Mertensui conmmtata Trevis. — Di Malacca. L il numero 3y^ delle Iclci di Cuming. Confiisa a torto da Giovanni Smith colla Gleichenia bifitr- cata di Blume. 5. Mertensia 2rac'ilenta Trevis. — KaccoJta all isola Luzon delle Filipplnc dal Cuming {Coll. Filic. n, ayo). Affinc alia Mertensia pteridifoUa di Presi. 6. Mertensia spectabilis Trevis. — Colla precedente (Cuming Collect. Filic. n. i36). •J. Cyathea grenade/isis Trevis. — Sul versanle delTo- lima nella provincia di Mariquita della Nuova Granata, a 1200 tese d' elevazione (Collect, de J. Linden d. tt>22). E affine alle Ciatee excelsa di Swartz, javanica di Bluine, ed Inirayana di Hooker. 8. Hemitelia CuminG;ii Trevis. — DelP isola Luzon delle Filippine (Cuming Collect. Filic. n. 179). Erroneamenic delernn'nala da Giovanni Smilh per W llsophila extensa di R. Hro\vn. 9. Jlemlfelia Vrieseana Trevis, — Di Giava • prove- nienle dali' erbario del prof, de Viiese. 10. Hemitelia alrovirens Trevis. — RaccoUa sulle rive delfiunie di San Giovanni di Gualimala dal Fric- drichsthal {Collect. Plant, quatenial. e.tslcc. n. C39). _ 1 I , Hemitelia megalosora Trevis. — A Baliia del Bra- — ^G5 - slle (Blanchet Collect. Plant, e.vsicc. hrasil. n. 8227). 1 2, Alsophila Blanchetl Trevis. — Delia stessa loca- lifa della precedente*, raccoUa da Blanchet (n. 77), I 3. Alsophila Fusagasuga Trevis. — A Bogota della Nuova Granata, a goo lese circa: osservata dal Linden (Co//ec^. exsicc.n. S/fs). La denominazio- iie specifica e tolta da quella volgare coa die di- stiriguesi dagP indigeni. •: 14. Alsophila Smilhii Trevis. — Raccolta dal Cuming (Collect. Filic. n. o/\5) nell'isola Negros delle Filippine. I 5. Alsophila Mertensii Trevis. — Colfa dallo stesso Cuming (Co//ec/. Filic. n. 71) iiella provincia La- gona della isola Luzon; e dal dolt. Mer(ens {Herb. Acad, imper. Petropol.) ne^contorni di Manilla. Questa specie Hi confusa colla precedente da Gio. Smith sotlo il nome di Alsophila glaiica. 16. Nephrodium. cognatum Trevis. — Ne' luoghi pa- hidosi di Coral-falsa-Madeira nella Capitania di Rio de Janeiro al Brasile. Affine al Nephrodium Linituin (Scholt). "■. L Oligocampia, nov. gen. {Ord. Polypodia- ceae ; Trib. Aspidieae). 17. Ohgocarnpia microcarpa Trevis. — Delia provin- cia Batanga della Luzon, nelle Filippine; ripcjila- ta dal Cuming (Collect. Filic. n. aSg). 18. Blechnum Cumingianwn Trevis. — Di Malacca. — -166 — riaccoUa dal Cuming {Collect Filic. n. 38,^)), e conlusa da Giovanni Smith col Blechnurri s/rla- turn di R. Brown. ' . ' ' 19. Bleclmum macrop/iyllum Trevis. — Dell'isola Lu- zon delle Filippine (Cuming Collect. Filic. n. 2 5'^). Determinata erroueamente da Giovanni Smith (in Hook. Journ. of hotan. III. pag. l\o^) pel Blechnum orientale (Linn.). 20. lilechnnrn drepanopliyllum Trevis. — Sulla Cor- dillera di Oaxaca del Messico, inconlrato da Ga- leotti {Collect, eccsicc. n. 6897), e riferito per erroi'e al Bleclinam caudatwn di Cavanilles. L'autore lo possede inoltre dal Brasile. ai. Blechnum Haenkeaniun Trevis. — E il Blech- num caudatwn (non Cavan.) delle Beliquiae Haenkeanae (vol. I, pag. 5o, exclus. omnib. sy- nonym.). II. Blechnopteris, nov. gen. {Orel. Polypo- dlaceaej Trib. Asplenieae). Fondato sui Blech- num australe (Linn.), hastatwn (Kaulf.), ambi- guum (Kaulf.), procerum (La Billard.), punctnla- tum (Swartz), ecc. III. AwisosoRus, nov. gen. {Ord. Polypodia- ceae-, Trib. Adianteae). — . Questo genere ha a tipo la Vteris laciniata (Willd.). 22. Lomaria Binconii Trevis. — Raccolta dal Frie- drichslhal {Collect, exsicc. n. 1^3 7) sul sommo giogo del vulcano Riacon di Gualimala. — 167 — 23. Lomaria propinqiia Trevis, — Rlportata da Pe- dro Alvez nclla Capitania Rio de Janeiro del Bra- silc: veduta dall'autore confusa in alcuni erbarii colla Lomaria Plamieri di Desvaux, a4. Vittaria coccygocarpa Trevis. — Questa specie, distintissima tra ogni altra conosciuta pe' suoi sporangi a forma di cappuccioj fu rinvenuta dal Drege al Capo di Buona Speranza, ed erronea- mente divulgata nelle sue collezioni disseccate sotto il nome di Vittaria lineata (Swartz). aS. Vittaria Gneinzii Trevis. — Colta dal Gueinzius a Port-Natal. 26. Vittaria Merfensii Trevis. — Riportata da Gua- ham delle isole Marianne dal Mertens. 27. Vittaria xiphophjlla Trevis. — Dell'isola Luzon delle Filippine: e il nuniero 76 delle felcl di Cuming, scambiata per errore da Giovanni Smith colla Vittaria ensif'ormis di Swartz. 28. Vittaria oniista Trevis. — Raccolta al Brasile dal Gardner {Collect. Plant, exsicc. Filic. n. 147). 2(). Vittaria spartimorpha Trevis. — Sulla Cordillera di Oaxaca del Messico, colta dal Galeotti, e di- vulgata per isbaglio col nome Taenitis linearis (Kaulf.) sotto il num. 63 3 7. 3o. Antrophyum Cumingil Trevis. — Isola Luzoo. (Cuming Filic. pJiilippin. exsicc. n. l\ 1 6). 3 I . Antrophyum Johannis Trevis. — (]olla preceden- le raccolta dal Cuming. {Vilic. n. 81), e confusa — 4G8 — da Giovanni Smith coll'affine Antrophyum obtu- sum (Spreng.). 3a. llemionitls toxotis Trevis. — Delle Indie Orien- tal!. IV. Neurosorus, nov. gen. {Orel. Polypodia ceae ; Trib. Grammitideae). — Fondato sulla Grainmitls caiidata di ^yallich, e sulla Gymno- gramma javanica di Bliiine. V. EscnATOGRAMME, nov. gCH. {Oixl. Polypo- diaccae; Trib. Notholaeneae). Proposto per la Pleris fnrcata (Linn.) e la Taenitis Desi'anxu (Klotzsch). VI. Amphisoria, nov. gen. (Orel. Polypodia- ceae; Inb. Acrosticheae). — Fondato sulla Po- •: Ifbotrya caudata (Kunze) ed apiijolla (J. Smith). > ' , _ . ■ ' . , ' Termina coU'ostensione di una felce arborea ra- rissinia, di cui pochissiaii esemplari possedonsi in al- cuni erbarii, la Matonia pecfinafa (R. Brown), sinora raccolla solamenle sul monle Ophir del Singapore. Finalmcnte il S. C. Penolazzi fece leggere dal M. E. clod. Namias la continuazione e la fine della prima parte della sua Memoriu; Sidla coleVuiasi. In quesla parte della sua Memoria il S. C. dott. Penolazzi determina i carafteri dei calcoli bi- liari, ne descrive T analisi cliimica c tratta della lore formazione. In quanto al prima oggetto egli deduce — 169 — i caratleri dei calcoli biliari dalla grandezza, dalla for- ma, dal colore, dalla consistenza, dal peso specifico e finalniente dairinlerna slruttura. lu quaolo al secondo oggeflo I'Aulore, preinesso clie oggl non si crede piii die esislano calcoli di sola bile condeasata, parla in primo luogo della renella biliare che distingue in co- lesterica, pigmentaria e melanica, poscia di altre cin- que classi di calcoli, cioe dei calcoli melanici o neri, dei calcoli di colesterina, dei calcoli di materia colo- rante, del calcolo di picromele, e dei calcoli delti inde- finibili j e di tutte quesle specie indica le qualita di- stinlive e le sostanze che le costituiscono, non senza accennare cziandio le differenze die vi sono fra i cal- coli epatici ed i cistici, e gP iutestinali. Intorno a] terzo oggetto, alia forniazioae cioe dei calcoli, osserva I'Autore che il calcolo biliare e evidentemente una cristallizzazione; uota che la colelitogenesi non puo aver luogo in un corpo sano, ma suppone condizioni morbosej parla di queste condizioni, della formazione progressiva dei calcoli biliari, del loro ingrandiaiento, della loro formazione nella vena-porta, e sopra tutte queste materia riferisce le opinioni dei principali scriHori che ne tratfarono, e soggiunge la propria. Intese queste lelture, 1' Istituto si riduce in adu- nanza segreta. Si legge r A. V. dell' adunanza segreta del 1 9 maggio decorso, ch' e appro valo e soltoscritto. f'ol. II. Serie II. -J 2 — 170 — Si annunziano i seguenti doni fatli all' Islituto : 1, Dalla I. R. Luogotenenza delle Provincle Venclc. Bnlletlino (Idle Leggi c dcgli AHi del Governo ddla Fenezia. Piintala VII, con Siipplemcnto, per Tanno 1850. — Puntate XIV c XV per Tanuo 4851. 2. Dal sig. dott. F. O. Scortegagna. Analisi della Memoria intitolata : Storia del genere Gordiiis e di nn nuovo Elminto. Bologna, di pag. 8, in 8. 3. Dal sig. Vincenzo Gallo, prof, di nautica in Trieste. Trattato di naviga::ione. Trieste, d8/i7, 2 vol. in 8. gr. /(. Dal sig. Giovanni Plana di Torino. Note sur Vcxperience commttuiquiie par HI. Leon Fou- cault k 3. fevrier -1851 a VJcudemic des sciences de Pa- ris (cslr. dagli Alii dcirAccadcmia di Torino), di pag. 18 in 8. 5. Dal sig. Alessandro Andreis di Piacenza. Cenni sulla polmonea hovina. Piacenzaj 1851,di pag. oO, in 8. T). Dal sig. dolt. Giovanni Bizio figlio. Considerazioni inlor7iu al cundensamenlo del gas in — 171 — seno del carbone, e di allre sostanze porose. Venezia, i 83 1 , di pag-. 54, in 8. 7. Dal sig. Pasqualc Landi Ji Cinigliano. Dell' ottalmia catarrah epidemica nelle milizie uu- siriache stanziate in Firenze. Firenze, i850, di pag. 100 in 8. dore. 8. Dal sig. dott. Gio. Menegazzi di Pieve di Ca- Del corso aniico del Ficwe. Venezia, I80O, di pag. 48, in 8. 9. Dalla Redazione del Giornale : L' Iiicoraggia- mento di Ferrara. L'Incorarjfjiamento n. 20 e 21, 3 e 12 giugno 1851. 10. Dal sig. Vittore B. A. Trevisan. Sagrjio d' una monograjia delle Jlghe Coccotalie. Pa- dova, 1848 di pag. 112, in 8. Viste le dicliiarazioni eiuauate dall' I. R. Luogo- 'tenenza, V Istituto unanimemente deiibera che uelle prossime aduuanze di luglio abbiasi a procedere alle , regolari proposizioni per la nomina ai sette posti la- sciati vacanti dai defunti M. E. prof. Zamboni, prof. Zeudrini, prof Furlaiietto, co. Contarini, prof Giaco- miiii, prof Conti, prof Carrer, e che di cio abbiasi a — 172 — dare avviso ai singoli M. E. la-lle circolari da dira- iiiarsi per le adunanze anzidellc. IlSegrelario, prcscntando il prospetlo dciGiorna- li ai quail per lo passato era associato ristilnto, invifa ciuesto a deliberare sul ripristinaaicnlo di tali asso- ciazioni rirnasle sospese perlepassatc viccnde. L'lsti- tulodetcrminache il prospelto e la donianda si riniet- tano alia Comuiissioae per la Bibiioteca, alllnclie que- sla esamini rargomento, ed avanzi le sue proposizio- iii, nou senza peru lasciar apcrto I'adito ad ogui M. E. di manifestare su cio i suoi particoiari desiderii e pareri. li'I. R. Luogotenenza riinette all'Islitulo, perche faccia le sue osscrvazioui ed avanzi le sue propo- ste, un rapporto dell'I. Jl. Direzione generale delle pubbliche Costruzioni concernente gli scavamenti di Vallonga. L'Islituto per la Iraltazioue di questo af- fare nomina una Commissione composta dei M. E. prof. Menin, co. Gio. Cittadella e ing. Casoni. Fiualmente si legge una lettera del Segrelario di una Societa butanieo-ireolosiea di recente foudala ia Vienna, con cuiquesli comunica gli statuti fondainen- lali all' I. R. Istiluto Veneto, c niauifesla il desiderio di enlrare in corrispondenza con esse. Dope cio I'adunanza si scioglie. Adunanza del oiorno 20 luglio 1851. In ijuestaJunanza le funzioni di Segretario sono esercitatc tlal 31. E. prol". Turazza iiivece del M. E. dott. Venanzio, cui giavi cagioni inipedirono di as- sistervi. ■ >:. Si legge I'Atto verbale dell'adunanza privala 23 giugno decorso, ch' e approvato e sottoscritto.* II M. E. prof. Bellavitis legge un suo Discorso sidle unitd delle varie quantita Jlsiche^ e sidV impor- tanza ed uso delle teorie per raccogUere e coordi- nare i Jenomeni fisici. L'Aulore mostra I'importanza di stabilire co- stanti unita e di riferire ad esse le quantita fisiche die si osservano •, poiche , secondo luij dovra rima- — i74 -^ iieie innlilo c dimenticala ogni tcoria die, senza rife- rire a precise unlta, senza dare la niisura delle cause e degli efletli, abbia la pretesa di spiegare i fenome- ni, mentre nemmeno giunge a descriverli. Parlando del sisteina melrico, I'Aulore deplora clie i inatematici non abblano adottate le divisioni deciruali di angolo e di tempo ^ egli crede che il metro, anziche da una poco csatta misura della Terra, nieglio e piu utilnien- te si sarebbe dedotto dalla gravita. Stabilite le nnila di tempo e di lunghezza, que!!a di massa si potreb- be dedurre dall' attrazione, senza bisogno di scegliere arbitrariamenle una sostanza che desse I'unita di den- sita : ma per le imperfettissime cognizioui che possia- mo avere sull' attrazione di un dato corpo, fu par- tite molto piu saggio lo scegliere per imita il metro cubico di acqua, ossia mille chilogrammi. Lc unita di peso e di pressione dipendono dalla gravita : spiace air Autore che non siasi presa per pressione atmo- sferica normale qaella di una colonna di acqua di dieci metri di altezza. Torna utile indicare con opportuni segni come le unita coraplesse dipendano dalle fondamentali, che sono quelle di tempo, di lunghezza, di massa, di tem- peratura, ecc. Con tah segnature si i'a tosto palese che il lavoro meccanico e espresso da una forza viva. II prezzo del lavoro meccanico darebbe un modo di pa- ragonare le unita monetarie, che, molto meglio del con- froQto dei pesi delle monete, si accorderebbe coi bi- _ d75 — sogni c coi caprlcci, die con dato valor monetario si possono soddisfare. Ad onta del due punti fissl delle scale termome- trlche, la divisioue del termo od unita di temperatu- ra conserva una cerla arbitrarieta che si toglie coUa scelta deir aria qual corpo termometrico. Per unita del calorico possono prendersi 100,000 calorie j cio nella supposizione che il calorico si consideri come un corpo siii genej'is, ipotesi che all'Autore sembra molto preferibile a quella di considerare i fenomeni calori- fici come prodotti da vibrazioni. All' ipotesi della ma- terialita del calorico I'urono proraosse dal Berzelius in poi delle obbiezioni , che forse si possono togliere compiutamente quando si ammetta, com' e cosa na- turale e giusta, che ogni corpo contenga una quantita totale di calorico, affatto indipendente dal suo calorico specifico, e la quale si determinera in guisa da spiega- re, se sia possibile, tutti i fenomeni calorifici e frigo- rifici che accompagnano le composizioni, decomposi- zioni, compressioni, ecc. Nell' ipotesi delle vibrazioni calorifiche la caloria e una forza viva, ed equivale al- r incirca a 4oo chilogrammetri. L'Autore si mostra ancora meno propenso all'opinione di alcuni fisici che il calorico, anziche un corpo dotato di sue speciali proprieta, sia forse oro, forse acqua, forse carbonic , anzi probabilmenle un miscuglio di tutte le sostanze, che sifTatlamente si attenuarono da perdere le loro in- dividuali proprieta. . . . — -17G — Pill difficile si e stabilire una unita ed una misu- ra deirintcnsita della luce; del che non e da ineravi- gliarsi, poiche egual dilTicolta s'incontrerebhe volendo niisuraie il suono. Anchc per 1' eletlrico uon furono adottale precise unita, quantunque i fenomeni dell' e- lettricila statica nei corpi perfettamente conduttori sieno espressi da una opportunissima teoria, quella cioe dei due fluidi eletlrici, le cui mutue azioni seguo- 110 le leggi Newtoniane. Sono pure buone teorie quelle die riuniscouo le azioni fra le calamite e le correnti elettriclic, e di qneste tra di loro. Ma tra quesli sei agenti, calorico, luce, eletlrico, magnetico, forze chi- miclie, forze fisiologiche, liamio luogo molte altre vi- cendevoli azioni, le quali uon sono espresse da alcuna teoria, sicche buoiia parte della Fisica e ancora nello stato di storia piuttosto die di scienza. L'jVutore cnumcra molte di queste viccndevoli azioni, niaravigliando die le niagncto-elettriclie sieno state scoperte dal Faraday parecchi anni dopo die si conoscevano le elettro-magnetiche. Alcuni credono di condurre la Fisica a certa va- glieggiafa semplicita attribuendo alio stesso principio i fenomeni elelti'ici, niagnetici, calorific! , luminosi ; ma se veraniente a tanlo valesse la loro teoria, non dovrebbero piu menzionare ne calorico, ne eletlri- co, ecc, ne mai adoperare il linguaggio desunto da quelle ipolesi, die, nella loro opinione, sono alti'et- tanli errori. Quell' etcre universale (da cui si vorreb- — 177 — he Irarre ia spicgazione tU fenoineiii lanto diireicnli, quanto la luce e diflercnte dalle azioai uiagneticlie, e quanto il lenlo propagarsi del calore e diverso dalle correnti elettriche), secoudo il Nobili, e una materia ripulsiva afTatlo differente dalla materia attrattivaj se- coudo allii, e la ordiuaiia materia che iudefinitamenle .si attenua per una spontanea e progressiva attenua- zione, sicclie sembra gran ventura conservarne un po- ca non ancora attenuata. Uno dei Fisici che crede 1' espansione della ma- teria essere la cagioue universale dei fenomeni si e I'Azais. Ma per cercare nuovi principii di Fisica nou basta proclamare che coi nuovi principii tutto si spie- ga, bisogna discendere a compiutamente e chiaramen- te descrivere il modo con cui s' immagina costituita 1' interna compage dei corpi, e bisogna far vedere co- me ne derivino i varii fenomeni, in guisa da render palese che non potrebbero avvenire diversamente, ne in diversa misura : nou mai imitare quelli che credo- no avere spiegato vin fenomeno quando hanno vaga- mente indicata la possibilita di conciliare il fenomeno colle loro ipotesi, e Jiieno ancora euunciare proposi- zioni nolle quali, secondo gli adolfati principii, il sog~ getto non esiste e I'attributo c impossibile •, come sa- rehbe la proposizione che il calorico esercita uu' azio- ne ripulsiva a percettibile distanza , per quei Fisici che negano T esistcnza del calorico, e non ammeltono alcuua azione a distanza. ' Fol. 11. Scrie 11. 33 — 178 — L' Aiilore terniina dicendo die lo slato alluale (lella Fisica richlede un sufficiente numero di leotic narziali le quali riuniscano tanti lenomeni finora sle- gati, e li esprimnno nelle loro esatte rnisure riferite ad unita bene definite. . i; Poscia il M. E. dolt. Giuseppe Bianchetti lesse una Nota intorno ad alciine cose spettanti alia lingua e alio stile^ a proposito di un opera recentemente slam- pata a Firenze. Toccato prima in generate del contenuto di si i'atta opera, ed accennate alcune proposizioni e giudi- zj che vi si leggono, e cb'egli non reputa degni di al- cuna confutazione , dice che nelF argoniento stesso della lingua e dello stile non crederebbe che giovasse mollo di occuparsene, se quello che vl si piio ed ei si propone di notare 5? non avendo infine alcun parti- colare legame che lo tenga stretto a questo libro, e po- tendosi quindi di leggeri trasferire al generale, non fosse per riuscire forse di qualche utilita ad uno dogli studj piu importanti che furono affidali al nostro Isti- tuto. Ho delto (segue il Bianchetti) ad uno dei piii importanti ; e non la reputerei esagerazione se V a- vessi chiamato il piu iniportante ) perche c' invita a tener volto il peusiero alia piu bella tra le lingue che si parlino attualmente nel mondo ; alia sola forse ca- pace di rappresentare un'immagine della magnificenza e soavila dclle anliche ; perche c' invita ad aQ'alicarci — 179 — per conservare puro e Accennate quindi alcune mctafore che al Bian- chetti parvero assai strane, e nelle quali s'imbatte leg- gcudo I'opera di questo scrittore, egli prosegue : « Le mclaforc, adoperate a luogo e con senuo, sono in ccria — 184 — i;uisa l^II spirit i, i <_iuali, agitandosi nci corpi dellc scill- turc, (laiino loro propriamente la vita, Una scrillura ill cul luUi i vocaboli (ossero in senso proprio, o rcsi) tale dal liingo uso, non sarcbbc die come un ritratlo operato dal Dagiierrolipn^ snn/.a colore, seiiza cspres- sione, senz'aniina. Ma bisogna, come dico, die si ado- perino a lor liiogo e con senno-, perclie allrirnenli si efTetlua pur qui cbe il pcssinio e la cornizione deH'ot- liiiio •, niculre da poclie piii cose puo esscre iiiag- ciornientc iiuasta una scrillura cIk; da molafore inal usate. Le lolgono ogni prcgio di proprieta, di natura- lezza •, la inaccliiano, per conlrario, di molli vizii ;, e lion di rado del peggiore di lutli, cli'e di rendere qua e la oscuro od aiiibiguo il senso. Cerlo io sono lungi dair appllcare lutto cIo all' opera clello scrittore di ciii parllamo; si lungi, com'essa lo e dal ineritarlo. Ma non ho volnlo astenerini da cpiesto poco di cenno, il quale forse non fia inutile pen- alcuni scritlori giovani de'noslri giorni, che si getlano tanto avventatainenle in tpiesta bisogna delle nietafore da giustificare piu die inai il dello di Paolo Ltiigi Courier, il quale esda- mava : Dio ci i^unnli da/la metafora! Molli anni sono, un antico uffiziale di Napoleone^ leggendo in nn gior- nal franccse \\n arlicolo in cui si parlava del trasporto dellc ceneri di lui in Francia, lutto costcrnato, si af- fretto di scrivere una lettera al dircltore di quel gior- nale niedesirao, per diiedergli, so dunque V iinpera- torc non era slalo inibalsanialo, com' crasi delto, e se — 185 -- ~ ]a Francia non avesse ad aver altro piii die le sue cc- iieri. II direUore, pubblicando nel suo giornale stesso questa letlera, rinfranco \o sciitlore di essa, e quauti altri potessero essere caduti nel dubbio medesimo, a luolivo della parola cc-iieri, adoperata, die' egli, dalla rettorica del sig. Remnsat, ed asslcuro tulti clie il cadavere di iXapoleone non era stato altrinienti ab- briiciato, ma imbalsamato, e die intiero lo possede- rebbe la Franda. IIo volulo ricordare questo aneddoto curioso, non solo perdie si affa niollo bene a quel die toccavo in genere di sopra iutorno all' aiiibiguita die puo essere prodotta da' vocaboli metafoiid -, ma ancbe perche mi conduce natuiahiiente a notare una cosa die mi par degna di nola j cioe quaulo sia sconveniente mia !al parola medesiuia di ceiwri die si legge cosi spesso nelle nostre iscrizioui sepolcrali stampate e scolpite, in latino e in italiano. Essa lo e tanlo, come lo era il verbo scavalcare^ die il Cesari, a non uscir del trecento, adopero talvolta per dire che smonlo o snionterebbe di calesse o di carrozza nel tale o tal altro luogo. •'•> Passa quindi il Bianchetti a parlare ddl' uso di certe cosi delte eleganze, cli' egli chiama elcgauze di raccolta, delle quali si mostra assai vago lo scrillore di cui si occupa, oude riesce anche per cio non di rado freddo ed afleUato il suo stile. Nelf esame del quale procedendo il Bianclietti, gli accadde di nolarvi piu e piu altri difeltij come, frequenti consonanze di Ful. II. Scrie II. 24 — 18G — slllnhc o parole troppo viclne*, trasposizioni non aggra- (levoli, c rendenli tal Cala meno chiaro il senso •, gli stessi vocaboli piu volte ripetuti negli slessi pctiocli • alcuni errori di sintassi ; alciinc impropriela nelle vo- ci;parllcipi e pronoini spcsso non usati secondo i precetti ed i consigli de' migliorl grammatici ; parole e frasi soverchie ad esprimere un pensiero od un sen- tlniento; e sopra tutto, un numero non piccolo di modi lolli di peso dalla lingua francese. Di tutte que- sle cose egli reco un buon numero di eseinpj, e inolli piiJ disse aversene riservali, a non allungare oltre al bisogno il suo discorso. » Dopo cio ristituto si riduce in adunanza segreta. In quest' adunanza il Presidente cav. Racclielti, dovendosi allontanare , lascia la Presidenza al VicC' Presidente cav. Santini. Procedendosi a nominare una Commissione per la scelta del Quesito scicnlifico da pro[)orsi pel concor- so del i853,ri. Pi.Istituto, dietro intcrpellazione del Vice-presidenle, deterinina che qviesta Commissione abbia ad esser composta di tre individtii, c quindi me- dianle Ic schede eleggc ad cssa i M. E. Bellavitis, Maggi c cav. Santini. 11 M. E. prof, de Visiani, in nome dclla Com- missione delle scienze naturali, legge un Rapporlo in- — 187 — torno airacquisto della Eaccolla geologica del co. Cor- niani propostu dalle Eredi sin dall' anno 1847, e po- scia da esse riproposto. L' I. R. Istituto delibera die la prefata Cuiiiinissione esaaiiui specificatauicute fan- zidefta RaccoUa, e quindi concreli le sue proposizioni suir acquisto di essa, previi gli opportuni conceiti coir Amministratoie. Dopo ciu r adiinanza si scioiilie. AdUKAKZA del CIORNO 21 LUGLIO iSSl. Si legge TAtlo verhalc dell'adunanxa del giorno 2 3 giugno decorso, clic, dopo una rettificazionc chie- sta dal M. E. Zantedesclu e sul monienlo eseguila, viene approvato e finnato. II M. E. Insieiinere Casoni lesse una sua Memoiia: Inlorno cdciine opere idraiiUche che egli propone alio scopo di mig;Uorare la coiidizione del bacino interna cd Porto di Mcdamocco^ e di rsgolare le correnti di ri- JJusso a vantaggio della miovcijoce apertasi davanti il Porto niedesirno. L'Aulore acceuna ad altre sue letlure nelle qiiali prcse a trattarc del Porfo di Malamocco, e ricorda che ill liii, pill clie in altii, e dovere pieieiir qneslo ad o- giii diverso argomento, perclie ogiii ciira che vi si — 100 — pronda, ognl siiggcriiiiento clie si proponga con lo sco- pe di migliorarnc rattual condizione, torna a niag- glor vantaggio cd a decoio di quesla illustre citta. Prima di toccare ai lipieglii cd ai provvedimen- ti che credercljbe suggerire, ringegnere Casoni fa una siicciiita narrazione del Piano riguardo al Porto me- desimo proposto I'anno i8o(3 dai inatematici francesi Prony e Sganzin assieme al veneziano colonuello del Genio navale Salvini, e ne la ct)n()scere i lavori pro- gettati da questi, tanto per otteuere una foce esterna retta, profonda e libcranieute pralicabile a mezzo di due dighe in senso ortogonale a' lidi, la maggiore del- le qiiali al nord trovasi gia per Sovrana uuinificenza quasi ultimata, quanto gli altri lavori nell'interno del- la laguna, dirctli ad aumeulare la massa delle acf[ae llueiili al bacino di esso Porto. Passa in segulto a descrivere le modificazioni, au- che |>er vistc estranee al soggettcj ])ortale ai piano pri- mario dairitigegnere in capoLessaii,quindi dal colonnel- lo del Genio Antonio Luigi Romano, le quali qiiautun- que lirviitale alia parte interna e presso al bacino, pu- re iiilluirono grandeniente a minorare gli elletti utili che uella inliera eseciizione del Piano originale erano preavv isa'i. 1'^ qui I'Aulore prosegue ponendo in evidcnza i saggi avvedimenii, che la dottrina aveva suggeriti e che gli csanii locali avevano confermati, intcjrno alia dispo- sizioue ed alia ubicaziono delle vai'ie opere da qnegli ~ 191 -^ illustri proposlo nel 180G, aggiungendo per confron- to i risullanienti chc se ifebbero in f'orza a quelle sva- riate modificaziom., singolarnieiite al banco interno os- sia alio scanno denominato della Rocclictta die per al- lora riporto qualche vontaggio. Preniesse codeste notizie, die TAutore trova ne- cessarie a plena intelllgenza delPargoaiento ed a ren- dere plii agevole per liii lo sviluppo delle proprle idee, segue rappresentando quale sia Todierna condi- zione del bacino interno al Porto di Malamocco, e quale lo stato poco felice pel ripetuto scanno Rocchet- ta • continua col dire cbe le osservazioni da lul cola operate nei giorni prossirni al solslizio di giugno de- corso iuvitarono la di lui altenzione e lo invogliarono a studiare quelle localita, a conoscere le profondila del grandi canali versauti in quel bacino ed a delerminare una graduazione riguardo alia velocifa delle loro ri- spettive correnti per condursi poscia alio studio di qualche proficuo suggerimento. . • ■ Le quali cose fatte, e trovato che la maggiore cor- rente sulle allre preponderante e quella che duran- te il riflusso discende dal gran canale Fisolo, poi quella del cauale Melison, indi I'altra del canale deno- minato di Malamocco che termina appunlo sul banco Rocchetta, descrive gli effetti reciproci di queste, e con argomeutazionl proprie del caso ed appoggiatc a replicati esami cd a confronti locali procura dimoslra- re quale sia lorigine del banco o scanno della Roc- — 192 — chetta, e quali le cause, anco recenti, in parte proen- ratc per colpa tl' uomo, die lo mantengono cd aiizi lo fanno aumeulare, per cui sovente si la incomodo alia navigazione. L'ino'e'^nere Casoni fa quindi conoscerc quali sie- no Ic sue proposizioai, clie pero egli limita al bacino interno del Porlo, il quale crederebbe migliorare in confronto all'atluale condizione se le acque che vi fliiiscori tanto uei periodi della marea monlante come in quella della decrescente fossero regulate da apposi- te opere idraiiliche, colle quali intenderebbe presidia- re gli sbocchi ilei grandi canali Spignon, Fisolo e di Malamocco al rispettivi loro Puntaroli, cioe cola do- ve il basso fondo sporge fia 1' uno e Taltro di cssi, cioccbe farebbe con rivestimenli murali q con una Pa- ratoia presso rottagono fortificalo delto di San-Pietro. Queste opere che secondo kii si liiniterebbero a brevi lunghezze, ed in rlflesso alle azioni cui andrebbero e- sposte, vorrebbeclie fossero conteste a fascinaggio,cioe con volpare e gabbloni rienipiuti di juiuuto sasso, fis- sati ed imbrigliati a mezzo di tolpi ossieno fusti di querela, e rivestiti alia loro superficie con sassaia, che a mlnorare la spesa basterebbe fosse di trachile ossia maciicno de' colli Euganei. Soggiunge aUresi che codeste sue o[jert.' interne porterebbero un reale vantaggio, qualtjia pero venga eseguita auco la scconda diga minore al snd del Por- to, poiche ufOcio precipuo di questa essendo il soste- — l'J3 — nere le sabbie cacciate da venli australi, le opero di cui tratta contribuirebbero a maggiormente depuiait! le accjue di flusso dal torbidiune e daile sabbie. INe sfugge airAutore la grave considerazione die, dovendo provvedere all'azione di due correnti, di ilus- so cioe e di rilltissOj le quail in periodi diversi pure sono completamente contrarie, gli e bisogno di adaltare le inflessioni e di Tolgere i vertici delle opei^e che propone per modo che nel riilusso quelle acque scor- rano possibilmenle unite verso il mare, e nel llusso s'inoltrino ripartilamente^ asceudendo i varii canali per dilatarsi poi sullo speccliio della laguna: egli e questo per lui uno scoglio ed un assunto scabroso, cui per superare plausibihnente abbisogneranno al casu allre locali verificazioni. ■ . -u /;;.;;.); In un piano idrografieo che Tiogegnere Casoni unisce alia propria Menioria, oltrecche tracciati il pro- getto orlginario e le successive raodificazloni Lessan e Romano, ha pure notata la delineazlone delle opere da lui suggerite al sitl 5 sporgenza o puntarolo Ira canale Malamocco e canal Fisolo ; — puntarolo tra Fi- si^lo e Spignon a sinistra di questo •, 1— puntarolo tra Flsolo e Spignon alia destra di quest' ultimo ; — e paratoia a curve combinate presso 1' ottagono San Pielro. L'Autore termina la Memoria dichiarando che, a nialgrado il convincimento dl unbuono ed utile eirello, nulla azzardereM)e intraprcndere seuza il consigiio di — 1!)4 — allri ingegnerl csperli nclle cose tlelle nostre laguno, e senza prima conoscere i risullamenti di un esame Icc- nlco in niassima ai di lui siiggeriuienti clie provoclie- rebbe da quest'I. R. Istituto;, il quale occupandosi piu della somiua iniportanza deirargouiento che deU'iin- perizia del dicitore vorra cornpatirlo, considerando al oarico die da tanti aniii ha Tunor di coprire nelTI. R. ]\Iarina di Guerra, alia Iniiga pratica da lui falta su qnel Porlo, ed al dovere che incoiiibe ad ogni one- sl'uomo di luaiiifestare le proprie idee se le crede tende)ili al pubblico vanlaggio ; " ciocche, egli dice, inagglorinente iniporta neH'odienia condizione di que- sta citta richiamata a novella vita e prosperita dalle largizi(jni della Sovranv MunIficenza-, e veicolo di vila e di prosperita per qiiesta patria e appunto il porto di Molamocco. ••' Poscia vionc aaiuiesso il sig. prof. Romanin a leg- gere Alcwii ceniii sopra una slorla dociunentata di Venezia^ e alcane notizic inlorno a Bajamontc Tie- polo e alia sua conp;iura. L'Autore, dopo aver nioslralo la niancanza lutta- via scnlila di una Sloria di Vcnezia conscicnziosa- uienle elaborata sopra docnmentij e elie al racconto jlcgli avvcninienti politici nnisse (juelle nolizie die piii vatessero a ben rappresentare rinliina cssenza del Go- verno della Repubblica, ed i suoi provvediinenli per quauto concerne alia vita del po{)oIoj al commercio, — 495 — all'industrio, allc arti ; dopo aver tracciato gli studli da lui falti a quest'uopo, e come sia di !ui proponiineu- to che neH'opera sua la verita non vada disginnfa dal- I'affelto, clie abbiaccia (juanto v'lia di grande, di no- bile, di gcneroso, presc a leggere an brano del sue la- voro ]iorgendo alcana nolizie, finora ignorate^ intor- iio a Bajamonte Tiepolo e alia sua congiura, attinte ai documenti degli arcliivii ed altri. Egli distingue nella congiura del Tiepolo due parti : nella prima , mosso da un sentimento di vendetta conlro il doge Gradenigo per offese personali, ed al suocero Marco Quirini, si fa sostenitore di questo ad abbattere il Do- ge ed il suo partiloj nella seconda, alia vendetta ag- giungendo ambiziose mire, non cessa anclie nell'esilio di sommuovere lo stato e di tentarne la sovversione. Allontanato Cnalmente, dopo tre anni, da Treviso, gli slorici piu non parlano di lui, coulenlandosi tutt'al piu alcuni di accennarne la morte, avvenuta in Dalmazia Del I Sag. Ma il Romanin riusci ad empire si am- pia lacuna, descrivendo Tiufluenza che il Tiepolo sep- pe esercitare anche nella Dalmazia, 1' offerta faltagli perfino dai Bolognesi del capitanato della loro citla? lo sdegno che si ebbero i Veneziaui , e le lettere che a questo proposito scrissero al consigho di Za- ra, ove era avvennto I'abboccamento, in fine i prov- vedimenti presi al mantenimento della sicurezza in- terna, tra i quali sono a notarsi Tislituzione di una specie tli guardia civica, I'obbligo agli albergatoii di -~ ion — iiolificare oi^iii loi'oslicio, t; Ic \c"j:^-^i conlro Ic coiixciilico- ](>. Kipnllulando pcru seiiiprc nuove conj^iurc, a uiala ])eMa ooiitcnute tlai haiuli e dalle inorti,il conslglio dei D'lcci dava la facolla al Doge c a Federico Dandolo, allora Provveditore in Dalmazia, di olleiiere ia qua- hiiiqne niodo la iiioite del traditore. Qiicst'atto del- r ultimo gennaio lotiS niese decorso, cioe i3i>(), e j'lihitno clie parii di Bajamonte come vivente. L'au- lore chiude con aicunc osservazioni iutorno alPinge- giio, airimportaiiza ed ai mezzi straordinarii che aver lioveva un tal iioino, il quale seppe si bene innestare alia causa propria ([uella di un potenle parlito, e acqui- slarsi lanla ripulazione, anche I'uori della sua palria. In seguilo il M. E. cav. prof. Zanledesclii legge, a iiome del sig. dolt. Raffaele RIolin I. R. assistente al- rislitulo li.siologico in Vienna, un esfratto di una jllu- ]iou;i-afia snllo scJiclctro f/e//"Acij)enser Ruthenus. Inroniincia dalT osservare che qucsto pesce fu soggplto di niolti studii ad ingegni di prime rango, qua- U sono un Mi'illcr. un Agassiz, ccc.,e die tuttavia le de- scrizioni anatomiche erano piene delle pin grandi ine- saitezze, in modo da non potcrlo riconoscere dalle date desinizioni, che jiero laceva nn'eccezione la descrizioue il '\V aj)pnrato Duislicatorio che si trova miW Anniomia comimrata dei M'lxini i\\ Giovanni IMiiller. Vicne quindi a dire, come il sig. dott. Raffaele Molin abbia correlte le inesaltezze di coloro che lo precedellerOj ed abbia po- — 197 — tuto ritrovare alcuni fatti che erano loro sfuggiti, come chei sos/ei^ni dei raggi delle pinoe abdominali e dorsali Don forinano una seiie seniplice, come gli disegno Brandy ma due serie sovrapposte Tuna allaltra •, die la ciutura toiacica e composla di quattio ossi accoppiati due a duCj della forma di un aiigolo diedro, un piano del quale separa la cavita delle brancliie dalla cavita ab- dominale, e I'altro forma lo scudo esterno del torace- che gli arclii delFioide, ed i tre priuji archi delle brancliie possiedono una sola copula comuneja quale manca ai due archi posteriori ed agli archi faringei inferiori, ecc. Insiste pero il M. E. prof Zantedeschi sul ri- sultamento principale degli studii del sig. doU. Mo- ]in , dai quali emerge eviden leniente che lutlo lo scheletro inliero di questo pesce e ricoperto di una crosia ossca. la cjuale rivesfe non solo i processi spi- nosi superiori e Ic costoje, ma ben anco i processi in- feriori, gli archi superiori delle verfebre, i sostcgni dei raggi delle pinne, gh archi dell ioide, i sospensori della mascelia inferiore. gli archi dellapparalo delle bran- cliie; e ricliiama 1 attenzione speciale delFI. R. Islitu- to sul processo di ossificazione in quesfo animale sco- perto dal sig. dolt. Molin, il quale fa un'eccezione mi- rabile da quello di tutti gli altri enii organizzali, che fiuo ad ora furono studiali. Imperocche in questo pe- sce le cartilagini primitive non ossificano giammai, ma I'ossificazioue ha luogo per dcposilo secoudario da — 198 — iin J)la.steina omof^eneo, il quale da pericondrio dive- nulo periosdo e secreto siilla superficle della carlihii:;!- ne. II niantcllo diveiita sempre pin grosso per muiva sopraposizione di blastema ossidcante. Anivalo 11 uian- tello ad una sufficienle consistenza, la cartilagine co- mincia un processo di melamorfosi regressiva, si rani- uiollisce, viene distrulta, ed 11 sito da lei occupato di- venla la cavita destinala alia niidolla : la conclusloae di tutfe queste invesligazioni si e die in tulto lo scheletro di questo aniuiale il processo di ossificazione e quello che solaniente osserviatno nella formazione delle ossa stiacciate del cranio niiiauo. Da fine il M. E. prof. Zanledeschi aU'Estrattri, riferendo le iilazioni dell'egregio naturalista, che sono: 1. U Aclpenser Ruthenus fi)rina nella sua ossi- ficazione una eccezione niirabile di tulto il regno ani- uiale. 2. Questo pesce, e per conseguenza gli storio- ni, alia cui classe esso appartiene, non sono pesci car- tilagiuosi piu del liuccio, Polyptcrus, e gli allii pesci ossei. 3. La divisione dei pesci carlilaginosi ed ossei, adottata dal gran maestro Cuvier, non esiste in ualura. 4- I nostri pesci, fino adesso considerati come carlilaginosi, non sono altro che pesci di una creazio- ne recent*!, il cui scheletro a' nostri giorni comincia ad ossificare, e la cui perfetta ossilicaz,ione e riservula ai tempi avvenire. — 19;) — = 1- Termlnata qucsta Jettura sorge il dolt. Nardo e vocalmentc soggiunge: « Dover rJuscire apprezza' bilo il lavoro anatoniico del doU. Raffaele Molfn, per ]e sue particolaiila specialmeufe. ]\on poter egli'anzi far a meno di eslernare la sua compiacenza nelFaver udifo come I'anafoinico dl Vienna venisse coi proprii sludii aJle conclusioni stesse alle quali anch'egli giun- geva nelsuo lavoro: Suinntima strattura comjmrata dcUe parti soUde del vertebrati, di cui porse un sag- gio neH'aano 1840 all'assemblea di Torino, e die L ceva conoscere all' I. K. Isliluto piu estesamente nella sua Menioria letta il 20 aprile 1843 coJ titolo: Os- sewazioni anatomiche comparative sidla intima strut- tura delle cartllagini dei condrotterigi, inserifa nel Vol. II. delle Memorie da esso pubblicate nel 1845, cioe appartenere ad un tipo affallo dislinto le cartila^ gini de'^/o/-/om; ossificarsi esse alia loro supcrflcie col crescere dell' ela-, non poter farsi base delle divi- sioni illiologiche la parlicolare strulfura delle ossa coniponenti lo schelelro de'pesci, perche ancora im- perfetfamente conosciuta. Se non clie, parlando ia ^^quella sua Memoria specialmcnte delle carlilagini dei Sahichi, egli accenuava soltanto, per cio che concerne agh Sfoi'lom, cjuanto avca creduto sufficiente a dlnio- strare la loro dlfferenza in confronfo de' Salachi me- desi.ni, dei Cidostomi e dei pesci Mola, tipi carfilagl- nei auche quesli non prima di lui distinti dagli auato- mici. r, . /• , — 200 — Aveudo il dolt. KaiTaele Molin avuto motivo di liire lo propi'ie osscrvazioiii sopra 2;iandi esemplari c probabilo, aggliinge il dolt. Nardo, cli' egli sia perv-e- nulo nei deltagli aiialomici a conclusloni piii estese delle sue, e atlendere percio con impnzienza la pubbli- cazione di esse, onde giovarsene a render piuperretto il sopraccennato snoViiYoro: Sulla strn/ 1 ura intima com- parata delle parti sollde del verlehrali. Tanfo accennal, conclude egli, non per vanto di priniazia, ma per niostrare clie anclie nel nostro I. R. Islitufo coUivansi con amore e proBlto gi'iuipor- tantissiuii slndii delfanatomia coniparala, lo die ren- de di uiaggior inleresse per noi la cortese conianica- zione fattaci dalP Anatoniista di Vienna, nicdianle il noslro collega cav. prof. Zantedeschi. ?7 Dopo cio r Islltuto si riducc in adunanza se- grela. , ,,,..,; ,,.,■,,.: , ,.,.,,, Si legge I'Alto verbale dell'adunanza segreln del giorno 23 gingno decorso, ch'e approvalo e sollo- scrillo. Si annunziano i seguenti doni falli all'Istituto. I. Dalla I. 11. Luogotenenza delle Proviiicle Vencte. Bullettino delle Legrji ed Ordinanze del Governo del- la fenezia. Ta\o!a cronologica per I'auiio 1850, c Piui- tale XVI alia XIX incliis. del 1851. — L'Ol — 2. Dal sig. B. M. Borlolazzi di Bassano. •. . Cinque Novellc ludiane tradntte liltcralmente in lu" iino col testo sanscrito a fronle e con ima traduzione ita- liana. Bassano, 485i, di pag. 152, ia 8, 3. Dai signori Compilatori del Giornale fislco-clilmi- co italiano. Giornale fisico-chimico italiano. Punlata III. 4- Dalla Sociela inedico-cliirurgica di Bologna. Bulkllino dcllc Scienzc mediche, fasc. da fcbbraio a giiigno i85i. 5. Dal sig. Abranio Massalongo di Verona. Osteologia derjli orsi fossili del Veronese. Vienna, dSSO, di pag. 58, con 4 tav. C, Dal sig. Antonio Galvani Socio corrispondenle. Sopra i due processi del sig. P. A. Borsarelli per la preparazione del valerianato di zinco^ eperqaello di chi- nina. Venezia, 1850, di png. 14, in 8. Sopra I'eritroso del sig. Garrot, e sopra Vacido bar- harico. Venezia, 1850, di pag. 28, in 8. Slndii e proccsso per lo valerianato nentro di bismii- to. Venezia, d851, di pag. 20, in 8. Confntazione del principii teorico-chimici del Bon- coni, Venezia, 1851^ di pag, 26, in 8. Considcrazioni sopra un' opinione del sig. principe J'ol. II. Strie II. uG ~ 202 — Lucumn Bnnapnrip, snl oaleriavato ili chiuina. Vcnczia, 18.51, di pag. 14, in 8. Tl IM. E. prof. Minicli leggo in noine di una Conimissione, a cm appaiticno, il rapporfo rclalivo alia ricerca fatta dall'I. R. Profettnra di Finanza: Iri" lorno alia misiira dei UqiucU nel vasi scetni. Dopo una breve disciissiono in cui prcndono parte il Relatore, il Vicc-Presidente ed il M. E. Hel- lavifis, le proposte della Comniissione souo approvate. II M. E. prof, de Visiani, in nome della Com- missiono per la Biblioteca , lej^ge un allro rapporto sul riprislinameuto delle associazioni ai Giornali, rimaste sospese per le passate vicende j I'l. R. Istitiito ne ain- melte le conclnsioni. DIetro oomnnicazione dellT. R. Luogoteoenza si tralta di alcnni pi'ovvedimcnli relalivi alia dlslribuzio- ne dei Prcniii d' indnstria stati iinpartili per I'lstlln- to di Milano, e si delibera che siano adollati anclie pel Veneto, colla sola modificazione die nelle epigrafi delle mcdaglie da distribnirsi si faccia nso della sola lingua ilaliana anziclie della ilaliana e della lallna, su di che sara rassegnata opportuna rimoslranza alia su- periore Autorita. Liforno alle proposizioni da Tarsi pei sette posli lasciali vacanli dai M, E. defunti ni'H'ullimo trienuio, — 205 — IT. R, Islilulo deterniina che le proposizioni medesi- me abblano ad csser fatte neiraduiianza del glorno 3 agosto venluro, che sara a lal oggelto parlicolarmente dedicafa, e che avra quindi principio alle i i antiin. Si annunzia che le quattro pension! concedute ai M, E. Menin, Poh, Minich e Zanon trovansi poste in corso a datare dal gioruo lo giugno decorso. Dopo di cio I'adunanza si scioglie. ADUNAISZ.V del GlORiXO O AOOSIO 1851. In qiiest'adunanza I'l. R. Islitulo non atlese che a formare !e terne per la nomina ai sette posti di M. E. lasciati vacant! dai defuntiprof. ah. G. Zamboni, prof, ab. A. Zendrini, prof. ab. G. Furlanetto, conte N. Con- tarini, prof. G. A. Giacomini, prof. C Conti e prof L. Carrer. Formate le quali terne, dispose TI. R. Isti- tuto che prima si raccogliessero le notizie e le illustra- zioni necessarie sugl'individui nominati, e che quindi sulle fatte proposizioni s'invocassero le risoluzioni su- periori. Dopo cio I'adunanza si sciolse. AdUNA^ZA del ClOBiN'O 4 AGOSTO i851, Si leggono gli Atti verball delle adunanze del 20 e 2,1 lugllo, che sono appiovati e sotfoscrilli, II M, E, cav. prof. Zantedesclii Icgge una Nota: Sulla condlzione magnetica delt ossigeno e diama- gnetica deWidrogeno^ delVazoio e gas acido carbo- III CO. L'Aulore incomincia col ricordare i lavorl da Jul fatli su tali argomenti sine d.d 1848, e i risulta- meull che ottenne dalle sue ricerche [RoccoJta fislco- clnni ica italiana.^ T. Ill, pag. Sg i , ann. 1848.-- Archi- ves des sciences physiques. T. VIII, pag. 4 5; ann. 1848). Egli era giunto a questo risultamento esplo- rando la direzione die preiideva un getto di gas ossi- geno in presenza dei poli di una forte magnete tem- [)oraria. Egli vide costantemente, che il gelto s'incli- — 200 — nava ai poll inagnclici ogni qiialvolla suscllava il mn- gnetisaio, e che si rliuetteva prontamente nella sna ili- rczioiie vcrlicalo alio svaiiirc del inetlesiuio, locclic. accadeva aH'aprirsi del circoIo.L'esperienza success! va- mentc vemiG esegulta meltendo in faccia al gclto ga- soso or Tuno or I'altro polo della calamila lempora- ria j e scmpre con efifetto costante.Questa stessa verila Tebbe ancora a laccogliere sottopunendo alf esperienza alciini compostibinarii. L'antiniunlo e corpo dianiagne- tico, ed ancora I'acido aulliuonioso SbO' j e Facido au- timonico e magnetico SbO '. II pioinbo e diamagnetico, e cosi pure il surossido pioniboso PbO j e il surossi- do piombico e magnetico PbO". Per ossei'vare la dl- rezione del gelto gasoso, egli si valev a di un piano candidissinio, che veniva colpito dal raggiodiretto del sole, o da una luce artidciale purissinia ed intensa. II getto deirosslgeno, moveudosi parallelauiente al piano, preseutava nella sua direzione una illuminazione tre- raula, vaporosa, cbe cangiava di poslura al suscitarsi del magnelisnio, declinaudosi verso ai poli magnetici. Spcrimenlando a questo modo egli vide coslautemen- te che Tidrogeno, I'azoto e il gas acido carbonico pre- sentavano il fenomeno opposto, cioe inclinavano i lo- re getti spostandosi dai pcli della calaniita temporaria. Quindi rii'erisce gll studii iatti dal Pliicker ed E. Becquerel, i fenomeni che questi cbbero ad osser- vare, le casiioui a cui jviudicarono che si dovessero altri- buire, e i principii che repularono potcrsene dedune. sa ma- — 207 — PoscJa egli proccde ad esporre cio che nella stessa ... tena lece il Faraday, le sue induzioni, Je s.e sperien ze i suoi ragionameoli. E per ulfln.o avverte che nel 1^48 egli pubblic6 i risultamenti delle sue sperienze ma noil il melodo sperinientale da JuJ segnilo per e- splorare J'azioue niaguetica e diamagnetica del gas, su cui egli si riservava allora di presentare all'I R Lti^ tuto una Memoria da stamparsi ; metodo pero che noa iu da oltn mvenf.-ito, e che ^ diretto e uuovo. Onde concluude che pare che il suo metodo sia piu scpu'si- to, perche I'azioue elettro-magt.etica si esercila diret- tamente, e permette che si possa sperimenfare in uno spazio possibilmente sgombro da ogni altro gaz o flui- do aerilbrnie. Quindi il M. E. dotf. Nardo fa all'I. R„ Istituto la coiuunicazione segueutc : Osservazioni mi cosfnmi deJla Fringilla incerla { lUs^ so),tatte dal 3hnihro effeltivo fa conte Nicolo Conla- rini. II chiarissi.no nostro Collega, il fu conle Nicolo Con- tanu, di sp.upre cara ecJ onorala memoria, avvlsava nella nostra sedula oO novembre 1846, conservar vivo uno de' I- ran uccelli che vanli TEuropa, cioe ia Frinrjilla in- ccrta del K.sso. p.eso per la prima volta a Tan.ai nella P'-onncia del Frh.li il 10 oUoh. dcli:anno stesso. promel- tcndoc. sludiurne i coslumi e darcene in seguilo qualche ■ _ 208 — nolizia. Annolo cgli in fnllo per due anni successivi qnnn- lo vcniu'gli (lalo (!i osservare in pi-oposito, e ce ne avrcb- be (alia comnnicazione se non avessinio fatalmenle a dc- plorare la di Ini pprdita, Devesl alia corlosia della signora conlessa di lui ve- dova, ed alTinleresse di essa per le scienze con tanto anio- re dal di lei niarito coltivatc^ se in quesl'oggi ho ronore di farvi conosccre qnanto il defnnlo noslro consocio la- scio scritlo sni coslinni dciriiccellello sopraccennalo. Es- sa mi adldo non solo il MS. dal quale estrassi le nolizie die sono per darvi, ma ben anclie la slessa Fritigilla, on- de, nel caso fosse vissuta, ne avessi continuale le os- servazioni . 11 pi'of. Risso di Nizza fu il prinio a far conosccre qncsla specie, il lloux, il Savi, il Calvi, il Darazzo ed il Bonaparte la iilnslrarono posleriormente. Devesi pero a qnest'iillinio aiitore il mcrito di avcria con niaggior esat- lezza descrilla ed iconograficanieiite rappreserilata. Ma nessiuio degli accennali aulori parla dei costunii di quc- sl'iiccello, sieche maggiormente jirezioso riesce quaiilo il noslro defnnlo collega ci lascio scritlo, c sono per le^ger- vi, snila di Ini mnla, snl di lui porlaniento, c sul di liii canlo. « lla il bccco corto e grosso, lateral nicnle convosso, di color cinereo brunastro, il niarginc dclle mascelle ar- ninto; le narici appena copcrte dalle peiine delta frmile; iride color di nocciola; la pupilla nora. Tnllo il dissopra e di un cinereo rossastro bruno cd ngiii [linina poila nel mezzo una maccbia nerastra. Di sotlo e biaiu-aslro con pic- cole tuacchic briine. Le piunie coprilrici delle ali piccole e mezzane, cinereo rossastre terminate di biancaslro, che formano con la loro i-iunione due fascie traverse stille ali. — 209 — Coda, sniarginatn e colorita come le ali. Piccli ciuereo- coniei. » Fu preso a Taniai con le reti a tralta iiccellando a fringuelli il 10 oUobre 1846 da Antonio deCarli, clie me lo regnlo. Erano duo, ma uno scappo. Conono assai presto. II lore volo rassomiglia a quello del ceranlo. II canto di qiiesto uccello e un poco simile a quello della passera co- inune, o dello smeardo ; esprirae un ciec/j, cricch cridcli taiclch taicich. » Lo tengo vivo per veder qua! cangiamenlo fa nel- la muta, e se fosse un niaschio qual sia il suo canto di prim a vera. » Quest' uccelletto corre assai presto, specialmente allorche si Irova coperlo daila rote. II suo canto tin era lion csprime clie il nionosillaho tiiit. tn'tl dolcomenle pro- iiunzialo a gnisa dci caiiaiini. La nolle per lo piii al kime della lucerna lo laceva spesso sentire. » lo ne vidi due altri a passare. La loro dirczione • era da levanle a ponente - mczzodi. II loro volo era a jjlanci, Iremolante, dillicile ad esprimersi con parole, men- Ire nella baltuta delle ali parcva come si rivolgcssc in cerehio, o facesse come dicono i francesi un demi-tonr. » IVessun grido mandavano per aria cammin facen- do, e li seguilai lunga pczza coll' occhio sperando chc si ferraassero sopra qualche pianta. Era il di 20 otlobre al- lorche li vidi. Quello chc tengo in gahbia cammina late- ralnienle con la massima facilita c prestezza. Appollaialo sul suo traverso allorche io mi avvicinava a lui, egli se ne allontanava picslissimo camminando laleralmente co- me fanno i papagalli e i becchi in croce. » Osservai per la prima volla li 20 gennaio ASH va- rie piume del corj/o cadule sopra la tnvola della gabbia, fol. II. Scrie J I. u: — LMO - segno evilontc die dava principio alia sua mula. Aiicor nulla posso dire di cerlo sopra il suo scsso. Poslo al sole mi parve senlirlo a irorgheggiare sollo voce, ma s(Miza espi'imor voci. Da cio si polrobbe dedurrc chc fosse uii luaschio. » Comiiicio a perder le pciuie del pello, del ventre, del collo, ed ogni giorno nc cad(!vano niolle a segno tale die ncl dissoUo si vcJcva quasi spiumalo. » Dopo un mesc cii'ca, cioe li 20 fL'bbraio, era tulto cambialo di piuni(% fiiorche le [)enne dclle a!i e della co- da di cui nou vidi miai die ne cadcsse alcuna. Aella co- da vidi una delle prime latcrali che era crcsciiila in tutta la sua lungliezza. Le altre non erajio ancor cadiile, c ]iorci6 non si riniiov.u'ono. In.'alli egli non rinnovo die iviezza coda .snltiinto. )) Gomincio ne! mese di aprilc alia nialtina di buon ora a far senlire qnnlrhe nola amorosa. lo avea un car- dellino die canlava moUissiaio, e queslo lo cccilava al can- to. Egli faceva senlire uu gorglieggio imilantc quello della scdega paiugaiia o sjlvia turdoides. Si espriine con voci e note Irondic, come oic . . . . oic, con, qaic, civiec^ oic; ma fmora non lo inlesi die a mczza voce e per poco tempo. lo voglio sperare cb'egli sia un maschio, abbenclic dal colo- ritn delle sue pinme nou si possa giutiicarlo. II canlo di primavera negli uccdli non e prnprio che dci masclii, polrolibe ossere die in quesla specie vi fosse un"ecce//io- ne per !e fcmniine. » Un'alira osservazione pcro io feci, die inolle voile se ne siava (jiiielo cd a|)[)oI!aialo sopra una sola gam- hix, appunlo come si ossersa ueila maggiur parte de'ma- sclii dcgli uccdli canlori. » II canlo della Fringilla incerla chc io Icngo, c un ~ 2H — gorghcggio imilanle quello dclla scclcga jmltigana o sijl- via liinloiiJcs. Si es] rime con voci e nole tioiiclic. Face- va senlii' il siio canio la niattina a Inion'ora dopo apeile le fiiicslre del niese ili aprile occ, 0('f, ccCj cicitc, oec, oi'^ e nel mcse di iiiglio dopo aperle le lineslre e di buon niaUino si espiimeva cdsi, ciocci, ciocci^ cioccl con voce assai grossa, e poi con suono sollile ripcleva, zit zit, zizl^ zizlt, zit, zizlt, ci'it zit. » Li IC seltcnibre d847 comincio la sua seconda niu- ta, la quale conlinuo per (*).... giorni prima di essere inte- ranienle compila. Al solilo le prime a cadcre sono ie peune del collo, del venire, del corpo e dclle piccole copeiliire superiori alari, e quelle della coda e dclle ali sono le ullime. » Li dC seltembre 1848 ccmincio la mula di que- sl'anno e duro per .... giorni prima di esser inlieramenle compila. Quesl'anno non lece che una sola muta. » Le osservazioni del Contarini terminarono come si vede nel seltembre 1848 non avcndo poUifo conliimnrle in causa della lunga e grave malallia die lo condussc fa- talmenle al sepolcro il giorno IC aprile 1849. Quando venne a me Irasmesso un tal ucccllo, era cir- ca la mela del mese di ollobrc. Trovavasi in mula, ma- laticcio, e tullavia soffercnle agli occhi in causa d'infiam- niazione delle palpcbrc passala alio slalo cronico con flus- so mucoso purilbrme. Era piacevole, benclie di umore poco gJiio, e si avvicinava a lievcmcnle mordere il dilo cbo alui preslavasi; aveva un'cscrescenza cutanea bernoccola- re nuda sulla fronle che non doveva essere di dala moUo ( ) La moiie del coiite Contarini e la impcifezione del MS. da lui lasciaio impedirono di loglicie le lacuiie che Uovansi in <[ucsto aiticolo. O jO loiilana. Faccvn sonlirc di ratio la voce, pronunziniulo zil zit^ ciii; |)asccvasi di iniylio come al solito, ma maiigiava jioco e con svoi^lialezzaj reslaiulo sovenle appollaialo in im canto dclla gahhia. Una mallina dci prim! giorni di novembrc, ncli'epo- ca la pill dolorosa dclla mia vila, (piando perdeva la cara compagna dc" miei sUidii e del vivcr mio, ccssava anclie r csislcnza di (picsto piccolo essere clie lanlo si legava alia mcmoiia di un cosi rispetlabilc coUcga e di un cosi candido amico. L'aulopsia me lo fcce conoscore un maschio_, come gia il Conlarini aveva sospeltalo die fosse. Per ultimo il Socio corrlspondente dott, France- sco Gcra preseuta alcuiie sue Ossefvazioni sidla jie- cessila die li caciaiaolo stiidii il latte^ e sid mezzi al- l uopo opportiini. Diede occaslone a cjneste osscrvazioni un opu- scolo del Landriani, il cpiale fa dipendere la buona riuscifa della caseificazione dalla opportimita delle pra- ticlie usafe, anziclie dalla speciale qualita del latte : ciocclie non si accorda coi risultaiuenti delle ricerclie e dcgli stiidii die su tale materia si fecero dall'Aulo- re. Questi pertanfo va mano a mano esponendo gli argomenti coi quali si comprova clie il latte bene spes- so si modifica ; die in tal case non e accomodate alia caseificazione, e die (juiudi I'esame di csso e indispen- sabile qviando aver si voglia un oftimo e costanle ef- lello. 11 quale non puossi rettanienic cscguire seuza — 215 — far iiso degll opportuni stromenll che sono il galatlo- nietro, i] uiicroscoplo, ]a carta probatoriale, e I'ossiga- lattometro. Quest' ultimo slromento fu inventato dal proi: Selmi, ed il dolt. Gera ne descrive le varie par- ti, e i modi coi quail se ne fa uso e I' effetto che se ne oltiene. Dopo cio ristituto si riduce in adunanza segreta. Si legge I'Alfo verbale deH'adunanza segreta del 21 luglio passato, che e approvalo e soltoscritto. Si legge eziandio per parlicolari motivi, cd in via di eccezione, I'Atto verbale delFadunanza segreta del giorno antecedente, che e del pari approvato e soltoscritto. La lettura di queslo secondo Alto verbale fa in- sorgere il dubbio come e da chi abbia ad essere com- pilato il Programma con cui esser deve portalo a co- gnizione del pubblico ilQuesilo da risolversi nell'anno I 853. Dopo le convenient! discussioni, I' I. R. Isti- tulo decide che la compilazione di queslo Program- ma sia affidala alia slessa Commissione che esamino i Quesiti presentati dai singoli Membri e Socii corri- spondenti, e che queslo Programma, compilato che sia, venga senz'altro pubblicato . ..,_ — 214 — Si aimnnziano i scguenli doni faUi airislitulo. Dal sig. cav. Alberto Guillion. Mcmoria sopra 7ina filanda a voporc in Pederiva di 3Ioutebelluna, escmplare litografato con n. 5 lav, cd una vecUila inlerna dclla filanda stessa. Venczia, di pag 20 in I'ogl. Dal M. E. dottor Giacinto Namias. Sopra alciini cffctti dell'atrnpina e del snifato di ve- ralrina, Monioria, Venezia, 4832, di pag. 18, in 8. (Estr. dal Giorn. ven. di Scienze nicdiclic). Dalla Direziooe dell' I. R. Islltuto Geologico di Vienna. Jurhbuch dcr haisci-lich-konicjlichcn Geologischen Reichs-Jnstatt, N. o -Juli, August, September, i 85 1, (II Jahrgang). W ien, in 4. Si legge una istanza dell'arlista Giovanni Giaco- muzzi con cui domanda che prima dell'epoca degli e- sami normali, che devono precedere al conferimcnlo dei premii d'lnduslria, sia verificato il raerito di una sua specialc iiiauifallura. Dopo lunglie discussioni Yl. R. Istituto, consi- derando che per lo scopo della islituzione devesi a- gevolare agli Artisli il mezzo di ottenere quelle rimu- — 2i5 — nerazioni alle quali avessero diritto, e che in sosfan- za il praticare un semplice esame di fatto non produ- ce alcun ohbligo di concedere successive distiazloni determina che si esaudisca la domanda, e che sia de- stinata una Comraissione composta dei M. E. prof. Menin, ingegn. Casoni e Soc. corrisp. march. Selvafi- co a fine di riconoscere pienamente il fatto, e di ve- nficare se nel lavoro del Giacomuzzi siasi raggiunto quel perfez.onamento al quale, nel conferirgli negli an- ni decorsi il premio della menzione onorevole, era vin- colala la promessa di maggior premio. Si legge un'istanza del dott. Orazio Scortegagna, con cui quesfi invoca il giudizio delfl. R. Istiluto" in una conlroversia che si agifa fra lui ed il prof Balsa- aio-CrivcIii. L J. II. Islltuto, non rilenendosi obbligato a pro- "unziare un tal giudizio, uon anmiette I'istanza dello Scortegagna, ed incarica il Segretario di renderlo di cio consapevolc. co- 'ui II Socio corrispondente co. Agostino Sagredo 'munica all'I. K. Istifuto Jlcune notizie sulh malattu da cui sono colplte le viti nel Granducalo di Tosca- ria. Per 1' importanza MV argomento V I. R. Istituto nomina una Commissione dei M. E. prof do Visiaui, cav. Fapanni e Soc. corrisp. dolt. Zanardini, affinche,' esaininale le comunicazioni Ihtte dal co. Sa-redo so-- — 216 — g'lunga Uiltocio die su tale argomento repvitasse op- portuno, per quanto sopra tutto pao riferirsi alio viti delle nostre Provincie. Dopo cio rislitufo provvede ad alcuni affari in- terni, e poscia Tadunanza si scloglie. INDICE DELLE ADIJ^'ANZE dell' ANNO ACCADEMICO 1850-51, Jdunanza del 24 ISovtmhre 1850. . . . pag. 5 — del 25 Novembre » d9 — del 29 Dicembre « 53 — del 50 Dicembre » 65 — del id Gennaio 1851 » 75 — del 20 Gennaio -.81 — del 27 Jprile » 107 — del 28 Jimle » 113 — del 18 Jlagrjio » 133 — del i[) Jldfjfjio ........ 139 — del 22 Giufjnr, » d47 — del 23 Giiigno » 157 — del 20 Luglio ........ d73 — del 2i Liujlio » 189 — ' del o Jgosto » 204 — del 4 Jgosto » 205 rol. II. Serie II. iS INDICE ALFABETICO PER JIATERIE E PER IV O W I. Acipenser Ruthenus. — Estrat- to di una monografia sul- li> scheletro delP Jcipenser Ruthenus del dott. Raffaele Molin , letto a noine del- l' aulore da! cav, prof. Zan- tedeschi, pag. 196. — Os- servazioni relative del dott. G. Dom. Nardo, p. 199. Jffari inlerni. — pag. 17. 46, 52,63,70,78, d04,4in, 126, 431. 436,443,454,169,186, •200, 243. America centrale. — Sui inonu- nienti dell' America centrale (continiiazione), Meinoria del- i'ab. prof. Lodovico Menin, pag. 11 — idem (continua- zione e fine) p. 147. jdmministrazione. — Conto pre- venlivo delle spese da incon- trarsi neH'anna accademifo 4850-1851, p.50.— Domanda '\\\n i. r. Luogotenenza del- I'assegnamento dei fondi per riordinare i gabinelti e per continuare le pubblieazioni ciilla stampa, ivi. — Soslitu- zione provvisoria di Domeiiico Dare al defunto Inservientc Antcnio iVlartini, pag. 51. Apjxirecchio di fondazione. — Sopra im singolare apparec- (Iiio di fondazione scoperto nella occasione che fu disfat- ta un'antiea Torre in Vene- zia, Memoria dell'ing. Gio- vanni Casoni, p. 81. Atropina. — Snpra alcnni ef- fetii delPatropina e del sol- falo di veratrina, Wemoria del dott. Giacinto Namias, p. 152. Bellavitis prof. Giiisto. — Di- scussione intorno alia Nota siilla forza ripiihiva che ri- tiene i corpi alio stato sfe- roidale eco. del prof. Zante- deschi, p. 92. — Dichiarnzio- ne sulla sna Wemoria: Sulla superficie di uguale illnmi- iiazione, p. 103. — Sul mo- do di |)rovare direttamente il moto rotatorio della Terra, INota, p. 423. — Alcune notizie ed osservazifini che fanno se- guito alia Nota per esso let- ta nella preced. sessione re- lativamente ad un modo di render palese la rotazione della terra, p. 440. — Discor- so sulle unita delle varie quan- tita fisiche, o sull'imporlan- za ed USD delle teorie per raccogliere e coordinare i fe- nomeni tisici, p. 473. BiANCHETTi dolt. Giuseppe. — INota intorno ad alcime cose — 220 — spettanti alia liiigiin ed nllo siile, a [uoposito di unope- ra receiilemente stampala a Fireiize. p. 178. Bizio prof liartolommeo. — Iii- loriio ad ale;ini fenomeiii ma- iiifestalisi iiello sUidiare la di- morfia del cloiuro rameico cimenialo con altri cloruri, Ulemoria, p. 53. Caranto. — Alcune osservazio- ni chimico-g^eologiche sul po- tere aggregatore del ferro, e sulla formazione del cosi detto caranto nel bacino A- drialico, IMemoi'ia del doll G. Dom. Nardo, p. ^67. Carrer Lui(ji. — Commentario sulla vita e suile opere di Lui- gi Carrer, del dott. Girola- mo Venanzio, p. 147. Caso.m ing. Giovanni. — Sopra un singoiiiru apparecchin di fondazione scoperto neiia oc- casione che fii disfatta ^1%^- lica Torre in Venezij, Me- moria, p. 81. — Intorno al- cune opere idrauliclie cli'egli propone alio scopo di iniglio- rare la condizione del baci- no interno a! l*oito di IMala- inocco, c di rejjoiare le coi- renti di rifhisso a vantaggio della nuova foce aperlasi da- vanli il Porto medebimo, Me- moria, p. 1(S9. Circonvoluzioni cerehrali. — Sulhi reiazione ira le circon- voiuzioni cerehriili e la inlel- ligenza, Memoria del prof. Baldassare Poli, p. -19. Clornro rameico. — Inlorno ad alciini fenonieni nttnifeslalisi nelio sttidiiire la cinientato con altri cloruri, IVJeinoria del prof. Bartolomnieo Bizio, p. 53. Colelilin.ii. — Sulla coleliliasi, Memoria del dott. Ignazio Penoliizzi, parte I, pag. 117. — Contiiuiazione della stessa, p. 136. — idem (conlinuazio- ue (ine delli 1 parte), p. 1G8. Colori (iccicleiitali. — Sui colo- ri iufidentali di G. A. Ven- ttiri, Ulemoria del cav. prof. Zantedeschi, p. 457. Commissioni. — Nomina di una Conimissione per istudiare le disposi/Joniericerclie sul cho- lera, conlenule in un dispac- eio della i. r. Luogolenenza, p. 63, — Commissione nomi- nale per I'esame della 3Iemo- ria del prof. Zambra, p. 71. — Trasmissione della Memoria sulla PellMgra del dolt. Bar- bii'ri di Verona alia Conimis- sione che tralla siffullo ar- gomenlo, p. 73. — Commis- siune per i'esame della Me- moria del cav. Santini, letta neir adunanza antecedente, p. 78. — A|)piovazione in \ia di eccezione alia stani- pa iiumediata della delta Memoria. p. 79. — Nomiila di una Commi5>ione per I' e- samc di una soslanza di nalu- ra inceria, esi>lenle nella do- j?ana deiia SaUile, p. 130. — Rispostn intorno alia sceita delle Epigrali comunicale dal- la Comrniss. centr. di pubb. Beneficenza in Verona, p. 131 — Comoiissioni per 1' esame delle Memoiie da staniparsi, ivi. — Conimissione per la lingua conferniala colla no- mina di altri due membri ef- fettivi, p. 146. — iVomina di 221 — una Commissioner p. i5i. Riprislinamenio dflle nssn- ciiizioni sospese. rinu"*'io per giiidizio alia Commissions per la Bibliotecii, p. 172. — Com- missions coiicernente j;li sca- vamenti di A iilloni^a, i\'i. — Commissione per la scella del qiipsiio scienlilico pel con- corso 1853, p. 186. — Com- inissinne per iin esame an- licipato di nn oggelto d'iii- diislria^ p. 214. — Riliuto di un giiidiziii chiesto dal dolt. Orazio Sciirte[;;io;na , p. 215. — Commissione per le comunicazioni del co. S:<- j;redn siilla malauia delle >ili nel Grandiicalo di Tosctina, p. 215. Coiiiunicazioiii e coniiponden- ze. — Leltera del sig. Arhil- le Compie, redatlore del Gior- iiale di Parigi : La Pa trie, the richiede la cooperazione dell'Isliuito per una Rivista dei lavori di tiilte le Socie- la scientiticlie d'Europa,p. 51. — Comunicazione del cav. prof. Sanlini sul nuo\o pia- neta Egeria e sulle osserva- zioni falie aU'osstrvalorio di Padova rispelio al pianeta f ittorin, p. 62. — Opera di Antonio Bresciani siampata in Kapoli.annuiiciata dul prof. Meniii con ridessioni relative, ioi. — Mancanza a' vi\i del prof. Scluiniaker di Altona. anmmciata dul cav. Sanlini, p. 78. — Domanda alia l)i- rezione del Giornale parigi- no: La Patrie, di alciini nu- nieri per conoscere la lornia con cui ven{;iino eslese le re- lazioni delle Socieia scienlifi- che, p. 105. — Fondaziiine di una Sociel;) Ixitaiiieo-jjeologi- ca in Vienna, o Mioi statnti, p. 172. Cundiziiine mar/nelica e diama- (jiietica. — Sulla rondizione maj:netica deil'ossij;;eniie dia- nj;)j;netica dellidrogeno, del- lazoto e del gas acido car- bonico, Nota del cav. prof. Zantedesflii. p. 205. Conducibilita eletlrica dei mu- scoli e dei nervi. — Alciine esperienze ed nsservazioni del cav. prof. Zaiuedesthi suUa conducibilila eletlrica dei mu- scoli e dei nervi, comnnica- zidue verb.iie del medesimo, ji. 131). CoATAKiM fu c". iMcido. — Ojser- va/idui suico.slumi della Frin- (jilla incerta (Risso), conui- nicazione del dott. G. Doni. Nardo. p. 207. Crittor/aine ed animalucci. — Se ceiti viventi producano cerii mali o ne siano prodot- li, Memoria di Giulio Sandri, pag. 5. Decreti e dispiicci dell' i. r. Luogotenenza. — Richiesta di una istru/.ione popolare da diffondersi siilla pellagra p. 51. — Sostilnzione nella di- rezione della Luogtitt-nenza del cav. Toggenbiirg al sig. bar. Pncliner, p. 5"i. — iNor- me pell' assegnam^nto delle pensioni alio >edove ed or- fani di impiegatl ecc, ivi. — Ordiiie di restituzione al- l' Istitulo del suo lorchio i- draulico , ivi. — Oispusizioni sulle domanile avanzate dai- I'ing. Dlilesi, iui. — iAiassiiiio ed isiruzioni per la malaltia del rliolora.p. r,3.-I)ispaccirt Felri. — Sopra alcuni nuovl • he tiimMiu una l\lemoija sill- {^eiieri, e 7)2 nuove specie di lii pclliijjrii (li'l dull. Bai hieri Fclci, Memoiia del env. Vil- di Veroiiu, p. 73. — Nomina lore Trevisiin, p. -Ifil. deliiiitiva del cav. di Togijen- ferro. — Alcuiie osservazioni bnrj; n liiiojjoienenle de!le cliimieo-fjeologiche siil potere proviiicie A'eiiete, p. 105. — iie|;iiiroiio Galvam Antonio. — Approva- jiel territorio di Valloiif:a, di- zioiie della sna nomina a So- strelto di Piove, ed agli og- cio eorrispondente dell' Isti- jjclti ilie con esse si riiiven- tiitn, p. 62. nero, INoia dell' al). A'aienii- Geh* dott. Francesco. — Os- nelli, p. 117. — Discii-isione servazioni siilla necessita che relativa del prof ah. Loiitiv. il caciainolo .stndii il lulle, esiii Meiiin, p. 118. — ideo) del- mezzi all' iiopo opportnni , ling. .lappelli ed altri, p. 122. p. 212. FAPA^^IcaT. Agostino. — Sidle Idee. — Sulla influenza dei se- lej^gi agrarie contenule ne- gni nelia formazione delle idee, gli antiehi statuti niunicipali, continuazione della Memoria V soil uso die so ne pno f.iie del dott. Amhrogio Fusinieri, lU'lla compilazione del codice p. fi5. rnrale, Memoria, p. 133. luteU'uienza. — Sulla rdazione Ira le circonvoluzioni cerebra- li e la iiitelligeiiza, Menioria del prof. Balduss>i ^ filo di veralriiiii, Meinoriii, J). lo2. Wardo dott. G. Doin. — Alcmi.; osservHzioni chiinico-geoloj;i- che sul potere aggregatore del ferro, e siilU form.iziime del cosi detto caranto nel ba- tino Adriiitico, Memoria, p. 157. — Osservazioiii sopra I'estialto di iiii.i mono[;;ru(Ja deW Jcii)i;iis(u- Ritllienus del dolt. Raff. Moliii, p. 199. — CoimmicMzione dell- osserva- zioni siii costumi di^lla Frin-